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In Bielorussia, i lavoratori del settore tecnologico temono per il futuro del loro lavoro

Immagine modificata da Edin Pašović per GlobalVoices

Questo articolo è reso possibile da un accordo di collaborazione con Transitions [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] un'organizzazione  di formazione per l'editoria e i media con sede a Praga. 

I riflettori dei media internazionali si saranno anche spostati altrove, ma la crisi politica in Bielorussia continua. Dopo mesi di proteste di strada dopo una dubbia elezione presidenziale, il 23 settembre il governatore di lunga data Alyaksandr Lukashenka ha tenuto una cerimonia di inaugurazione a sorpresa. È determinato a prolungare ad ogni costo il suo governo in Bielorussia, durato 26 anni, e i costi potrebbero essere considerevoli.

Ora si teme che la situazione politica in Bielorussia possa mettere a tacere una delle imprese di maggior successo del paese. A metà agosto, oltre 500 rappresentanti del settore tecnologico in piena espansione del Paese hanno firmato una lettera aperta [be] che mette in dubbio i risultati ufficiali delle elezioni, chiedendo il rilascio dei prigionieri politici e la fine delle violenze e delle detenzioni dei manifestanti. Questi ultimi sono stati irritati dai blackout su internet da parte delle autorità per evitare che i manifestanti si organizzassero attraverso i social media. Alcuni hanno minacciato di trasferirsi nella vicina Polonia, Ucraina, Lettonia e Lituania. I risultati di ciò, dicono gli osservatori, potrebbero essere molto preoccupanti, dato che l'informatica è un settore in crescita dell'economia bielorussa.

Si potrebbe definire la comunità informatica una nuova “nobiltà” nella realtà bielorussa. Ma sarebbe inesatto: anche se i nobili spesso si ribellavano al monarca per difendere i loro privilegi, erano comunque suoi servitori. Un confronto più preciso è quello con le rivoluzioni democratiche borghesi, con la classe media in prima linea. Oggi in Bielorussia gli specialisti dell'informatica sono i classici rappresentanti della classe media.

Ci sono ingegneri del software in quasi tutti i paesi del mondo. Ma per i paesi sviluppati, un ingegnere del software è una professione ordinaria che viene pagata solo al di sopra della media. Non tutti i giovani sognano di scrivere codici o di cercare bug: potrebbero piuttosto voler diventare avvocati o medici o avviare un'attività commerciale.

Ma in Bielorussia il settore informatico è visto da molti come il principale se non l'unico mezzo di promozione sociale. Esso contribuisce a circa il cinque percento [be] del PIL nazionale. Qui ci sono aziende IT dove lo stipendio medio è da cinque a dieci volte superiore a quello di altri settori dell'economia. Anche se un bielorusso diventasse ministro o direttore di una grande impresa statale dopo 20 anni di servizio, probabilmente guadagnerebbe comunque in media meno di un dirigente di un'azienda tecnologica – un risultato che potrebbe raggiungere più rapidamente. Ad esempio, lo stipendio netto di un ingegnere informatico [be] senior in Bielorussia è di circa 3.000 dollari, rispetto allo stipendio medio mensile [be] bielorusso di 500 dollari (la media è di circa 350 dollari).

Questo stato di cose non è apparso fin da subito. Quando l'Unione Sovietica è crollata, la Bielorussia ha ereditato un sistema educativo con un forte settore ingegneristico. Ma a differenza di altri Stati post-sovietici e post-socialisti, non ci fu una privatizzazione di massa in Bielorussia. Le grandi imprese continuarono ad essere amministrate dallo Stato, per evitare riforme economiche impopolari. Questo modello è stato possibile anche grazie ai generosi sussidi forniti dalla Russia, in riconoscimento del fatto che la Bielorussia mantiene stretti legami con Mosca. Grazie a un buon prezzo degli idrocarburi sui mercati internazionali, ciò ha permesso all'economia bielorussa di crescere al ritmo del 7-8 per cento annuo. Ma quando la valuta bielorussa è crollata nel 2011, le relazioni con la Russia hanno cominciato a deteriorarsi. Da allora l'economia del Paese è cresciuta a un ritmo più lento rispetto alla media internazionale.

A metà degli anni '90, gli ambiziosi ingegneri si sono resi conto che era possibile vendere il lavoro di un ingegnere del software bielorusso a un prezzo considerevole all'estero. L'industria è cresciuta costantemente; i bielorussi erano un popolo altamente istruito e meno costoso da assumere rispetto ai tecnici dell'Europa occidentale o del Nord America. Nel 2005, il settore tecnologico era piccolo ma prominente; le autorità di Minsk hanno persino creato il Belarus High Tech Park, una zona esente da tasse per favorirne la crescita. Così il rapporto tra lo Stato e la comunità IT è stato costruito sul principio della non interferenza.

La storia riportata da un amico è un buon esempio del fascino della tecnologia. Nel 2008 Aleksey, studente di informatica al terzo anno di studi, ha frequentato un corso presso una società privata di informatica. Il ventenne è rimasto sbalordito dal suo bellissimo ufficio e dalla cordialità dei suoi dipendenti. Il suo stipendio iniziale era di 500 dollari al mese. Era più di quanto guadagnava sua madre come sviluppatrice di software presso un istituto scientifico statale. Due anni dopo, al quinto anno di studi, guadagnava 2.000 dollari al mese, più di quanto guadagnassero sua madre e suo padre messi insieme – e suo padre era un top manager di un'impresa statale.

Ci sono poche altre linee di lavoro in Bielorussia oggi riguardo le quali i dipendenti possano raccontare storie simili. Non è solo il salario che attrae i giovani bielorussi verso l'informatica, ma anche il capitale sociale che fornisce e l'impressione di un posto di lavoro meno gerarchico e meno tradizionale. Tenendo conto di tutti questi fattori, non sorprende che un numero significativo di giovani bielorussi vogliano lavorare per le aziende tecnologiche. Alcuni osservatori mettono in guardia contro gli svantaggi a lungo termine di questa tendenza: quando qualcuno lascia un'impresa statale inefficace per lavorare come tester di software, molti sarebbero felici per lui. Ma quando un cardiochirurgo altamente qualificato con 10 anni di esperienza lascia l'ospedale per lavorare come sviluppatore javascript junior, ciò pone domande più profonde sulla società bielorussa.

Belarus has since become a rather tech-savvy society, like other countries in central and eastern Europe. Today, the il tasso di diffusione di internet nel paes [be] stands at more than 80 percent. In 2010, questa cifra [be] was around 30 percent.

Da allora la Bielorussia è diventata una società piuttosto tecnologica, come altri paesi dell'Europa centrale e orientale. Oggi il tasso di diffusione di internet nel paese [be] supera l'80%. Nel 2010, questa cifra [be] si aggirava intorno al 30 per cento.

In effetti, nel 2020 il settore tecnologico era diventato così importante che Valery Tsepkala, una delle figure chiave dietro il Belarus High Tech Park, si è candidato all'opposizione alle elezioni presidenziali del 9 agosto. Tuttavia, la Commissione elettorale centrale (CEC) ha invalidato la candidatura di Tsepkala, l'uomo d'affari e i suoi figli sono fuggiti nella vicina Russia il 24 luglio, adducendo pressioni politiche.

La tensione ha raggiunto il culmine quando le autorità, nel tentativo di reprimere le manifestazioni contro Lukashenka, hanno represso il canale della loro “protesta in rete”, su Internet, in particolare le pagine dei social media e i canali Telegram. Per i lavoratori dell'informatica, ciò ha violato il suddetto principio di non interferenza tra il settore tecnologico e lo Stato.

In ogni caso, i giovani rappresentanti della classe media del settore tecnologico non erano l'ovvia circoscrizione di Lukashenka [it]. Molti di loro avevano una mentalità liberale e non sopportavano la pesantezza del governo. Hanno messo a frutto le loro capacità, lanciando piattaforme come Golos [be], un tentativo di conteggio dei voti alternativo attraverso la raccolta di fotografie di schede elettorali. Il lavoro di Golos è stato importante per dimostrare la falsificazione dei risultati finali delle elezioni. La piattaforma è stata creata da Pavel Liber, il top manager dell'EPAM, la più antica e grande azienda tecnologica del Paese.

Un altro esempio è il progetto ByChange, [be] che aiuta i funzionari statali e gli agenti di polizia a lasciare il lavoro e ad apprendere le capacità di programmazione associandoli a specialisti informatici volontari.

Mikita Mikado, fondatore del progetto PandaDoc ha lanciato un programma di compensazione monetaria per gli agenti di polizia che si sono dimessi durante le proteste. Quattro dipendenti dell'ufficio di Minsk di Mikado sono stati arrestati poco dopo il 5 settembre, anche se ufficialmente per mancato pagamento delle tasse.

Poi ci sono i “cyber-partigiani” [be]. Nessuno sa con certezza chi siano, ma hanno lanciato degli attacchi cibernetici su diversi siti web governativi e inserito video della polizia che picchiava pacifici manifestanti nei flussi online dei canali televisivi statali. L'11 settembre hanno violato [be] il sito ufficiale del Ministero dell'Interno e hanno inserito il profilo di Lukashenka nella sezione “più ricercati”.

Secondo il centro per i diritti umani di Viasna [be], più di 14.000 persone sono state arrestate dopo le elezioni presidenziali. Specialisti informatici si trovano in tutte le proteste e nelle celle di detenzione. Non temono di perdere il lavoro – il loro impiego è molto richiesto e non sono sotto il controllo di un incaricato del governo, come nelle imprese statali. Le loro aziende li sostengono, fornendo loro avvocati, risarcimenti e, se necessario, il trasferimento.

Come si dice ora scherzando in Bielorussia: “Si può creare una startup di successo in prigione, perché ci sono sviluppatori e imprenditori in ogni cella. E hanno tutto il tempo per discutere le loro idee”.

L'ispirazione non arriva facilmente quando i canali dei social media sono pieni di notizie sulle proteste quotidiane e le detenzioni. Proprio per questo motivo molte aziende e specialisti stanno pensando seriamente al trasferimento. La lettera aperta di metà agosto non era una minaccia a vuoto. I governi di LettoniaPolonia e Ucraina hanno presentato programmi dettagliati di assistenza al trasferimento nel settore tecnologico bielorusso.

Oggi ci sono probabilmente 60-80.000 lavoratori informatici in Bielorussia; comprese le loro famiglie, ciò significa che circa 200.000 persone dipendono dal settore tecnologico su una popolazione di quasi dieci milioni di abitanti. È improbabile che tutti loro emigrino, ma se questa instabilità continua a lungo termine, c'è ogni possibilità che l'emigrazione dei lavoratori del settore tecnologico possa diventare un flusso costante.

Per il momento lo Stato non ha ancora optato per una pressione diretta sul settore informatico. Il suo approccio è stato quello di punire in modo dimostrativo i dissidenti nella speranza che il resto della società si rimetta in riga. La cattiva pubblicità non è un ostacolo a questa strategia – è al suo centro.

Ciononostante, Lukashenka ha espresso la sua irritazione nei confronti dei tecnici in particolare in un discorso del 3 settembre [be]: “Dimmi, cosa vogliono gli specialisti informatici! Troveremo una soluzione. Di nuovo, cosa vogliono? Ho già creato il paradiso per loro. Ma niente, sembra che gli manchi qualcosa”.
Le sue parole riflettono una sincera mancanza di comprensione delle motivazioni della comunità IT per partecipare a questa lotta.

Si tratta di un malinteso condiviso a tutti i livelli dell'apparato statale, da Lukashenka ai normali poliziotti. Durante le detenzioni di massa a Minsk, uno dei poliziotti antisommossa ha chiesto [be] ai detenuti: “Avete un buon stipendio, un ottimo lavoro e una vita fantastica. Perché avete bisogno di tutto questo?

Questa domanda cristallizza lo stato della società bielorussa nel 2020. Per chiunque lo chieda esiste in un sistema di valori completamente diverso, per il quale non sarà sufficiente una risposta. E chi capisce la risposta non la chiederà mai in primo luogo.

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