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Il 15° compleanno di Global Voices: l'impatto sui Caraibi della crisi climatica e di altri disastri nel 2019

In occasione del 15° compleanno [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] di Global Voices, ecco dal nostro team caraibico altre tre delle storie più interessanti del 2019 — questa volta, si tratta di cambiamento climatico.

La crisi climatica

L'architetta certificata LEED Mandilee Newton e suo marito Tim alla manifestazione #ClimateStrikeTT a Port of Spain, Trinidad, il 25 Settembre 2019. Foto di Rapso Imaging, usata con autorizzazione.

Alla COP 21 [it], la posizione dei piccoli stati insulari in via di sviluppo (SIDS) come i Caraibi richiedeva che l'accordo emerso da quella conferenza del 2015 sul cambiamento climatico continuasse a riconoscere le vulnerabilità con cui tali nazioni insulari sono confrontate. Nel 2019, individui ed organizzazioni basati nei Caraibi hanno continuato a promuovere coscienza ambientale e stili di vita più verdi, al fine di arginare le temperature globali in rapida crescita e i loro effetti negativi.

La Giamaica, per esempio, ha usato la musica [it] come mezzo per educare la popolazione riguardo al cambiamento climatico e influire sul cambiamento comportamentale. Si sono dedicati alla coscienza ambientale anche i movimenti delle donne [it] presenti nel paese. Tobago, nel frattempo, ha usato i propri crescenti livelli di sbiancamento dei coralli [it] come monito, visto che la causa principale del fenomeno sono le più elevate temperature delle acque risultanti dal cambiamento climatico.

Nel settembre 2019, giovani in tutta la regione si sono uniti in solidarietà [it] ad altre marce globali per il clima, incoraggiando i partecipanti a piantare alberi e contribuire alla depurazione dell'acqua, all'igiene e alla gestione delle risorse universali— azioni rincuoranti che lasciano intendere che la regione non sia pronta ad accettare il proprio destino in una crisi incombente, della quale, se lasciata incontrollata, ne soffrirà maggiormente le conseguenze, pur avendone contribuito in misura minore.

L'uragano Dorian

Screenshot preso da un video YouTube caricato da NBC News, che mostra riprese con drone di Marsh Harbour, nelle Bahamas, distrutta dall'uragano Dorian.

Prevedibilmente, la stagione degli uragani dell'Atlantico del 2019 è stata mortale. Imprevedibilmente, lo è stata principalmente a causa di una mostruosa e lenta tempesta, l’uragano Dorian, che dopo essere avanzata pesantemente attraverso i Caraibi, ha portato una devastazione incommensurabile [it] nelle Bahamas.

Alla devastazione hanno fatto seguito immediati richiami alla regione perché prendesse coscienza [it] delle realtà della crisi climatica, specialmente dal momento che Dorian è stato preceduto da uragani come Irma e Maria nel 2017, che hanno avuto effetti disastrosi su isole come Porto Rico [it] e Dominica [it]. Persino la Giamaica, che è sopravvissuta all'assalto brutale dell'uragano Gilbert nel 1988, ha faticato a immaginare [it] come una nazione insulare potesse sopravvivere a una tempesta della ferocia stazionante di Dorian.

Al seguito dell'uragano Dorian, il periodico The New Yorker non ha usato mezzi termini nel dichiarare che la scia di distruzione, il bilancio delle vittime in crescita costante, le violente inondazioni, i danni incommensurabili e i gravi casi di stress post-traumatico sono stati una vera e propria “ingiustizia climatica” [it].

Rivolgendosi al Vertice delle Nazioni Unite sul Clima a New York il 23 settembre 2019, il primo ministro delle Barbados, Mia Mottley, ha detto ai leader mondiali che devono aspettarsi una migrazione di massa di rifugiati se la crisi climatica non verrà risolta:

In other words, two degrees needs to be taken off the table once and for all. The global community must accept that it is within our power to halt and reverse climate change. […]

We refuse to be relegated to the footnotes of history and to be collateral damage for the greed of others, for we have contributed less than one percent of greenhouse gas emissions.

In altre parole, due gradi devono essere messi fuori discussione una volta per tutte. La comunità globale deve accettare che è in nostro potere fermare e invertire il cambiamento climatico. […]

Ci rifiutiamo di venire relegati alle note a piè di pagina della Storia e di diventare il danno collaterale dell'avidità di altri, perché abbiamo contribuito meno dell'1% alle emissioni di gas serra.

Altri leader della regione si sono uniti al fervido appello, e si auspica fortemente che continueranno a sostenere i migliori interessi dei piccoli stati insulari in via di sviluppo.

Le morti sulla strada in Giamaica

Screenshot preso da un video YouTube che mostra il filmato di un incidente auto su un ponte a Kingston, in Giamaica. Fortunatamente non vi sono state vittime in questo specifico schianto. Video caricato da Best Jamaica.

Un problema ambientale di tipo diverso, il tasso in costante crescita delle morti legate a veicoli a motore in Giamaica è passato al centro dei dibattiti a Novembre. In corrispondenza della Giornata Mondiale in Memoria delle Vittime della Strada, 374 Giamaicani erano morti in incidenti stradali, rispetto alle 330 vittime nel 218, e alle 284 nel 2017.

Nel 2019, il Consiglio Nazionale per la Sicurezza Stradale (NRSC), un'organizzazione non-governativa, ha purtroppo fallito nel mantenere “Sotto i 300″ il numero delle vittime della strada. Mentre alcuni infortuni possono essere causati da fattori ambientali, la maggior parte degli incidenti è imputabile a fattori culturali e comportamentali e alla corruzione [it].

Mentre la Giamaica non è l'unico territorio nella regione a dover fare i conti con un numero crescente di morti sulla strada, si auspica che, con una legislazione più robusta e una comprensione più profonda del problema da parte di chi ha l'autorità di prendere decisioni, il 2020 sarà un anno migliore.

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