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I nigeriani chiedono i nomi dei politici col visto negato dagli USA

Il Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump e il Presidente nigeriano Muhammadu Buhari. Foto ufficiale alla Casa Bianca di Andrea Hanks, 30 Aprile 2018 (dominio pubblico).

I politici nigeriani, ritenuti responsabili per aver danneggiato il processo democratico nelle elezioni generali dello scorso anno, il 14 settembre hanno ricevuto delle restrizioni sul visto imposte dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Tuttavia, i loro nomi rimangono secretati — sia il governo degli Stati Uniti che quello nigeriano devono ancora rendere pubblica la lista con i nomi dei responsabili.

Le elezioni nigeriane hanno avuto luogo il 29 febbraio dell'anno scorso e sono state vinte dal Presidente in carica [en, come i link successivi, salvo diversa indicazione] del partito politico progressista APC (Congresso di tutti i progressisti [it]), Muhammadu Buhari, con 15 milioni di voti. Buhari ha sconfitto il suo principale rivale, un uomo d'affari ed ex vice presidente del Partito Popolare Democratico, Atiku Abubakar, che ha guadagnato 11 milioni di voti.

In una dichiarazione del Dipartimento di Stato, i funzionari statali del governo USA hanno condannato gli atti di “violenza, le intimidazioni e la corruzione che ha danneggiato i nigeriani” nel corso delle elezioni del 2019 e hanno avvertito che prima di un referendum locale occorre “sostenere i principi della democrazia e facilitare elezioni libere e giuste, svolte in modo adeguato, trasparente e non-violento”. 

Sebbene questa dichiarazione non contenesse alcun dettaglio specifico su come identificare coloro da aggiungere alla lista dei responsabili, le dichiarazioni successive rivelano degli indizi.

Il 24 gennaio 2019, l'Ambasciata degli Stati Uniti in Nigeria, sulla scia delle elezioni generali programmate per febbraio, ha avvertito che stava “ponendo molta attenzione” alle azioni dei politici nigeriani che “istigano alla violenza contro la popolazione civile prima, durante, o dopo le elezioni.” 

La missione USA in Nigera ha evidenziato inoltre che saranno poste delle restrizioni sul visto ai responsabili e alle loro famiglie. Il Dipartimento di Stato USA ha ripetuto questa minaccia il 23 luglio 2019.

Nome e vergogna! 

Henry Okelue ritiene che mantenere i nomi secretati non serve a nulla:

Non serve veramente a nulla se le identità dei presunti “aggressori” con un divieto di rilascio del visto da parte degli Stati Uniti rimangono secretati. Per quello che sappiamo, potrebbe non essere nessuno.

L'utente Twitter Cheta si dice a favore di “ulteriori sanzioni” oltre al divieto di rilascio del visto:

Apparentemente una buona mossa ma non risponde allo scopo di deterrente se non vengono imposte ulteriori sanzioni.

Il dollaro americano è ancora la valuta di riserva del mondo. Impedirgli l'accesso al dollaro americano e monitorare il loro comportamento potrebbe DAVVERO portare al cambiamento.

Gli utenti Twitter, Temisan Okomi e Ugo sono curiosi del processo messo in atto dagli USA per stabilire i responsabili:  

Come gli Stati Uniti determineranno i responsabili dei brogli elettorali? Me lo chiedo da quando è stato suggerito il collegamento. Sono le persone che il governo afferma essere i responsabili delle elezioni truccate o coloro che hanno stabilito essere i responsabili?

SaharaReporters, un notiziario online, sostiene che presumibilmente quattro politici nigeriani sono tra coloro a cui è stato negato il rilascio del visto.

Tuttavia, Global Voices non potrebbe nè confermare nè negare questa dichiarazione attraverso un contatto con l'Ambasciata USA nigeriana e il Consolato su Twitter. 

Un'elezione poco chiara compromessa da ritardi, intimidazioni e violenza 

Il cartello della campagna elettorale del Presidente nigeriano Muhammadu Buhari sul ciglio della strada, 28 febbraio 2015. Foto di  Clara Sanchiz/RNW su Flickr (CC BY-SA 2.0)

Un'altra possibile fonte per la lista dei responsabili potrebbe essere ricercata nel report di 72 gruppi locali e 16 internazionali che hanno controllato le elezioni, i quali sono stati invitati dall'arbitro delle elezioni in Nigeria, la Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (INEC). 

 Il 23 febbraio, giorno delle elezioni presidenziali, sono state uccise circa 47 persone, secondo quanto affermato dalla Situation Room, un gruppo della società civile nigeriana di cui fanno parte controllori delle elezioni locali.

Alcune morti sono state causate da scontri tra gruppi politici rivali o dalle accuse di brogli elettorali.

La missione di monitoraggio elettorale dell'Unione Europea (UE), in Nigeria dal 5 gennaio al 7 aprile 2019, è stata una delle varie organizzazioni di controllo durante le elezioni del 2019. 

La missione di monitoraggio elettorale dell'UE ha confermato, in un report di giugno 2019, che le elezioni generali del 2019 in Nigeria sono state “compromesse da violenze e intimidazioni” agli elettori. Si presume che le agenzie di sicurezza nigeriane abbiano cospirato con i politici per scatenare la violenza.

Gli osservatori dell'UE presenti durante il confronto di risultati presidenziali “hanno assistito direttamente o hanno ricevuto testimoninze di intimidazioni da parte dei funzionari dell'INEC in 20 stati.” Gli osservatori europei si trovavano ad Abuja, la capitale federale e in 36 stati della Nigeria.

Al report europeo hanno collaborato le scoperte effettuate dalla congiunta Missione di Monitoraggio Elettorale Internazionale in Nigeria dell’Istituto Democratico Nazionale (NDI) e dell’Istituto Repubblicano Internazionale (IRI), organizzazioni imparziali e no-profit con sede negli Stati Uniti. 

Le missioni di monitoraggio dei NDI/IRI hanno messo in evidenza che le elezioni del 2019 non si sono svolte in modo trasparente poiché “i candidati sono stati imposti dai leader del partito non democraticamente.” Questo ha causato “un'ulteriore frammentazione dei partiti politici o una violenza all'interno del partito,” che hanno sostanzialmente reso ostili gli elettori. 

I gruppi di NDI/IRI hanno notato anche che il rinvio imprevisto al 23 febbraio delle elezioni legislative nazionali e presidenziali, qualche ora prima dell'inizio delle votazioni, il 16 febbraio, ha distrutto la fiducia pubblica nell'integrità dell'INEC. 

La violenza nel corso delle elezioni perpetrata dai politici nigeriani sono alimentate dalla cultura dell'impunità.

È bello sapere che gli USA hanno imposto il divieto di concessione del visto ai politici nigeriani per aver danneggiato la nostra democrazia.

È fondamentale che l'Europa faccia lo stesso.

Un divieto dall'Europa procurerà più danni soprattutto se i loro figli studiano in Europa e se quest'ultima è la destinazione principale delle loro vacanze e dei loro controlli medici.

Niente colpisce di più l'élite governativa nigeriana del divieto di viaggiare all'estero con le proprie famiglie. Il divieto di rilascio del visto da parte degli Stati Uniti potrebbe addirittura promuovere trasparenza e obbligare le élites nigeriane a confessare. 

Ma non è ancora sufficiente. 

A meno che non siano nominati e infamati i responsabili della violenza nel corso delle elezioni, delle intimidazioni agli elettori e dei brogli elettorali, sarà tutto come al solito nel prossimo referendum locale negli stati di Edo e Ondo.

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