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RV Newsletter: Analizzare i pregiudizi razziali ed etnici nella terminologia tecnologica

Foto di Nick Harris usata con autorizzazione CC BY-ND 2.0.

Nota di Rising Voices: La nostra newsletter mensile fornisce un riassunto dei nostri recenti post riguardanti tutti gli aspetti dell'inclusione digitale, tra cui l'accesso e l'adozione di strumenti digitali così come i diversi mezzi e le opportunità per le comunità di partecipare pienamente online. Leggi qui [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] per consultare le edizioni precedenti della nostra newsletter.

Ciao lettori, cosa avete fatto di bello nel mese di agosto?  Noi ci siamo imbattuti in un argomento particolarmente interessante sulle parole che usiamo nel mondo della tecnologia e non vedevamo l'ora di condividerlo con voi!

Angeline Lee del Localization Lab, un'organizzazione che gestisce i “localization sprints” per adattare diverse tecnologie e software ad altre lingue, ha iniziato questo articolo ricordandoci che le parole sono portatrici di valori. Se gli utenti della tecnologia non prestassero abbastanza attenzione alle parole impiegate, si incorrerebbe in errori/esclusione/oppressione anche in assenza di cattive intenzioni. Questo potrebbe essere problematico soprattutto quando superiamo le barriere linguistiche, entrando nelle differenti culture con sistemi valoriali mutevoli.

Angeline poi ha approfondito la sua riflessione circa l'attuale terminologia tecnologica, gran parte della quale potrebbe avere origini in pregiudizi che potrebbero essere stati ignorati o non notati dai loro utenti – ad esempio lista nera vs. lista bianca. Oltre alla sua scrupolosa osservazione, ha anche espresso l'urgenza di invitare gli investitori dell'ambito della tecnologia ad assumere una posizione di leadership per cambiare lo status quo impegnandosi per trovare delle alternative più eque, appropriate per tutti – come l'uso di connettori +/- per indicare il genere maschile/femminile.

Angeline ha aggiunto, “La lingua e la cultura sono intrinsecamente connesse, riflettono le norme della società e il suo sistema valoriale.” Dovremmo, quindi, impegnarci tutti ad essere più consapevoli della lingua che usiamo quotidianamente — e ad apportare i cambiamenti necessari — nel corso del nostro viaggio verso l'inclusione? 

ALTRI ARTICOLI DAL BLOG DI RISING VOICES

In linea con la nostra commemorazione dell'Anno Internazionale delle Lingue Iindigene (#IYIL19), Rising Voices e i nostri partner continuano a impegnarsi in una serie di campagne rotative su Twitter, visto il successo che ha avuto l'iniziativa dell'anno scorso. Se siete interessati alle lingue indigene, alle minoranze linguistiche, alle lingue in via d'estinzione o alle lingue meno privilegiate del mondo, oltre che a voler sapere come internet e la tecnologia potrebbero giocare un ruolo di primo piano nella loro promozione e/o rivitalizzazione, rimanete connessi! Inoltre, potete leggere i post sul nostro profilo per sapere di più sui nostri ultimi ospiti, il loro lavoro e la loro visione riguardo il futuro delle loro lingue.

@AsiaLangsOnline (Asia)

  • Rany Phok [it] sullo stato attuale della lingua Krung, parlata nella provincia di Ratanakiri nel nord-est della Cambogia, e sulla sua ricerca condotta tra l'identità comunitaria e la tenacia della sua lingua attraverso la produzione di film.
  • Noor Pamiri sulla sua lingua madre Wakhi – una lingua parlata in quattro paesi, giudicata dall'UNESCO come “certamente a rischio di estinzione”, priva di testi scritti standard - e il suo impegno a preservare e rivitalizzare la lingua.

In aggiunta a questi post, vi invitiamo a leggere degli estratti da un intervista con il medico nigeriano Túndé Adégbọlá (ripubblicato da Guest Contributor Kọ́lá Túbọ̀sún dalla sua pagina Medium). Scoprite come la lingua e la tecnologia possono aiutare a colmare il divario digitale in Africa.  → Il lavoro di Túndé Adégbọlá's colma “il vuoto linguistico dovuto al divario digitale in Africa” attraverso la tecnologia.

In linea con questo tema, vorremo inoltre consigliare un'intervista con Andrés Tapia, direttore della comunicazione in Confeniae, una ONG che ha aiutato a fare luce sull'impatto della COVID-19 nelle comunità amazzoniche in Ecuador e su come hanno rivestito un ruolo attivo nell'identificare quali servizi e quale tipo di assistenza fossero necessari in queste zone.  → “I popoli amazzonici in Ecuador attivano il loro monitoraggio su internet sui progressi della COVID-19 nei loro villaggi” [it]

RACCOLTA FONDI

Desiderate lavorare su documentari che richiedono una co-produzione internazionale tra produttori Europei e non? La IDFA Bertha Fund vuole sostenere progetti che rientrano nella categoria IBF Europe – Distribution of International Co-productions il cui obiettivo è quello di raggiungere il pubblico mondiale attraverso la distribuzione di piani innovativi (i dettagli qui). Candidature entro: 1 ottobre 2020 

INVITO A PARTECIPARE

Vi tovate negli USA e avete informazioni utili riguardanti la disabilità e l'accessibilità nel paese? Il New York Times cerca il vostro contributo per essere aiutato a strutturare i loro servizi in questo settore. Si prega di consultare il bando di gara aperto a tutti qui per informarsi su come partecipare.

EVENTI & CONFERENZE IN PROGRAMMA

Rising Voices, in collaborazione con l'Ambasciata Canadese in Messico, ospiterà la quarta e ultima sessione della nostra serie di scambi online su come usare a proprio vantaggio la tecnologia e Internet per rivitalizzare la lingua. Unitevi agli attivisti per le lngue indigene di entrambi le regioni per avere maggiori informazioni (qui i dettagli su evento/registrazione [en] [es])!  Data: 8 settembre 2020 alle 11 (CDT/Città del Messico).

LETTURE, ASCOLTI e VISITE AGGIUNTIVE

 

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Grazie a Eddie Avila per aver contribuito a questa newsletter.

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