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Continua la lotta per porre fine alla SARS, brutale unità di polizia nigeriana

I manifestanti si riuniscono per porre fine alla SARS il 13 ottobre 2020, a Ikeja, Lagos. Foto utilizzata con il permesso di Nora Awolowo.

Nell'ultima settimana, i giovani nigeriani si sono mobilitati in massa per dichiarare guerra all'unità della Forza di polizia nigeriana nota come la Squadra speciale antirapina (SARS), famosa per esecuzioni extragiudiziali, estorsioni, rapimenti e stupri da quando è stata creata nel 1992.

Secondo quanto riferito da Amnesty International, più di 100 persone [en, come i link seguenti] sono state assassinate dalla SARS negli ultimi quattro o cinque anni.

I giovani nigeriani, spesso bersaglio della SARS, in svariate occasioni hanno chiesto a gran voce un totale smantellamento dell'unità, senza alcun risultato. Tuttavia, questa volta, i numerosi arresti e omicidi avvenuti di recente nello stato di Lagos innescato la miccia per far sì che ciò diventasse realtà, dopo che la SARS era già stata sciolta circa quattro volte in quattro anni, e hanno guidato un'azione di massa sia sul web che nelle strade.

Questa guerra contro la brutalità della polizia allo stesso tempo ha creato un'ondata di consapevolezza e generato molte conversazioni a livello mediatico.

Le proteste sono scoppiate in almeno 12 dei 36 stati nigeriani, tra cui Abuja, la capitale federale, e Lagos, dove i manifestanti hanno bloccato i caselli autostradali e gli aeroporti all'interno dello stato, sperando che ciò abbia un effetto sull'economia in modo che i leader eletti possano riconoscere le loro richieste “#5FOR5″ in poco tempo.

Ecco le richieste dei manifestanti:

Le richieste #BastaSARS #bastaSARSadesso

Anche i nigeriani della diaspora sono scesi in strada per mostrare il loro disappunto nei confronti della famigerata SARS che per anni ha commesso crimini senza mai essere punita. I manifestanti si sono riuniti per denunciare la SARS a Londra in Inghilterra, Dublino in Irlanda, Ottawa e Toronto in Canada, Colonia in Germania, Mosca in Russia, Pretoria in Sudafrica ed anche Texas e Washington negli Stati Uniti.

Secondo Amnesty International, almeno 10 manifestanti sono stati uccisi durante le proteste. Tra questi, Jimoh Isiaq, ucciso a Ogbomosho nello Stato di Oyo, e Ikechukwu Ilohamauzo, ucciso durante la protesta di Surulere a Lagos, i cui nomi sono diventati virali sui social media.

Alcuni medici hanno iniziato ad affiancare i manifestanti in caso di emergenza.

I manifestanti si riuniscono per denunciare la SARS, lunedì 12 ottobre 2020, a Yaba, Lagos. Foto utilizzata con il permesso di Aremu Adeola Jr.

L'ispettore generale della polizia Muhammad Adamu ha sciolto l'unità pochi giorni fa, ma i nigeriani non sono convinti dell'effetto che questa decisione avrà poiché il precedente scioglimento dell'unità non ha mai portato risultati positivi.

Il 12 ottobre, il presidente nigeriano Muhammad Buhari ha assicurato ai cittadini che lo scioglimento avrà effetto immediato e che il governo federale istituirà un comitato di riforma presidenziale per esaminare lo stato di salute della polizia e di altri settori cruciali, assicurando che le esigenze delle masse vengano accolte con un piano d'azione.

Alcuni avvocati e attivisti per i diritti umani tra i giovani attivisti hanno lavorato duramente per liberare i manifestanti arrestati.

I manifestanti hanno chiarito da subito che la lotta per porre fine alla SARS non è una lotta politica, avvertendo i politici, compresi i membri dei partiti dell'opposizione, di non dirottare la protesta per benefici individuali, di partito o politici. Insistono anche affinché la presidenza e/o l'ispettore generale della polizia affrontino tutte le lamentele in una sola volta e non solo alcuni casi individuali.

Alla domanda su chi controlla la polizia e la SARS non è stata data una risposta adeguata. La costituzione affida il controllo della polizia alla presidenza sotto la supervisione del capo della polizia.

Quella catena di comando e di controllo sembra però essersi spezzata.

Per liberare i manifestanti a Surulere, nello stato di Lagos, ad esempio, sono servite delle chiamate dal governatore Babajide Sanwo-Olu, portavoce della casa dei rappresentanti federali, e da Femi Gbajabiamila e Desmond Elliot, membri della Camera dei deputati di Lagos che rappresentano Surulere e alcuni avvocati.

Il 12 ottobre, Nyesom Wike, il governatore dello stato di River State, ha annunciato attraverso un tweet che nessuna protesta è ammessa nel suo distretto, in particolare la protesta #EndSARS.

Questo non piace ai cittadini. Diverse persone hanno risposto attraverso varie piattaforme mediatiche e hanno sottolineato che la costituzione che lo ha reso governatore è la stessa costituzione che ha dato ai cittadini il diritto fondamentale di protesta.

Chi sei tu per impedire a qualsiasi individuo di esercitare il suo diritto costituzionale di muoversi e riunirsi pacificamente?

Tuttavia, Wike ha ritrattato e si è rivolto ai manifestanti, esprimendo il proprio sostegno alla causa.

Le proteste continuano in diverse parti del paese, tra cui lo stato di River State. I manifestanti hanno promesso di non tirarsi indietro fino a quando non si vedranno non vedranno segnali di conformità da parte della polizia e del governo federale.

Alcuni manifestanti hanno riferito su Twitter che martedì 13 ottobre a Iwo Road, Ibadan, i membri dell'esercito nigeriano stavano marciando con i manifestanti in segno di solidarietà.

Ho sentito che i soldati dell'esercito nigeriano stanno attualmente marciando con i manifestanti #ENDSARS a Ibadan.

Sempre il 14 ottobre, il governatore dello stato di Lagos, Babajide Sanwo-Olu, ha marciato con i manifestanti, rassicurandoli dell'impegno del governo a porre fine a questa minaccia.

Il governatore @jidesanwoolu (con il berretto da baseball blu) ha accettato di fare una passeggiata di protesta con noi ad Alausa.

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