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Proteste in Sudan: sit-in a Nertati, la nuova ondata

Migliaia di manifestanti si radunano per un sit-in a Nertati, Darfur centrale, Sudan, per chiedere pace e sicurezza nella regione, 3 luglio 2020. Screenshot da un servizio di Sudan YouTube [ar].

Mentre il mondo continua a combattere la pandemia di coronavirus, i cittadini della regione di Nertati nel Darfur centrale, Sudan, sono insorti per chiedere sicurezza e pace.

Il 28 giugno, i cittadini si sono riuniti per un sit-in che ad oggi continua con diverse richieste chiave: fine degli attacchi delle milizie armate contro i civili, disarmo, arresto dei colpevoli e protezione per gli agricoltori durante la stagione del raccolto.

Circa 3.000 cittadini si sono radunati davanti alla caserma di Nertati, con il sostegno dei villaggi e delle città vicini. I Comitati di Resistenza [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] della città di Nyala [it] nel Darfur meridionale hanno marciato insieme verso Nertati per sostenere i manifestanti al sit-in.

Almeno dal 2003, la regione è nota per la guerra e i conflitti armati, avendo subito anni di guerra tra i gruppi ribelli e i Janjaweed, gruppi arabi armati sostenuti dall'allora governante Omar al-Bashir. La guerra in Darfur è costata la vita a più di 300,000 persone e ha costretto all'esodo almeno 2,7 milioni di persone, in quello che diverse organizzazioni per i diritti umani hanno definito un genocidio.

Quando Bashir è caduto nel 2019, dopo una serie di insurrezioni rivoluzionarie e proteste che hanno portato alla sua deposizione, è stato istituito un governo in cui civili e militari dividono il potere, con piani per la ripresa delle trattative di pace che stavano vacillando in Darfur, ma l'insicurezza nella regione continua tuttora, con violenze intercomunitarie e interetniche tra gruppi arabi e non-arabi.

Il sit-in ha ricevuto un'ampia risposta popolare e ufficiale, mentre gli attivisti sudanesi hanno creato l'hashtag #كلنا_نيرتتي, che significa “Siamo tutti Nertati.”

L'utente Alaa Alhadari ha scritto in un tweet [ar]:

La rivoluzione non si fermerà finché tutte le sue richieste non saranno esaudite. La marcia di Nyala arriva a Nertati per sostenere il sit-in ed esaudire tutte le richieste.

La gente di Nertati affronta ogni anno la minaccia di rapine a mano armata di prodotti agricoli e l'uccisione di civili a opera delle milizie armate. La gente subisce anche violenze intercomunitarie a causa dell'ampia disponibilità di armi da fuoco in Darfur, nonostante gli sforzi del governo per disarmare i civili.

Nell'ottobre 2019, due ragazze minorenni vennero stuprate [ar] vicino Nertati da membri di una milizia.

Nel gennaio 2017, la milizia dei Janjaweed uccise 10 persone e ne ferì almeno 60 in un attacco per vendicare [ar] la morte di un membro della milizia a Nertati.

Questi sono solo alcuni dei più recenti esempi del perché i cittadini della regione di Nertati hanno deciso di tenere un sit-in.

Molti utenti sudanesi su Facebook hanno aggiunto un filtro alle loro immagini del profilo per mostrare il loro sostegno al sit-in.

La Sudanese Professionals Association (SPA) ha rilasciato una dichiarazione [ar] pubblicata su Twitter in cui annuncia il pieno sostegno al sit-in e alle sue richieste. La SPA ha descritto il sit-in di Nertati come “una nuova corrente che affluisce nel corso della battaglia del popolo sudanese”. Questa è una dimostrazione del potere delle proteste pacifiche di ottenere i diritti umani, e dell'urgenza di mettere fine alla guerra, alle politiche di marginalizzazione, alle violazioni dei diritti umani e al caos del traffico illegale di armi.

Questo utente ha condiviso foto di manifestanti che reggono cartelli contro la proliferazione delle armi in Darfur [ar]:

Sit-in di Nertiti
Niente giustizia, niente pace ✌🏽🔥

Nell'ultima settimana sono circolate su Twitter diverse foto delle folle radunate con le loro richieste in evidenza:

Più di 3.000 cittadini cominciano il loro quarto giorno di sit-in a Nerti, Darfur centrale, e davanti alla caserma chiedono la fine delle continue violazioni che ostacolano la pace, il ritorno delle vittime di emigrazione forzata, e giustizia per i martiri #Siamo tutti Nertati

Il sit-in ha ricevuto il sostegno di numerose autorità governative di alto profilo, come il Primo Ministro del Sudan, il dottor Abdalla Hamdok, che ha scritto su Twitter [ar]:

Le richieste della nostra gente a Nertati, nello stato del Darfur centrale, sono richieste giuste e meritevoli. Ho inviato una delegazione del governo a incontrare i manifestanti e lavorare per realizzare le loro richieste e assicurare sicurezza e stabilità nella regione. Mi inchino in riconoscimento e rispetto per la forma civile del sit-in e la natura pacifica della manifestazione, che Dio protegga il Sudan e il popolo del Sudan.

Dal 2019 il governo di transizione del Sudan ha lavorato duramente per la pace e la giustizia sociale. Questa è per le autorità un'opportunità di provare la serietà del loro impegno nel raggiungere questi obiettivi.

Prima della Rivoluzione sudanese, ai cittadini non era permesso parlare in maniera critica del governo, tanto meno protestare ad alta voce contro di esso. Il sit-in odierno a Nertati è un segno di un nuovo, luminoso Sudan in cui i cittadini finalmente hanno il diritto di esprimere le loro preoccupazioni e chiedere giustizia liberamente.

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