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Lo storico accordo di pace in Sudan firmato durante una storica esondazione

Khartoum, Sudan. Foto su Flickr di Christopher Michel con licenza CC BY 2.0.

All'indomani della rivoluzione sudanese, le autorità di transizione del Sudan hanno firmato un accordo di pace con Il Fronte Rivoluzionario Sudanese [en] — il principale gruppo di ribelli ancora attivo dopo che l'ex leader Omar al-Bashir è stato destituito l'anno scorso.

Lo storico accordo di pace firmato [en] il 31 agosto nella città di Juba, nel Sudan meridionale, ha incontrato il sostegno regionale e internazionale da parte dei paesi della Troika, dall'Unione Europea, dall'Egitto e da diversi paesi del Golfo.

Tuttavia questo momento emozionante è stato eclissato da un periodo di inondazioni storiche [en] che ha devastato alcune zone del Sudan, causando una spirale discendente in un'economia già allo stremo.

Eppure, i cittadini sudanesi hanno accolto la notizia sui social media.

Waleed Ahmed, un blogger sudanese, ha scritto [ar, come tutti i link seguenti, salvo diversa indicazione]:

Oggi torniamo a casa. Il video del momento in cui il Movimento/l'Esercito di Liberazione Sudanese (MLS) [it] guidato da Minawi ha annunciato il cessate il fuoco a sostegno del movimento rivoluzionario del 16 dicembre 2019.

Mini Arko Minawi, leader del MLS, ha scritto: 

La firma di ieri darà al Sudan un nuovo slancio invitando i sudanesi, i partiti e la società civile, in collaborazione con gli amici e le regioni vicine, a creare un solido programma per scrivere la nuova storia del nostro paese.

Il Primo Ministro sudanese Abdalla Hamdok ha accolto l'accordo di pace, affermando:

Dedico la pace che abbiamo firmato oggi al nostro fratello Stato del Sudan meridionale, ai nostri bambini che sono nati senza una casa e nei campi di rifugiati, alle madri e ai padri che desiderano ritornare nei loro paesi e nelle loro città, aspettando la gloriosa rivoluzione di dicembre, la promessa del ritorno, la promessa di giustizia, la promessa di sviluppo e la promessa di sicurezza.

L'accordo ha garantito autonomia ai gruppi ribelli nelle aree sotto il loro controllo con la supervisione del governo federale. Esso garantirà un terzo dei seggi parlamentari a coloro che provengono dalle zone controllate dai ribelli per riflettere i loro bisogni e i loro problemi. L'accordo garantirà giustizia e uguaglianza per coloro che sono stati perseguitati dal precedente regime, spesso perché non di fede musulmana o non arabi.

Questo non è il primo accordo di pace nella storia del Sudan. Alcuni internauti affermano che gli accordi di pace sono di routine in Sudan, e potrebbero non portare alla pace e alla stabilità.

Inbal Ben Yehuda ha scritto [en]:

Un evento che si verifica una volta ogni 5-9 anni non è un “momento storico”. È routine.

Accordo di pace di Abuja – 2006                                                                              Accordo di pace di Doha – 2011                                                                                      Accordo di pace di Juba – 2020                                                                                      Meglio aspettare prima di festeggiare.

Accordo incompleto

Nonostante questo momento emozionante, due principali gruppi ribelli non hanno firmato l'accordo: il MLS, guidato da Abdul Wahid al-Nur [en] e il Movimento popolare di liberazione del Sudan – Nord [en] (SPLM-N), guidato da Abdelaziz al-Hilu [en], si sono astenuti entrambi a causa di problemi persistenti in merito ai meccanismi di integrazione dell'esercito e dell'identità del paese.

Tre giorni dopo la sottoscrizione della pace, il Primo Ministro sudanese Abdalla Hamdok si è recato ad Addis Ababa, Etiopia, per incontrare al-Hilu per discutere del motivo della contesa, secondo quanto riportato dal Sudan Tribune [en].

Mercoledí il Primo Ministro Abdallah Hamdok ha tenuto un incontro segreto con Abdel Aziz al-Hilu per cercare di rompere l’impasse nelle discussioni di pace mediate dal governo sudanese meridionale.

L'incontro ha portato alla firma di un accordo comune sulla circolare riguardante il rafforzamento dei principi sulla base dei quali si sono tenute le discussioni di pace a Juba.

I social media sudanesi hanno fatto girare una copia dell'accordo in inglese, con una particolare attenzione all'articolo 3 che riguarda la religione e lo stato [en]:

A democratic state must be established in Sudan. For Sudan to become a democratic country where the rights of all citizens are enshrined, the constitution should be based on the principle of ‘separation of religion and state’ in the absence of which the right to self-determination must be respected. Freedom of belief and worship and religious practice shall be guaranteed in full to all Sudanese citizens. The state shall not establish an official religion. No citizen shall be discriminated against based on their religion.

In Sudan deve stabilirsi uno stato democratico. Affinché il Sudan diventi un paese democratico dove sono onorati i diritti di tutti i cittadini, la costituzione dovrebbe essere fondata sul principio di ‘separazione dei poteri tra religione e stato’ in assenza del quale il diritto all'autoderminazione deve essere rispettato. La libertà di credo, di culto e di pratica religiosa sarà garantita pienamente a tutti i cittadini sudanesi. Lo stato non stabilirà una religione ufficiale. Nessun cittadino sarà discriminato per il suo credo religioso.

Il popolo sudanese, al riguardo, è diviso in due fazioni: la prima vede la separazione tra religione e stato come una garanzia dei diritti umani fondamentali; la seconda afferma che il governo provvisorio non ha il diritto di decidere senza l'autorizzazione dei cittadini che deve manifestarsi tramite elezioni democratiche.

In seguito all'incontro, l'account twitter del Primo Ministro ha pubblicato una versione in arabo [en] dell'accordo che differisce da quella in inglese, indirizzata come un comunicato stampa congiunto. Mentre il documento inglese enfatizza la separazione della religione dallo stato come misura inevitabile, il documento in arabo consiglia solo il “confronto” sulla questione controversa.

Le differenze tra i due documenti fanno sorgere domande circa il futuro di questo accordo.

Pace storica, inondazione storica

Mentre la pace ha portato buone notizie in Sudan, il fiume Nilo continua a esondare, annunciando un disastro umanitario senza precedenti.

Secondo il report dell'8 settembre rilasciato dal Consiglio Nazionale Sudanese per la Sicurezza Civile, le perdite totali causate dall'esondazione del Nilo ammontano a 103 morti, 50 feriti, 5482 animali morti, 27.341 case completamente distrutte, 42.210 case parzialmente distrutte, danni a 179 servizi governativi e privati, perdita di 359 negozi e magazzini e danni a 4208 ettari di terreno agricolo.

YouStorm su Twitter ha mostrato un video che confronta il Bacino del Nilo il 16 luglio e il 16 agosto [en]:

Le inondazioni del Nilo in Sudan del 16 luglio confrontate con quelle del 30 agosto a nord di Khartoum.

Il 3 settembre, il governatore del Sennar Ustaz Elmahi Sulieman ha pubblicato una richiesta d'emergenza su Facebook [en]:

The levels of the Blue Nile this night witnessed a great rise accompanied by heavy rain, which led to the breaking of the covers and shields, ‘a simple dam built by sacks of the soil,’ of the city of Singa and Umm Benin areas, and the water began to flood the city and its homes, as well as the neighbourhoods of Umm Benin. Therefore, we launch a directive to all official bodies and an appeal to all civil authorities and organizations to come to the rescue of the citizens as soon as possible, and to provide shelter, medicines and food.

I livelli del Nilo Azzurro hanno manifestato questa notte un forte innalzamento accompagnato da forti precipitazioni che hanno causato la rottura delle coperture e degli scudi, ‘un semplice argine fatto di sacchi di terra’, della città di Singa e delle zone di Umm Benin, e l'acqua ha iniziato a inondare la città e le sue case, oltre che la vicina area di Umm Benin. Dunque, lanciamo una direttiva a tutti i corpi ufficiali e un appello a tutte le autorità civili e organizzazioni a venire in aiuto dei cittadini il prima possibile, e a fornire rifugio, medicinali e cibo.

La situazione è disastrosa:

Stato del Senna | Città di Singa La situazione è disastrosa dopo che le precipitazioni hanno rotto gli argini della città permettendo all'acqua del Nilo Azzurro di entrare nella città.

I giovani sudanesi dell'isola di Tuti hanno costruito uno scudo per evitare che le esondazioni raggiungessero l'entroterra dell'isola. È stata una scena eroica, descritta da Hassan Shaggag:

Questi sono coloro che costruiranno il Sudan … e non coloro che ora stanno combattendo per il potere.

Ai cittadini sudanesi mancano risorse primarie come pane, gas, medicine ed elettricità — con blackout che durano fino a sei ore al giorno. Il tasso dell'inflazione della sterlina sudanese ha superato il 202%, secondo il Professore Steve Hanke [en]. Inoltre, le autorità provvisorie non sono state in grado di prendere il controllo del mercato.

Ora che vi è nuovamente la promessa di pace, quali sono le misure che il governo adotterà per aiutare i cittadini?

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