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Il team di Trinidad e Tobago riferisce che il rischio di fuoriuscita dalla petroliera venezuelana arenata è “minimo o nullo”

L'unità FSO (Floating Storage and Offloading Unit) Nabarima, la nave che rischia di affondare e creare un'enorme fuoriuscita di petrolio nel Golfo di Paria. Fotogramma di un video [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] caricato da Fishermen and Friends of the Sea, l'organizzazione non governativa con base a Trinidad e Tobago che ha dato l'allarme sulla situazione.

Questo articolo è stato pubblicato inizialmente su Cari-Bois News. Qui si ripubblica una versione riveduta e aggiornata come parte di un accordo di condivisione di contenuti con Global Voices.

La prima perizia non condotta dal Venezuela sullo stato dell'FSO Nabarima, una petroliera venezuelana che sta affondando nel Golfo di Paria [it] nel Mar dei Caraibi, ha confermato che il rischio di fuoriuscita è minimo.

La perizia è stata condotta il 20 ottobre da un team di esperti di Trinidad e Tobago, raccomandati dal Ministero per l'Energia e l'Industria del Paese. Trinidad e Tobago potrebbe subire le conseguenze peggiori nel caso la fuoriuscita si verificasse.

Ci sono stati timori a livello regionale e internazionale nei mesi passati sulla possibilità di un disastro ecologico posta dall'imbarcazione danneggiata, che rimane arenata in acque venezuelane vicino Trinidad con a bordo circa 1,3 milioni di barili di petrolio greggio.

Il Ministro per l'Energia di Trinidad e Tobago Franklin Khan il 22 ottobre ha dichiarato che le conclusioni della relazione “confermano che la nave è in posizione verticale, stabile e che il rischio che s'inclini o affondi è minimo o nullo”. La relazione completa doveva essere pubblicata il 22 ottobre, ma Khan ha detto prima della pubblicazione che le conclusioni sono le seguenti:

The FSO Nabarima is upright and stable with no visible tilt and there is no imminent risk of tilting or sinking. There was no water egress visible on the vessel to the team, it was confirmed that during the incident when the engine room was flooded, as was reported in September, there was no mixing of oil and bilge water, the oil did not leak from the containment tank. This implies that the double hulls are intact and poses minimum risk of an oil spill at this time.

La FSO Nabarima è in posizione verticale e stabile, senza alcuna inclinazione visibile e non c'è rischio imminente che s'inclini o affondi. Non c'erano fuoriuscite d'acqua visibili al team ed è stato confermato che durante l'incidente, quando, come riportato a settembre, la sala motori è stata inondata, non c'è stato mescolamento tra petrolio e acqua di sentina e che il petrolio non è fuoriuscito dalla vasca di contenimento. Questo suggerisce che i doppi scafi sono intatti e al momento non presentano il rischio di fuoriuscita di petrolio.

Il team sarebbe soddisfatto dal programma di manutenzione dell'imbarcazione in corso e avrebbe raccomandato un ulteriore controllo tra un mese.

Il 16 ottobre l'attivista ambientalista Gary Aboud, dell'organizzazione non governativa (ONG) di Trinidad e Tobago Fishermen and Friends of the Sea (FFOS), ha visitato clandestinamente la nave, mostrando che era inclinata in posizione precaria. Questo due mesi dopo che Aboud aveva lanciato l'allarme per la prima volta sulla possibilità che si creasse una devastante marea nera nel Golfo.

Il governo di Trinidad e Tobago a quel punto si è trovato alle prese con il difficile interrogativo di come rispondere a una crisi al di là dei suoi confini marittimi. Amery Browne, il Ministro di Trinidad e Tobago degli Affari Esteri e della Comunità Caraibica (CARICOM), ha cercato di fare chiarezza sui tentativi del governo di affrontare la situazione, dopo che Aboud e altri attivisti ambientali hanno accusato gli ufficiali locali d'inerzia e di essersi allineati al governo venezuelano:

There seemed to be an expectation in some quarters that the government, because of the concern, must act through some kind of illegal means. That simply is not possible.

Sembra in alcuni circoli ci sia l'aspettativa che il governo, a causa del pericolo, debba agire con mezzi legali di qualche tipo. Questo è semplicemente impossibile.

I comunicati stampa da parte di vari ministri del governo di Trinidad e Tobago degli ultimi tre mesi si sono rimessi alla tesi venezuelana che l'imbarcazione è “stabile” — un'affermazione che la FFOS ha definito “propaganda“.

Browne, tuttavia, ha insistito che il governo ha preso sul serio la minaccia fin dall'inizio e che ha immediatamente richiesto, tramite canali diplomatici, di visitare l'imbarcazione nonostante le rassicurazioni da parte del governo venezuelano che dicevano che non c'era motivo di preoccuparsi. Ha aggiunto che inizialmente era stata approvata una visita per il 28 settembre, prima che fosse improvvisamente cancellata dalle autorità venezuelane per “circostanze al di là del loro controllo”. La nuova data suggerita era il 20 ottobre e su questo punto Browne ha detto:

We immediately got back to them and we informed them that we would not wish to wait until October; we want to do an immediate fly-by or sail around of the vessel at least to be able to lay eyes on the situation, to get an idea of the tilt […] or any of the other parameters so that we know if this is an unfolding environmental emergency. Venezuela responded that they would not be able to facilitate that.

Li abbiamo immediatamente ricontattati e li abbiamo informati del fatto che non volevamo aspettare fino a ottobre, che volevamo volare lì immediatamente o navigare attorno alla nave per poter almeno osservare la situazione, per farci un'idea dell'inclinazione […] o di qualunque altro parametro, in modo da sapere se c'è un'emergenza ambientale in corso. Il Venezuela ha risposto che non sarebbe stato in grado di agevolare la cosa.

Aboud e altri cittadini preoccupati stanno chiedendo perché questa informazione è stata nascosta al pubblico fino a questo momento.

Trinidad e Tobago ha un trattato col Venezuela sulla delimitazione delle aree marine e sottomarine nel Golfo di Paria che richiede a entrambe le parti di “informarsi a vicenda su ogni segnale di inquinamento di natura seria in atto, imminente o potenziale che si verifica nella zona di frontiera marittima”.

Tuttavia, Trinidad e Tobago è in un piccolo gruppo di nazioni nella Comunità degli Stati dell'America Latina e dei Caraibi (CELAC) il cui governo ha dato poca considerazione pubblica all'idea di firmare l’Accordo Escazù — un trattato rivoluzionario che rende più profondo il legame tra la protezione ambientale e quella dei diritti umani in America Latina e nei Caraibi.

Ratificare l'Accordo Escazù, a cui manca una sola firma per entrare in vigore, aiuterebbe a garantire il diritto del pubblico a essere informato sulle minacce ambientali come quella posta dalla FSO Nabarima.

Facendo eco allo spirito dell'Accordo Escazù Aboud, in un video caricato su Facebook il 20 ottobre, dice che data la possibilità che uno sversamento di petrolio colpisca tutti i Caraibi la crisi attuale richiede una risposta regionale unita:

Five of the seven of the world’s marine turtles live in our Caribbean sea and each island has a tourism product that depends on whales, on dolphins, on fish, on crabs, on a clean and healthy sea.

Cinque delle sette tartarughe marine del mondo vivono nel nostro mare dei Caraibi e ogni isola ha un prodotto turistico che dipende dalle balene, dai delfini, dai pesci, dai granchi, da un mare pulito e sano.

Ha chiesto un accordo vincolante tra tutti i membri del CARICOM che permetta alle nazioni della regione di mettere in comune informazioni, risorse e capitale umano per affrontare minacce condivise.

In seguito alla visita di Aboud alla nave danneggiata, l'Ambasciata degli Stati Uniti a Trinidad e Tobago ha rilasciato una dichiarazione in sostegno ad “azioni immediate per portare la Nabarima a uno standard internazionale di sicurezza ed evitare possibili danni ecologici” e chiarendo che “attività per evitare un disastro ecologico” non contravverrebbero ad alcuna sanzione imposta al Venezuela.

Recenti resoconti internazionali hanno affermato che la compagnia petrolifera di Stato venezuelana, Petróleos de Venezuela (PVDSA), sta posizionando una petroliera per partecipare allo scaricamento del petrolio dalla FSO Nabarima. Una persona a conoscenza della situazione ha dichiarato a Reuters che la PVDSA intendeva scaricare una parte del petrolio greggio a bordo trasferendolo da una nave all'altra.

Il Ministro Khan ha confermato che la PVDSA ha cominciato un trasferimento da nave a nave del petrolio greggio alla sua nave Aframax, Icaro, ma ha detto che la relazione di Trinidad e Tobago raccomandava di usare un'imbarcazione più grande per il trasferimento, poiché l'Icaro può ha solo un quarto della capacità da 1,3 miliardi di barili della Nabarima.

Nel frattempo, in un’intervista separata col Trinidad Express, Browne ha dato il merito “alla forte preoccupazione e interesse della popolazione di Trinidad e Tobago sulla situazione della Nabarima” per aver aiutato a incoraggiare il governo a cercare una soluzione.

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