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Un manifestante del Pride di Manila reagisce e racconta il dramma della detenzione

Manifestanti del Pride in atteggiamento di sfida in una stazione di polizia di Manila. Foto dalla pagina Facebook Altermidya – People's Alternative Media Network, utilizzata dietro autorizzazione.

Il 26 giugno, una manifestazione Pride è stata organizzata a Manila nelle Filippine per protestare l'approvazione di una legge anti-terrorismo e la risposta del governo [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] alla crisi della COVID-19. La polizia ha arrestato 20 individui, e li ha accusati di resistenza e disobbedienza alle autorità, riunione non autorizzata e violazione del Republic Act n° 11332, la Legge per la segnalazione delle malattie trasmissibili. Sono stati rilasciati il 30 giugno per ulteriori indagini.

Carla Nicoyco, poeta e membro del gruppo di attivismo LGBTQ+ Bahaghari, ha condiviso con Global Voices tramite messaggi Facebook la sua esperienza durante la protesta, l'arresto e la detenzione. Prima di tutto, spiega perché hanno organizzato una marcia Pride a Mendiola, vicino al palazzo presidenziale:

We believe that at its very core, Pride is, and will always be a protest; Pride means fighting back. And so we marched to Mendiola bringing the demands of the people for the right to health, economic aid, and democracy.

Crediamo che l'essenza del Pride sia e rimarrà sempre quella di una protesta; Pride significa ribellarsi. Per questo abbiamo marciato a Mendiola portando le richieste della gente per il diritto alla salute, al sostegno economico e alla democrazia.

In questo tweet ci sono alcune delle immagini della protesta:

ULTIM'ORA. La polizia disperde una marcia di protesta Pride e arresta attivisti LGBTQ+ a Mendiola, Manila, venerdì 26 giugno 2020.

Più di 10 attivisti sono ora detenuti alla centrale di polizia del dipartimento di polizia di Manila. Foto per gentile concessione di Bayan Muna.

La decisione di tenere la protesta a Mendiola è stata elogiata in quanto era la prima volta che un gruppo osasse protestare vicino al palazzo presidenziale dall'imposizione del lockdown per il COVID-19 a marzo.

ICYMI: Nonostante il rispetto del distanziamento fisico e la scadenza del Bayanihan Heal As One Act, qualche ora fa gli ufficiali di polizia hanno arrestato 20 membri e alleati del gruppo LGBTQ+ @Bahaghari_Natl durante la marcia di protesta #Pride a Mendiola.

Bahaghari ha fatto eco all'appello di molti gruppi che si oppongono alla Legge antiterrorismo perché conterrebbe norme troppo generiche che criminalizzerebbero molte forme di dissenso. Ha criticato duramente il governo del Presidente Rodrigo Duterte per aver adottato una risposta ‘militarizzata’ alla pandemia, anziché concentrarsi sul portare aiuti ai cittadini rimasti senza casa.

Carla Nicoyco aggiunge:

2020 seems like the end of the world. It is marked with fear and paranoia, hostility and violence. The stakes are higher now since we're experiencing a pandemic under the most incompetent and inutile government that only knows a militaristic response to every problem. This year's Pride, 51 years after Stonewall, exemplifies that the LGBTQ+ community is still not free as seen in the violent arrest and detention of Pride 20.

Il 2020 sembra la fine del mondo. È caratterizzato da paura, paranoia, ostilità e violenza. La posta in gioco ora è più alta, dato che stiamo attraversando una pandemia sotto un governo assolutamente inutile e incompetente, che sa solo rispondere con la militarizzazione ad ogni problema. Il Pride di quest'anno, 51 anni dopo Stonewall, è un esempio di come la comunità LGBTQ+ non è ancora libera, come abbiamo visto nei violenti arresti e detenzioni durante il Pride 2020.

Manifestanti del Pride in una stazione di polizia di Manila. Foto dalla pagina Facebook di Bahaghari, utilizzata dietro autorizzazione.

Ha poi raccontato ciò che lei e altre persone sue amiche hanno subito all'interno della stazione di polizia di Manila:

We can say that we were disappointed but not surprised with the violence Pride 20 experienced under the hands of the police. We remained vigilant and invulnerable when we were detained. For almost 5 days, we experienced different forms of torture, from psywar to sexual harassment. Male and female detainees were kept in different offices, and we were only given a corner.

Officers smoked inside even if there were different ‘No Smoking’ signs; they would step on our sleeping mats when they passed through our space; we did not get any sunshine since we were literally in that corner of their office the whole time; they tried to take one genderqueer member away for questioning; they tried to prevent our trans woman member from staying with the female detainees; one officer was watching porn and masturbating one night in the female quarters.

Possiamo esprimere delusione ma non sorpresa riguardo la violenza che il Pride 2020 ha subito a opera della polizia. Siamo rimasti vigili e inattaccabili durante la detenzione. Per quasi 5 giorni abbiamo subito diverse forme di tortura, dalla guerra psicologica alle molestie sessuali. Detenuti di sesso maschile e femminile sono stati tenuti in stanze separate, e potevamo stare solo in un angolo.

I poliziotti fumavano dentro anche se c'erano diversi cartelli “Vietato fumare”; camminavano sui materassi su cui dormivamo quando attraversavano il nostro spazio; non abbiamo visto la luce del sole dal momento che eravamo letteralmente in un angolo del loro ufficio per tutto il tempo; hanno cercato di portare via un membro genderqueer per l'interrogatorio; hanno cercato di impedire alla nostra collega trans di stare con le altre detenute; una notte un poliziotto guardava porno e si masturbava nella stanza delle donne.

Ha espresso gratitudine per lo straordinario sostegno ricevuto da molti gruppi e individui durante la detenzione, che ritiene sia stato un fattore importante per il loro rilascio:

All these we endured for almost 5 days, and we would not have survived if it were not for different organizations and individuals here and abroad who gave material and moral support.

Abbiamo sopportato tutto questo per quasi 5 giorni, e non saremmo sopravvissuti se non fosse per le varie organizzazioni e individui qui e all'estero che ci hanno fornito sostegno materiale e morale.

Infine, ha concluso con un messaggio di incitamento alla comunità LGBTQ+:

Us queers have lived our days in hiding and fear. We're living in a world that does not want us to exist. Like other oppressed sectors of society, we've experienced abuse, injustice, and violence firsthand. We've been handed our sorry lot of the world when we know there's a better one. But we're here. We persist against all odds. Our existence is resistance. We're here to dismantle oppressive systems, to change the things we cannot accept. We stand hand in hand with our other oppressed siblings all over the world. We must resist against the Duterte regime, and the other fascists of this world, these slouching beasts. Look them in the eye and be at the vanguard of this revolution together with the toiling masses.

Noi queer abbiamo vissuto nella clandestinità e nella paura. Viviamo in un mondo che non vuole che esistiamo. Come altri strati oppressi della società, abbiamo subito abusi, ingiustizia e violenza in prima persona. Ci tocca vivere in un mondo di sofferenza, quando sappiamo che ce n'è uno migliore. Ma siamo qui. Perseveriamo contro ogni avversità. La nostra esistenza è resistenza. Siamo qui per demolire i sistemi di oppressione, per cambiare le cose che non possiamo accettare. Siamo a fianco di tutti i fratelli e le sorelle che subiscono oppressione nel mondo. Dobbiamo resistere contro il regime di Duterte, e gli altri fascisti di questo mondo, queste bestie sgraziate. Guardateli negli occhi e siate con le masse lavoratrici all'avanguardia di questa rivoluzione.

Dopo il rilascio i 20 manifestanti del Pride hanno sporto una contro-denuncia contro la polizia per arresto illegale, ferite fisiche lievi e maltrattamento.

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