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L'attivista Naïm Touré condannato al carcere per un post su Facebook in Burkina Faso

Categorie: Africa sub-sahariana, Burkina Faso, Attivismo, Censorship, Citizen Media, Advox
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Screenshot da un video di Naim Traoré che spiega il suo caso tramite Droit libre TV su YouTube

L'attivista Naïm Touré è comparso davanti alla camera penale dell'Alta Corte di Ouagadougou, Burkina Faso, il 27 giugno 2018, dove è stato condannato per molteplici accuse legate a un post su Facebook [2] [fr, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], tra cui “demoralizzare le forze di difesa e di sicurezza”. Ecco un estratto di quanto Touré ha scritto su Facebook nel giugno 2018:

À toutes les forces de défense: restez là assis seulement bras croisés. Vous risquez fort de tous trépasser ici dans l'exercice de vos fonctions sans que ces politicards que vous protégez nuit et jour ne lèvent le petit doigt pour vous assister en cas de problème comme c'est le cas de votre collègue feu Mdl Yassia (Paix à son Âme). Donc je dis et le répète que le politicien de la majorité actuelle MPP n'a rien rien à foutre de vos putaines de vie.

A tutte le forze di difesa, assicuratevi di restare a braccia incrociate per un po’ di tempo, altrimenti rischiate di essere uccisi mentre siete in servizio e nessuno di questi politici che proteggete giorno dopo giorno alzerà un dito per aiutarvi in caso di problemi, come è successo al vostro collega Mdl Yassia, ucciso in combattimento (che riposi in pace). Quindi lo ripeto: al politico dell'attuale partito di maggioranza MPP non gliene frega niente della vostra vita.

Al termine del procedimento, il pubblico ministero ha chiesto un anno di reclusione. Il 3 luglio 2018 è stato reso pubblico [3] il responso finale: Touré è stato condannato a 2 mesi [4] di carcere senza appello per “provocazione senza conseguenze”.

Il 14 giugno 2018 è stato arrestato e posto in custodia cautelare dalla polizia nazionale per aver espresso, sulla sua pagina Facebook, indignazione per la sorte di un poliziotto ferito durante un’operazione antiterrorismo [5] e che, un mese dopo, era ancora in attesa di un'evacuazione medica.

Il sito web netafrique.net, fondato a Ouagadougou, ha riassunto [6] le accuse mosse contro di lui come descritto da uno dei suoi avvocati, Prosper Farama:

Il lui est reproché trois infractions : la première, il aurait participé à une opération de démoralisation des forces de défenses et de sécurité (FDS) par une publication sur sa page Facebook. La 2e infraction, c’est d’avoir proposé aux FDS de former un complot contre la sûreté de l’Etat. La 3e ; c’est incitation de troubles à l’ordre public

È accusato di tre reati: primo, aver partecipato a un tentativo di demoralizzare le forze di difesa e di sicurezza (FDS) attraverso un post sulla sua pagina Facebook; secondo, aver fatto una proposta all'FDS per cospirare contro la sicurezza dello Stato; terzo, aver incitato a comportamenti disordinati.

Al processo, che ha coinvolto una decina di avvocati, Touré si è dichiarato non colpevole, secondo Armand Kinda su infowakat.net [7]:

Pour l’accusé, son poste en date du 13 juin sur le réseau social facebook n’avait pas pour but de « participer à une entreprise de démoralisation des Forces armées nationales » comme l’estime le procureur du Faso. Selon les explications données par Naïm Touré à la barre, « ce poste a été fait pour informer l’opinion et pour dénoncer l’attitude des autorités (actuelles) qui ont une lenteur administrative », en ce qui concerne le retard constaté dans la procédure d’évacuation du pandore blessé pendant l’opération de démantèlement du réseau de terroristes le 22 mai 2018 à Rayongo où le gendarme François De Salle Ouédraogo y a perdu la vie.

Touré ha affermato che il post del 13 giugno su Facebook non intendeva rappresentare una “partecipazione a un tentativo di demoralizzare le Forze Armate nazionali” come giudicato dal pubblico ministero. Touré ha spiegato davanti al tribunale che “questo post è stato creato per informare il pubblico e per denunciare l'atteggiamento delle (attuali) autorità, e la loro lenta amministrazione”, riguardo alla ritardata procedura di evacuazione di un poliziotto ferito durante un'operazione di smantellamento di una rete terroristica il 22 maggio 2018 a Rayongo, dove l'ufficiale di polizia François De Salle Ouédraogo ha perso la vita.

Gli attivisti per i diritti umani e molti dei contatti di Touré sui social media hanno dimostrato il loro sostegno per quanto riguarda la sua situazione legale. Rodolphe Somd, residente nel Burkina Faso, ha apprezzato [8] quello che Touré ha scritto su Facebook, per uno scambio tra colleghi o amici sulla situazione nel loro paese:

Des zélés en quête de postes de nomination ont induit nos autorités en erreur. Bien au contraire de mettre Naïm en prison, on aurait dû le remercier du fait qu'il desarme consciemment ou inconsciemment toutes entreprises des fds [Forces de sécurité] allant dans ce sens. Bien entendu son poste anticipe voire dejoue tout projet allant dans ce sens en ce qu il éveille un peu plus la vigilence des autorités sur un probable coup de force. Alors libérez ce morpion qui ne constitue aucune menace contre la sureté de l'Etat… Or facebook est un autre cabaret où ce qui s y dit ne devrait pas avoir plus d importance…

Alcuni zeloti in cerca di incarichi politici hanno portato le nostre autorità a smarrirsi. Piuttosto che mettere Naïm in prigione, dovrebbero ringraziarlo per aver neutralizzato qualsiasi complotto in tal senso da parte dei Fds [forze di sicurezza], che lo abbia fatto consapevolmente o meno. È chiaro che il suo posto previene e può frustrare qualsiasi piano di questo tipo, dato che ha fatto sì che le autorità siano diventate un po’ più vigili riguardo a un probabile colpo di stato. Quindi basta liberare questo piccolo parassita che non rappresenta alcuna minaccia per la sicurezza nazionale… Facebook è un altro mondo in cui ciò che viene detto non dovrebbe essere preso sul serio…

Per i media locali che hanno esaminato il contenuto del post di Touré [9] (che è stato condiviso 525 volte su Facebook), è stato difficile comprendere le accuse mosse contro di lui.

Il sito di notizie del Burkina Faso Kelgueka dice [10] che tali accuse dovrebbero essere ridicolizzate, perché ci vorrebbe molto più di questo per far ribellare i militari:

De telles accusations pour des militaires déjà en rébellion, c’est l’hilarité. Quand aux causes des révoltes ou rébellions dans les armées, au Burkina comme ailleurs, elles sont pareilles pour la majorité des cas. En 2011 , les mutineries avaient été suscitées par l’humaine condition. Blaise Compaore recevant la troupe s’était rendu à l’évidence de la misère de celle-ci. Chez Ouattara en côte d’Ivoire, les révoltes ont eu pour cause essentielle les impayés de soldes.

Récemment au Sahel, les bruits des mécontentements étaient liés à la non tenue d’engagements pris par l’autorité en lien avec les conditions de vie et de travail dans cette mission périlleuse de la lutte anti terroriste. Jusqu’à preuve du contraire, outre la gestion de l’armée et très rarement les manipulations occidentales pour des visées politiques, l’armée ne s’est jamais mise en situation de révolte par le fait de l’opinion publique.

Fare tali accuse quando i soldati sono stati sull'orlo della ribellione per così tanto tempo è semplicemente ridicolo. Le ragioni delle rivolte e delle ribellioni militari sono nella maggior parte dei casi le stesse che in Burkina Faso come in ogni altro paese. Nel 2011 gli ammutinamenti sono stati provocati dalla condizione umana. Blaise Compaore ha ricevuto le truppe ed è stato costretto a riconoscere il miserabile stato in cui si trovavano. In Costa d'Avorio, il motivo principale delle rivolte è stato il mancato pagamento degli stipendi.

Recentemente, nel Sahel, le voci di malcontento erano legate al mancato rispetto degli impegni assunti dalle autorità in relazione alle condizioni di vita e di lavoro nella pericolosa lotta contro il terrorismo. Fino a prova contraria, a parte la gestione dell'esercito e, molto raramente, la manipolazione occidentale a fini politici, l'esercito non si ribella mai a causa dell'opinione pubblica.

Touré è stato arrestato alcuni giorni prima del secondo vertice [11] [en] della Lega africana dei blogger e dei cyber-attivisti per la democrazia, ospitato dall'organizzazione Africtivistes [11] [en], nella capitale del Burkina Faso.

Nel suo discorso di apertura [12], Cheikh Fall, coordinatore di Africtivistes, ha spiegato che Ouagadougou è stata scelta per ospitare il secondo summit tre anni dopo la prima edizione a causa “del ruolo che gli attivisti vi hanno svolto in varie crisi socio-politiche, come la loro resistenza al colpo di stato militare del settembre 2015″.

Ha poi discusso la difficile situazione in cui si trovano gli attivisti nel continente africano, citando la pressione, l'esilio e la prigione come parte delle difficoltà che gli attivisti africani devono affrontare.

Ha fatto in modo di evidenziare [12] il caso di Touré, rivolgendosi direttamente al Presidente:

Cette tribune est pour nous, Monsieur le Président, une occasion pour vous demander au nom de tous les Africtivistes pour une clémence pour toutes ces personnes notamment Naim Touré du Burkina Faso…

Per noi, signor Presidente, questa piattaforma è l'occasione per chiederle, a nome di tutti gli africanisti, clemenza verso tutti gli attivisti attualmente in arresto, in particolare Naïm Touré del Burkina Faso…

Luandino Vieira, uno scrittore del Senegal, ha affermato [13] che arrestare un'icona del cyber attivismo del Burkina Faso mentre gli attivisti di tutto il continente si riuniscono a Ouagadougou non fa altro che creare disordine:

Alors qu’ on va réunir la crème des cyberactivistes africains, avec l’onction du gouvernement burkinabé, ça fait désordre d’arrêter une des icônes du cyberactivisme burkinabè. Naïm, n’a jamais été pris à défaut sur les informations qu’il a livrées. Que lui reproche-t-on donc de dire les choses avec un certain ton. On veut le domestiquer. Or, du peu que je sais de lui, c’est peine perdue. Les autorités burkinabè devraient plutôt le considérer comme un allié et en tant que lanceur d’alerte le protéger au lieu de chercher à le museler. Libérer Naïm Touré !

Mentre i più importanti cyber-attivisti africani si incontreranno presto, l'arresto di un'icona del cyber-attivismo burkinabé mostra la duplicità del governo burkinabé e non farà altro che creare disordine. Naïm non si è mai sbagliato sulle informazioni che ha condiviso. Perché allora dovrebbe essere criticato per aver adottato un certo tono? Vogliono metterlo in ginocchio. Ma da quel poco che so di lui, è una causa persa. Invece di arrestare un'icona del cyber-attivismo burkinabé, le autorità dovrebbero considerarlo un alleato e un informatore – proteggerlo invece di cercare di mettergli la museruola. Liberate Naïm Touré!

Il caso di Touré ha ispirato un grande supporto [14] da parte della società civile africana. Safiatou F. Lopez Zongo, presidente del Quadro nazionale di cooperazione delle organizzazioni della società civile (Cadre de concertation national des organisations de la société civile in francese), ricorda [15] che la libertà di espressione è un diritto costituzionale:

Je viens d’apprendre l’arrestation du cyber-activiste NAÏM TOURÉ et sincèrement, je suis dépassée, le pouvoir creuse sa tombe chaque jour un peu plus et c’est désolant. La liberté d’expression est un droit Constitutionnel dans notre pays, chers Mogho puissants du moment, libérez le petit NAÏM TOURÉ. C’est tout simplement un abus de pouvoir et tôt ou tard le pouvoir sera entre les mains d’autres personnes et ça risque d’être compliqué pour certains d’entre vous. …

Alors, si consciencieusement vous savez que le peuple est déçu, il n’y a qu’une seule chose à faire, changez votre fusil d’épaule, au lieu de la chasse aux sorcières, travailler à gagner du crédit auprès du peuple qui vous a fait confiance…

Ho appena saputo dell'arresto del cyber-attivista Naïm Touré e, onestamente, è al di là di me, i poteri che continuano a scavare le loro tombe ed è devastante. La libertà di espressione è un diritto costituzionale nel nostro Paese. Cari, potenti monarchi del momento: liberate il piccolo Naïm Touré. Questo è un evidente abuso di potere. Prima o poi quel potere sarà nelle mani di altri, e le cose potrebbero complicarsi per alcuni di voi…

Quindi, se dopo aver riflettuto ci si rende conto che la gente è delusa, c'è solo una linea d'azione da seguire: cambiare rotta. Invece di condurre una caccia alle streghe, lavorate per guadagnarvi il rispetto delle persone che hanno riposto la loro fiducia in voi…..

L'utente del Burkinabe su Facebook Paz Hien ricorda ciò che Naïm Touré gli ha confidato [16] una volta:

Un jour, Naïm Touré [17] m'a dit ceci : “les gens me guettent. Certains mêmes me l'ont dit ouvertement qu'à la première occasion ils vont me mâter. Mais ça ne m'inquiète pas. Plus ils me menacent, plus je suis engagé. Et s'il arrivait que je meurs un jour, svp ne trahissez pas la lutte. Souvent certains pensent que je suis contre eux, et finalement ils se rendent compte que c'est pour eux que je me suis battu car moi je n'y gagne rien directement. Nous avons un devoir d'honnêteté mon frère”.

Ces propos sonnent en moi depuis hier!
LIBEREZ NAÏM TOURE.

Un giorno, Naïm Touré mi disse: “Mi stanno osservando. Alcuni mi hanno anche detto apertamente che alla prima occasione mi faranno fuori. Ma questo non mi preoccupa. Più mi minacciano, più mi impegno. E se un giorno morirò, ti prego, non rinunciare alla lotta. Spesso la gente pensa che io sia contro di loro, ma siccome non posso guadagnare nulla direttamente, finiscono per rendersi conto che è per loro che sto lottando. Dobbiamo essere onesti, fratello. Queste parole risuonano in me da ieri! NAÏM TOURE LIBERO.

È la terza volta che Naïm Touré compare in tribunale per un post sulla sua pagina Facebook [18].

La prima causa contro di lui è stata intentata nel 2016, per un tentativo distinto di attirare l'attenzione delle autorità sul caso di un militare ferito, il capo militare Moussa Nébié, alias Rambo. Nel 2017 è stato nuovamente perseguito per “lesioni pubbliche e diffamazione” dell'allora consigliere speciale del presidente dell'Assemblea nazionale, Elisée Antoine Zong Naba.