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“Abbiamo uno strano destino”: conversazione col poeta livone Valts Ernštreits: Parte II

Il poeta e attivista linguistico livone Valts Ernštreits. Foto usata con permesso.

Questa è la seconda parte di un'intervista che ho condotto con il poeta e traduttore livone Valts Ernštreits [en, come i link seguenti], che è attualmente il direttore dell'Istituto Livone, fondato nel 2018, presso l'Università della Lettonia nella capitale Riga. Leggi la Parte I qui.

Ho parlato con Ernštreits del ruolo delle tecnologie digitali nella salvaguardia delle lingue e delle sue speranze per la sopravvivenza di questa lingua finnica in via di estinzione. L'intervista è stata adattata per ragioni di stile e brevità.

WM: Parlami un po’ delle risorse attualmente disponibili online per imparare il livone. C'è il sito web livones.net, e ci sono pagine Facebook e YouTube per insegnare il livone, per lo più, credo, a un livello abbastanza elementare?

VE: A little bit, yes. In coming years that should change quite fast. On the one hand, what we are developing at the institute are research tools for better research into Livonian and better collection of data on Livonian. But on the other hand, we keep in mind that one part of the audience is the Livonian community, and so we try to work in both directions. But they are closely connected, because you can’t teach Livonian without research and you can’t research Livonian without resources. But the idea is really that as a by-product of what we are creating is something for the whole society, in the sense that all these tools can be used sufficiently for learning and keeping the Livonian language and culture – starting from maps in Livonian.

That’s one project that has come out of this place name dictionary. One part of this which is currently being developed is also – not corpora, but collection of texts. That’s also one problem, because corpora are usually just a mass of texts, but if you want to read them separately, you cannot access them, so for us it’s very important also to have all the Livonian texts in one place, so people can use them for whatever purpose they need – just for reading on a Saturday or for creating digital or language material themselves.

VE: Sì, un po’. Nei prossimi anni ciò dovrebbe cambiare abbastanza velocemente. Da un lato, ciò che stiamo sviluppando all'istituto sono strumenti di ricerca per una migliore indagine e raccolta di dati sulla lingua livone. Ma dall'altro, teniamo presente che una parte del pubblico è la comunità livone, quindi cerchiamo di lavorare in entrambe le direzioni. Anche se sono strettamente collegati, poiché non puoi insegnare il livone senza la ricerca e non puoi ricercarlo senza risorse. Ma l'idea è davvero che come sottoprodotto di ciò che stiamo creando ci sia qualcosa per l'intera società, nel senso che tutti questi strumenti possono essere utilizzati sufficientemente per l'apprendimento e la preservazione della lingua e della cultura livone, a partire dalle mappe in livone. È un progetto che è uscito da questo dizionario dei toponimi. Una parte di esso, che è attualmente in fase di sviluppo, è anche, una raccolta di testi, ma non corpora. È un problema anche questo, perché i corpora di solito sono solo un insieme di testi, ma non puoi accedervi se vuoi leggerli separatamente, quindi per noi è anche molto importante avere tutti i testi livoni in un unico posto, così le persone possono usarli per qualsiasi scopo abbiano bisogno, solo per leggere il sabato o per creare essi stessi materiale digitale o linguistico.

WM: Credo che il programma Tava Klase (La Tua Classe) sia stata la prima volta in cui il livone è stato reso disponibile per lo studio a livello nazionale, anche se era solo un corso introduttivo. È interessante notare che ciò è accaduto quasi per caso, a seguito della pandemia della COVID-19 e della chiusura delle scuole. Ho letto che ti sono state date due settimane per creare episodi [per l'apprendimento online], giusto?

VE: I would say even less. It was a really nice example of how to really exploit this pandemic for the greater good. I received a call from the Ministry of Education, and the person told me “we have this Tava Klase project – distance teaching over the television – and we’ve put Livonian language on the list”. But nobody asked who would do it. Of course we could not leave that unanswered; first of all, to avoid a situation where ministry says “we offered it, and you didn’t take the offer”. So we didn’t want that to be used as an argument [in future].

So we counted seven lessons which we had to make and it became pretty clear that you can't really teach the language in seven 20-minute lessons. It’s impossible. That’s two hours altogether – no language can be learnt in two hours. Then we understood that we had to take a different approach: to offer basic knowledge about Livonian and Livonians in general. And that could be it – that is what could be achieved in this format, just from a calculation of the time.

Then we made the first lesson. We realised that this was something which was going to last […] So was very important that we do it properly, even though we have a time limit and no money. It was difficult, but we had to manage.

This is especially the case with Livonian. If you’re talking about mathematics or Latvian language or English, there are professional teachers who have been teaching full-time. There are long-standing traditions of teaching those subjects in schools, so it’s much easier – although the online format is different; it’s not the same as the school format, which many of the teachers participating in this Tava Klase project didn’t really realise. They kind of took it as “I’ll do the same lesson, just in front of a camera”, which is not really how it works.

We approached it with the principle that we have to make it so that it can be used in years after. So first of all, don’t talk about the pandemic, don’t talk about the current situation, even though small things should be taken into account, because you’re not making it for today. Another thing is that we’re not [only] making it for schoolkids, but also for the broader public. Not only for people in the educational system – again, to save resources.

VE: Direi anche meno. È stato davvero un bell'esempio di come sfruttare davvero questa pandemia per un bene superiore. Ho ricevuto una chiamata dal Ministero dell'Istruzione e la persona mi ha detto “abbiamo questo progetto Tava Klase, insegnamento a distanza tramite la televisione, e abbiamo inserito la lingua livone nella lista”. Ma nessuno ha chiesto chi l'avrebbe fatto. Ovviamente non potevamo non rispondere; prima di tutto, per evitare una situazione in cui il ministero dice “ve l'abbiamo offerto e voi non avete accettato”. Quindi non volevamo che fosse usato come motivo di discussione [in futuro].
Quindi abbiamo contato che dovevamo fare sette lezioni ed è diventato abbastanza chiaro che non puoi davvero insegnare la lingua in sette lezioni da 20 minuti. È impossibile. Sono due ore in tutto, nessuna lingua può essere appresa in due ore. Poi abbiamo capito che dovevamo adottare un approccio diverso: offrire una conoscenza di base del livone e dei livoni in generale. E potrebbe essere così, questo è ciò che si potrebbe ottenere in questo formato, solo in base al tempo disponibile.
Poi abbiamo fatto la prima lezione. Ci siamo resi conto che era qualcosa che sarebbe durato […] Quindi era molto importante farlo correttamente, anche se avevamo un limite di tempo e nemmeno un soldo. È stato difficile, ma dovevamo farcela.
Questo è specialmente il caso del livone. Se parli di matematica o lingua lettone o inglese, ci sono insegnanti professionisti che insegnano a tempo pieno. Esistono tradizioni di lunga data nell'insegnamento di queste materie nelle scuole, quindi è molto più facile, sebbene il formato online sia diverso; non è lo stesso del formato scolastico, e molti degli insegnanti che hanno partecipato a questo progetto Tava Klase non se ne sono resi conto. L'hanno interpretato come “farò la stessa lezione, solo davanti a una telecamera”, ma non funziona proprio così.
Siamo partiti con il presupposto di farlo in modo che possa essere utilizzato negli anni successivi. Quindi prima di tutto, non parlare della pandemia, non parlare della situazione attuale, anche se le piccole cose dovrebbero essere prese in considerazione, perché non lo stai facendo per il presente. Un'altra cosa è che non lo stiamo [solo] facendo per i bambini delle scuole, ma anche per il pubblico più ampio. Non solo per le persone nel sistema educativo, ancora una volta, per risparmiare risorse.

WM: Pensi di poter ampliare in futuro questa serie di episodi che hai realizzato?

VE: Yes. One thing is that this series filled a particular gap. Because as I said, when we were making it, there was one particular issue: not to give the time when this was made. Not to say “well, this is a brilliant time when all the Livonians are on the Livonian Coast” – in three years no one will really know what that means. Since then we've started thinking of getting into really serious television, and getting into Latvian state television with a series about Livonian history, to develop something much more in-depth.

There are already documentaries about Livonian, but they are kind of emotional. This would be educational. The idea would be that we pick important events in Livonian history and try to show how they correlate with Latvian history – for example, how the building of Rīga is actually an event for Livonian history. To give the Livonian perspective on even well-known events.

We didn’t want only to show good and nice things, but we wanted also to talk about problems, about what has not been good: about the ban on using Livonian place names in Livonian newspapers, or the death of a Livonian patriot in Ventspils prison [Uļi Kīnkamäg, in 1932], who was arrested because of his Livonian beliefs. To show the whole picture, to show that Livonians do have their own view about certain things, and there are events that may not seem important for Latvia but which are very important for Livonians, for these indigenous people of Latvia. That's the idea of the series: to tell the Livonian story to the Latvian public, so they would better understand why Livonian is important. Because 15 years ago, they didn’t even know the difference between Livonians and, I don’t know, people from Bauska [a town in southern Latvia]

VE: Sì. Una cosa è che questa serie ha colmato un vuoto particolare. Perché come ho detto, quando lo stavamo facendo, la questione principale era: non dire quando è stato fatto. Non dire “beh, questo è un periodo fantastico in cui tutti i livoni sono sulla costa livoniana”, in tre anni nessuno saprà veramente cosa significhi. Da allora abbiamo iniziato a pensare di entrare in una televisione davvero seria, e di entrare nella televisione di stato lettone con una serie sulla storia della Livonia, per sviluppare qualcosa di molto più approfondito.
Ci sono già documentari sui livoni, ma hanno troppo pathos. Questo sarebbe educativo. L'idea sarebbe di scegliere eventi importanti nella storia della Livonia e provare a mostrare come sono correlati con la storia lettone, per esempio, come la costruzione di Riga sia in realtà un evento per la storia della Livonia. Per dare la prospettiva livone persino su eventi noti.
Non volevamo solo mostrare cose buone e belle, ma volevamo anche parlare di problemi, di ciò che non è stato buono, del divieto di usare toponimi livoni sui giornali livoni, o della morte di un patriota livone nel carcere di Ventspils [Uļi Kīnkamäg, nel 1932], arrestato a causa delle sue convinzioni livoni. Per mostrare l'intero quadro, per mostrare che i livoni hanno la loro visione su certe cose, e ci sono eventi che potrebbero non sembrare importanti per la Lettonia ma che sono molto importanti per i livoni, per questi popoli indigeni della Lettonia. Questa è l'idea della serie: raccontare la storia livone al pubblico lettone, in modo che capisca meglio perché il livone è importante. Perché 15 anni fa non conoscevano nemmeno la differenza tra i livoni e, non so, le persone di Bauska [una città nel sud della Lettonia].

WM: Solo un commento sul materiale: hai detto che non lo stavi usando per insegnare la lingua in quanto tale. Hai insegnato i colori, i nomi dei membri della famiglia, i numeri e così via, ma c'è molto di più racconti storie, parli di nomi di luoghi… Mi è sembrato che un tema davvero importante di tutti gli episodi fosse la connessione con la Lettonia e la connessione con la lingua lettone, sembrava essere qualcosa che stavi davvero enfatizzando. Hai parlato delle parole in lettone che derivavano dal livone e così via.

VE: The idea was what we can give in these lessons is some basics of the language, some understanding for people in Latvia of what we have in common and what is different, and also to show various aspects of Livonian culture which people have not seen, and basically in these seven lessons to give an idea about all the various areas. But also how Livonians connect with everyone [in Latvia] – why is it personal? The idea was not like showing something in a zoo – you can see different strange animals there. This was like: why is this important for me, as a Latvian? What do I not know?

For example, in the last episode we were not on the Livonian Coast – it was actually the longest episode, we filmed it for the whole day, and there was already some pre-filmed material. It was dedicated to the places of Latvia, Livonian heritage in Rīga, Livonian heritage around the River Daugava [in central/southern Latvia], Livonian heritage in folk songs which are considered Latvian. And that was especially like: you’ve heard about Livonians, but this is why it’s important for every Latvian person and every schoolkid in Latvia to know about the Livonians.

VE: L'idea era che ciò che possiamo dare in queste lezioni è alcune basi della lingua, un po’ di comprensione per le persone in Lettonia di ciò che abbiamo in comune e di ciò che è diverso, e anche per mostrare vari aspetti della cultura livone che le persone non hanno visto, e fondamentalmente in queste sette lezioni per dare un'idea di tutti i diversi ambiti. Ma anche come i livoni stabiliscono rapporti con tutti [in Lettonia], perché è una questione personale? L'idea non era come mostrare qualcosa in uno zoo, lì puoi vedere diversi animali strani. Era come: perché questo è importante per me in quanto lettone? Cosa non so?
Ad esempio, nell'ultimo episodio non eravamo sulla costa livoniana, in realtà era l'episodio più lungo, l'abbiamo girato per tutto il giorno e c'era già del materiale pre-filmato. Era dedicato ai luoghi della Lettonia, all'eredità livone a Riga, all'eredità livone attorno al fiume Daugava [nella Lettonia centro-meridionale], all'eredità livone nelle canzoni popolari considerate lettoni. E questo è stato principalmente quello che hai sentito sui livoni ed è per questo che è importante che ogni lettone e ogni studente in Lettonia sappia dei livoni.

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