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Manifestanti in Angola chiedono giustizia per Sílvio Dala, medico morto sotto custodia della polizia

Manifestazione contro la morte del medico Silvio Dala a Luanda. Foto di Simão Hossi, CC-BY 3.0

Il 12 settembre centinaia di angolani si sono riversati per le strade a Luanda, Benguela, e nelle città in altre 15 provincie per protestare contro la violenza della polizia.

Le manifestazioni sono sorte sulla scia della commozione per Sílvio Dala, medico di 35 anni che il primo settembre ha perso la vita mentre si trovava sotto la custodia della polizia [pt, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione].

Secondo le autorità, Dala stava uscendo dall'autovettura dell'Ospedale Pediatrico David Bernardino dove lavorava come direttore clinico quando è stato interrogato da agenti della polizia perché non portava la mascherina.

Il medico è stato poi portato alla stazione di polizia di Catotes, nel quartiere Rocha Pinto a Luanda, quando “ha mostrato segni di fatica e ha iniziato a svenire, dopo una caduta spaventosa che ha causato lievi ferite nella zona della testa” dice la dichiarazione ufficiale della polizia. Alla fine la dichiarazione afferma che Dala è morto mentre gli agenti lo portavano in ospedale.

Il Sindacato dei Medici contesta questa versione dei fatti. Adriano Manuel, presidente dell'organizzazione, ha detto a Voice of America (VOA) che nelle spiegazioni delle autorità ci sono delle contraddizioni che suggeriscono che il professionista sia stato vittima di pestaggio.

A Deutsche Welle (DW) Manuel ha detto che “la causa della morte addotta dalla polizia non è quella vera. Chi è medico e ha studiato medicina sa che non è quella la causa che ha ucciso Sílvio”. Ancora stando a DW, una fonte del Ministero dell'Interno ha affermato che l'autopsia, fatta in presenza della famiglia e di un procuratore, ha concluso che il medico non è stato vittima di aggressione.

Il sindacato ha affermato che intenterà una causa legale contro la polizia. Nel frattempo, il governo angolano ha annunciato la creazione di una commissione a fianco del Ministero della Salute per indagare sull'accaduto.

Anche i manifestanti del 12 settembre dubitano della versione della polizia sulla morte di Dala. I manifesti visti nelle proteste a Luanda, verificatesi in diversi punti della città, dicevano: “Basta morti, Siete pagati per proteggere, non siete pagati per uccidere”.

Oltre a “Io sono Sílvio Dala”, “Hanno ucciso Sílvio Dala” e “Chiedo giustizia”, sono state viste anche richieste di dimissioni del Ministro dell'Interno, Eugénio Laborinho. Le marce sono state indette dal Sindacato dei Medici e da vari collettivi e organizzazioni della società civile.

Manifestazione contro la morte del medico Sílvio Dala a Luanda. Foto di Simão Hossi, CC-BY 3.0

Manifestazione contro la morte del medico Sílvio Dala a Luanda. Foto di Simão Hossi, CC-BY 3.0

Dall'inizio della pandemia in Angola sono già stati registrati vari casi di azioni violente da parte della polizia [it] durante i controlli sul rispetto delle misure restrittive, talvolta con conseguente morte dei cittadini.

Nelle dichiarazioni fatte a Lusa, il rapper “Brigadeiro 10 Pacotes”, il cui vero nome è Bruno Santos, ha chiesto le dimissioni di Lugarinho, nonché migliori scuole di formazione della polizia al fine di migliorarne la condotta.

“La polizia è un organo che deve garantire la sicurezza del cittadino, oggi viviamo in una grave incertezza in cui tutti i cittadini quando si imbattono nella polizia hanno paura” ha detto.

Manifestazione contro la morte del medico Sílvio Dala a Luanda. Foto di Simão Hossi, CC-BY 3.0

Sono state registrate anche molte manifestazioni di ripudio su Facebook e Whatsapp. L'attivista e accademico Nuno Álvaro Dala ha affermato nel suo profilo di Facebook:

A POLÍCIA NACIONAL É A RESPONSÁVEL PELA MORTE DO MÉDICO SÍLVIO DALA

As imagens são fortes e muito esclarecedoras. Temos todos de exigir que a justiça seja feita. A Polícia Nacional tem de pagar pelo crime que cometeu. Isto não deve ficar assim.

LA POLIZIA NAZIONALE È LA RESPONSABILE DELLA MORTE DEL MEDICO SÍLVIO DALA

Le immagini sono forti e molto illuminanti. Dobbiamo tutti chiedere che sia fatta giustizia. La polizia nazionale deve pagare per il crimine che ha commesso. Le cose non devono restare così.

Isabel dos Santos, ex Presidentessa del Consiglio di Amministrazione (PCA) della compagnia petrolifera statale Sonangol e figlia dell'ex-presidente José Eduardo dos Santos, ha scritto su Twitter:

Sabato “manifestazione pacifica e silenziosa” annunciata dal Sindacato Nazionale dei Medici d'Angola (SINMEA), che invita tutti gli operatori sanitari, altri sindacati e società civile, contro la violenza della polizia in memoria di Sílvio Dala, 12:30 Largo da Mutamba

Mentre Ale Alejandro, sempre su Twitter, ha messo in dubbio la partecipazione degli influencer angolani a questo caso:

Quando George Floyd è stato ucciso, i cosiddetti “Influencer Angolani” hanno mostrato il loro sostegno al movimento Black Lives Matter, ma con la morte del medico angolano Sílvio Dala quei fratelli influencer non fanno nulla per la sua perdita!

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