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Psichiatri colombiani e cileni implorano di curare la salute mentale evitando notizie false da COVID-19

Foto da Pexels, con licenza Pexels.

Claudio Gonzalez, un cileno che vive solo a Punta Arenas, nell'estremo sud del Cile, è angosciato per il suo futuro. Gli manca il contatto umano e passare il tempo con i suoi cari. Quando è scoraggiato, prende medicinali per la depressione senza prescrizione. Man mano che la COVID-19 continua a diffondersi, gli esperti della salute mentale si sono preoccupati del suo impatto sulla salute mentale delle persone. Le notizie false, la disinformazione e le teorie del complotto, secondo loro, fanno aumentare l'ansia.

Già a maggio, il Gruppo degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per le Nazioni Unite ha enfatizzato [en] che “sebbene la crisi della COVID-19 sia, in primo luogo, una crisi di salute fisica, ha anche i semi di una grande crisi mentale, se non si intraprende nessuna azione”.

In Cile, Daniela Salinas, una psicologa dell’Universidad Mayor [es, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] a Santiago, ha studiato l'impatto della pandemia sulla salute mentale dei cileni. Ha scoperto che durante la quarantena il 66% delle 600 persone intervistate ha avuto reazioni ansiose e il 40% ha manifestato sintomi depressivi. Lo studio ha anche scoperto che durante la quarantena si è verificato un aumento del consumo di farmaci, alcol e tabacco, con aumenti fino al 14% nel caso delle sigarette.

Inoltre, Juan Carlos Almonte, uno psichiatra cileno, ha detto ha Global Voices che ha osservato che gli studenti universitari hanno cambiato drasticamente le loro abitudini del sonno; ora, dormono dalle 5 o dalle 6 del mattino fino a mezzogiorno, il che impedisce loro di interagire con i parenti e ricevere sostegno familiare per le loro ansie.

Almonte sconsiglia farmaci psicotropi auto-medicanti che vengono prescritti per lunghi periodi di trattamento. Inoltre crede che le campagne pubbliche sulla salute mentale dovrebbero focalizzarsi su azioni non farmacologiche.

L'ansia e la depressione sono stimolate dalle notizie relative alla COVID-19 ma, secondo gli esperti, possono anche peggiorare a causa della disinformazione o dall'eccessivo consumo di notizie.

Salome Castro, una donna colombiana, ha notato il comportamento ansioso del padre ottantenne dopo esser stato esposto alle notizie della tv e della radio. Inoltre, secondo lei, durante la crisi i social media vengono usati come un canali per la catarsi e l'espressione emotiva; è per questo che è attenta ai contenuti che recensisce. Anche Claudio Gonzalez, l'uomo cileno, preferisce seguire i medici del pronto soccorso su Facebook, che sa condividere informazioni affidabili e aggiornate. La sua tv si è guastata il 19 marzo, il che gli ha portato un po’ di sollievo.

Edwin Herazo, uno psichiatra colombiano, ha detto a Global Voices che la disinformazione accresce il rischio di provare la paura; ha suggerito di affrontare le notizie in modo critico e non emotivo.

Allo stesso modo, Fernando Valadez, un altro psichiatra, spiega che l'ansia genera dipendenza dalle informazioni, e questa dipendenza causa ansia. “È una cattiva abitudine che le persone debbano fare una pausa ricordandosi di quanto tempo trascorrono online piuttosto che mantenere routine sane come l'esercizio e il riposo”, ha riferito a GV. Adalberto Campo, un altro psichiatra colombiano, ha aggiunto che le autorità sanitarie devono monitorare le notizie false sui social media.

Una guida prodotta dall'Università del Cile insiste sul fatto che la copertura dei media è fondamentale per la salute mentale. Contenuti chiari e affidabili potrebbero aiutare le persone ad autoregolare il proprio comportamento. Inoltre, le persone potrebbero seguire consigli salutari condivisi dall'OMS, come l'esposizione minima ai feed di notizie che rende le persone ansiose e angosciate.

La COVID-19 ha avuto un impatto su Cile e Colombia in termini di perdite umane — il bilancio delle vittime è rispettivamente di 11.442 [en] e 20.348 [en], secondo i numeri ufficiali — ma anche in termini economici, con precarietà del lavoro e mancanza di accesso al cibo.

Lo scorso maggio, uno studio di un'organizzazione privata Profamilia, ha mostrato tra i colombiani prevalevano rabbia, tristezza, nervosismo e ansia dovute alla recessione economica e il 56% di questi ha paura di diventare depresso. L'associazione Nazionale degli psicologi della Colombia, Colegio de Psicólogos, ha richiesto al governo una strategia nazionale per rispondere allo stress, alla paura e all'ansia causati dalla pandemia, come suggerito dall’OMS [en].

Pertanto, secondo gli psichiatri, una mentalità sana è fondamentale per far fronte alla pandemia. All'inizio del periodo di quarantena, Rosi Gaviria, un ingegnere colombiano, ha riferito a Global Voices di aver ascoltato i politici ma di essersi spostato sugli scienziati, sui fisici e sui dati dell'OMS per evitare teorie del complotto, notizie false e smentite.

Allo stesso Modo, Roberto Uribe, un avvocato colombiano, ha riferito a Global Voices che usa mezzi di informazione ben noti e medici rispettabili come fonti principali, ignorando opinioni prive di basi scientifiche, medici che offrono cure miracolose e “giornalisti che presentano vecchie informazioni come se fossero aggiornate”.

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