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Le norme di sicurezza di Pechino continuano a trasformare Hong Kong

Il Capo Esecutivo di Hong Kong Carrie Lam alla conferenza stampa del 18 agosto 2020. Foto di: Kelly Ho/HKFP.

Questo post, scritto da Jennifer Creery, è stato inizialmente pubblicato [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] dal Hong Kong Free Press il 1 settembre 2020. La versione seguente è stata leggermente editata e pubblicata grazie ad una partnership con Global Voices.

La legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong ha gettato una città segnata da mesi di disordini politici in un'ulteriore incertezza, mentre milioni di persone continuano ad adattarsi a una nuova normalità. Due mesi dopo la sua promulgazione, gli attivisti pro-democrazia sono stati radunati e i funzionari governativi presi di mira con dure sanzioni in mezzo a una disputa diplomatica tra superpotenze divenuta sempre più spinosa.

Di seguito è riportato un riepilogo degli sviluppi chiave di agosto, due mesi dopo l'entrata in vigore della nuova legislazione che criminalizza la sovversione, la secessione, l'interferenza straniera e l'inferenza con i trasporti e altre infrastrutture.

Tensione a spirale con gli Stati Uniti

In una delle azioni punitive più audaci di sempre, il 7 agosto Washington ha imposto sanzioni su 11 individui accusati di minare “l'autonomia di Hong Kong e limitare la libertà di espressione e di assemblea dei cittadini”. Il Capo Esecutivo Carrie Lam, il Capo della Polizia Chris Tang, l'ex Commissario di Polizia Stephen Lo, il Segretario della Sicurezza John Lee e il Segretario della Giustizia Teresa Cheng erano tra quelli elencati, in una mossa progettata per escluderli dal sistema finanziario statunitense.

Pechino ha risposto tre giorni dopo, sanzionando 11 americani – inclusi i Senatori Marco Rubio e Ted Cruz – per “grave interferenza” negli affari di Stato.

Settimane dopo, le autorità statunitensi hanno ufficialmente eliminato tre accordi bilaterali con Hong Kong sull'estradizione e sull'esenzione dalle tasse. Hanno inoltre chiesto agli esportatori di etichettare i loro prodotti come “Made in China” invece di “Made in Hong Kong” in seguito alla cancellazione dello status commerciale speciale della città.

Accantonati i trattati di estradizione, avanzano nuove rotte di immigrazione

Anche la Francia, assieme a tanti altri paesi, ha sospeso i trattati di estradizione con Hong Kong in vista della legga sulla sicurezza. In precedenza, il Canada, il Regno Unito e la Nuova Zelanda – parte dell'alleanza di Intelligence denominata “Five Eyes” – avevano deciso di fare lo stesso. La Germania, nel contempo, aveva bloccato il loro accordo a causa della decisione di rimandare le elezioni legislative di un anno a causa della pandemia da COVID-19.

Ad agosto, l'Australia ha introdotto nuove disposizioni sulla richiesta del visto per i possessori del passaporto di Hong Kong, rendendo più semplice per studenti, laureati e lavoratori professionisti ottenere la residenza.

Arresti di massa, raid sui quotidiani

Irrompendo negli uffici del diffamato tabloid pro-democrazia Apply Daily, il 10 agosto centinaia di agenti di polizia hanno condotto uno dei loro raid fino ad ora più audaci [it] sulla base della legislazione sulla sicurezza. Durante questa operazione hanno anche catturato il proprietario Jimmy Lai, i suoi due figli e quattro membri dello staff.

I media locali hanno riferito che il magnate dei media Next Digital era stato arrestato con l'accusa di frode e collusione con forze straniere – un reato ai sensi della nuova legge. Il CEO di Next Digital, Cheung Kim-hung, il CFO Royston Chow e il COO Chow Tat-kuen figuravano tra gli arrestati. Il dirigente Mark Simon, che è all'estero, rimane invece ricercato.

Più tardi quel giorno, la polizia ha arrestato Agnes Chow, 23 anni, ex membro del gruppo politico Demosisto, ora sciolto, e due ex studenti attivisti, tra cui un libero professionista dell'ITN Wilson Li del Regno Unito, anch'essi sospettati di collusione con forze straniere.

Rapporti dei democratici, inseguiti come attivisti in fuga

Ad agosto molti esponenti pro-democrazia si sono lamentati di essere stati inseguiti da alcuni sconosciuti. Sunny Cheung, ex portavoce della delegazione ora sciolta per gli affari internazionali delle istituzioni superiori di Hong Kong, ha scritto in un post poi cancellato di sospettare che tre dei suoi presunti stalker fossero membri della sicurezza nazionale.

Agnes Chow ha postato su Facebook che “uomini sospetti” sono apparsi 24 ore su 24 al di fuori di casa sua, facendo dei filmati con i loro telefoni e apparentemente lavorando su turni.

La polizia ha bloccato il parlamentare del Partito Democratico Ted Hui dopo che aveva affrontato persone all'interno di un veicolo che credeva lo stesse seguendo. Ta Kung Pao, finanziato da Pechino, ha successivamente confermato che gli uomini erano reporter del giornale.

Anche il vicepresidente del Fronte per i diritti umani civili Figo Chan si è lamentato di due uomini che vagavano per una stazione radio dove il 14 agosto lui e il collega conduttore Jimmy Sham stavano registrando un programma.

Il Regno Unito sospende l'accordo di addestramento militare

A fronte di un maggiore controllo dell'addestramento militare all'estero, il Regno Unito ha annunciato che avrebbe temporaneamente sospeso il suo accordo di addestramento militare con la polizia di Hong Kong. Un portavoce del potere ex coloniale ha citato le restrizioni del Coronavirus, ma ha anche evidenziato le preoccupazioni di Westminster sull'effetto della legge di sicurezza sulle libertà civili.

Paure per la censura

Sei editori hanno rivisto il contenuto di otto serie di libri di testo sugli studi liberali a seguito di uno screening volontario da parte dell'Ufficio per l'istruzione, provocando la censura dell'Unione degli insegnanti professionisti di Hong Kong. La stessa ha accusato gli editori di censurare sezioni sugli obiettivi di disobbedienza civile.

La diocesi cattolica ha anche chiesto alle sue scuole primarie e secondarie di aumentare la consapevolezza degli studenti sulla legge di sicurezza e di coltivare “valori corretti sull'identità nazionale”, mentre si difende dalla politicizzazione del campus.

Nel frattempo, l'emittente pubblica della città RTHK ha rimosso un'intervista con l'ex parlamentare esiliato Nathan Law, sollevando preoccupazioni per la pubblicazione di materiale relativo a un intervistato, secondo quanto riferito, “ricercato” perché sospettato di violare la legge sulla sicurezza. Non esistono leggi o regolamenti che stabiliscano che la stampa non possa intervistare gli attivisti ricercati dalla polizia.

Blocco dei visti

I cittadini stranieri che sperano di lavorare a Hong Kong hanno subito ritardi di mesi per le richieste di visto e meno approvazioni, spesso senza spiegazioni. La città funge da quartier generale asiatico per molte società estere e organizzazioni giornalistiche internazionali.

Sia Stand News che The Standard hanno citato fonti che affermano come i visti di lavoro per i giornalisti siano stati controllati da una nuova unità di sicurezza nazionale all'interno del Dipartimento dell'Immigrazione, alimentando preoccupazioni sulla libertà di stampa.

Giovedì scorso è stato negato un visto di lavoro all'affermato giornalista e futuro direttore della Hong Kong Free Press Aaron Mc Nicholas dopo un'attesa di quasi sei mesi. Il rifiuto del Dipartimento per l'immigrazione è stato emesso senza una ragione ufficiale.

A luglio, le autorità di Hong Kong hanno rifiutato di rinnovare il permesso di lavoro del corrispondente del New York Times Chris Buckley, estromesso dalla Cina a causa di una disputa diplomatica. Il quotidiano statunitense aveva citato l'incertezza sulle prospettive di Hong Kong di riconfermarsi centro nevralgico regionale data la decisione di trasferire metà delle operazioni nel territorio della capitale sudcoreana di Seul.

La pratica di negare o rilasciare visti di lavoro a breve termine ai giornalisti è spesso adottata nella terraferma, dove esistono restrizioni più severe.

La Cina cattura chi scappa da Hong Kong

Secondo il resoconto ufficiale della Guardia Costiera del Guangdong su Weibo, intorno alle 9:00 del 23 agosto, la polizia marittima cinese ha arrestato 12 persone ritenute attiviste di Hong Kong su un motoscafo diretto a Taiwan vicino alle Isole Ninepin. Tutte le persone fermate erano sospettate di aver attraversato illegalmente il confine nazionale.

I media locali hanno riferito che l'attivista Andy Li era tra i sequestrati. È stato arrestato ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale il 10 agosto durante una retata. Tutti coloro che si trovavano a bordo della nave sono stati accusati penalmente, connessi con casi di realizzazione di bombe artigianali e successivamente rilasciati su cauzione.

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