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Vengono segnalati interessi economici dietro i devastanti incendi in Argentina

Incendio a Delta del Paraná. Immagine del Ministero dell’ Ambiente, Wikimedia Commons agosto 2020.

É da mesi che gli incendi nelle foreste flagellano il centro e il nord dell'Argentina, dove già più di 400.000 ettari [es, come tutti i link seguenti, salvo diversa indicazione] sono bruciati nel 2020, un'estensione equivalente a più di 560.000 campi da calcio. Secondo gli ultimi dati del Servizio Nazionale Antincendio, tredici delle ventitré province sono state colpite, con la conseguente perdita di ecosistemi naturali e di biodiversità.

I primi incendi si sono registrati a Delta del Río Paraná a febbraio 2020 a causa di una stagione particolarmente secca. Ad agosto, l'incendio arriva al culmine e comincia un altro grande incendio a Cordoba, provincia nel centro del paese. Ed è allora che arriva l'allarme ai media e all'opinione pubblica.

Al momento, lo Stato sta riunendo gli sforzi per sostenere le province incendiate attraverso stanziamenti di pattuglie ed equipaggiamento per combattere il fuoco. Anche altre province del paese hanno inviato il loro aiuto.

Il fattore umano, in particolare la deforestazione intenzionale, è considerato la causa principale della maggior parte degli incendi, secondo quanto dichiarato dal Segretario del controllo e del monitoraggio ambientale al giornale argentino Chequeado:

Immagine satellitare degli incendi nella provincia di Cordoba. Foto NASA FIRMS, Wikimedia Commons. Settembre 2020.

En el Delta [del río Paraná], creemos que la mayoría o la totalidad fueron provocados, no casuales ni accidentales. Inferimos que la motivación fue la limpieza de terrenos para la producción ganadera o agrícola; por eso el ministro [de Ambiente] Juan Cabandié se presentó como querellante ante la Justicia.

Nel Delta [del río Paraná], crediamo che la maggior parte o tutti siano stati provocati, non casualmente né accidentalmente. Pensiamo che la causa sia stata la bonifica dei terreni per l'allevamento di bestiame o la produzione agricola; per questo motivo il ministro [dell'Ambiente] Juan Cabandié si è presentato come querelante davanti la giustizia.

Ovviamente anche i fattori climatici (alte temperature, venti  forti e siccità estreme) contribuiscono ad aggravare la situazione, con incendi fuori controllo, famiglie evacuate e il fuoco sempre più vicino ai centri urbani.

Le immagini degli incendi della città di Cordoba e altre località hanno commosso e indignato l'opinione pubblica; sempre più frequenti sono diventati i dossier indicanti interessi economici dietro gli incendi che cercano di stabilire attività agricole e progetti immobiliari nelle zone protette e nelle foreste native distrutte dal fuoco. Tra le cause si segnala anche la gestione irresponsabile dei cosiddetti “incendi controllati” dei pascoli. La professoressa di filosofia Constanza San Pedro e l'attivista Clarisa Mensa hanno scritto in un sito locale:

Necesitamos construir políticas a largo plazo, con las familias campesinas e indígenas, que tengan por objetivo el arraigo, el desarrollo y el buen vivir de la población en armonía con el medio ambiente.

Abbiamo bisogno di creare politiche a lungo termine, con famiglie contadine e indigene che abbiano come obiettivo la legittimazione, lo sviluppo e il buon vivere della popolazione in armonia con l'ambiente.

Su Twitter e in altri social network, l'indignazione e la tristezza dinanzi la distruzione di ecosistemi viene espressa attraverso dolorose immagini e con hashtag come #ArgentinaEnLlamas, #ApaguenElFuego#BastaDeQuemas e #LeydeHumedalesYA, tra gli altri.

“Solo dopo che l'ultimo albero sarà morto, solo dopo che l'ultimo fiume sarà stato avvelenato, solo dopo che l'ultimo pesce sarà stato catturato, solo allora ci renderemo conto che non potremo mangiare il denaro” #ArgentinaEnLlamas letteralmente.

Chi sta bruciando l'Argentina? Si sta potando avanti un #Ecocidio. Le paludi nel Paraná, la sierra di Cordoba e altri posti in tutto il nostro paese. Si parla degli incendi, non di coloro che li stanno appiccando.

Il paese brucia per il business agricolo e la speculazione immobiliare. Dove c'era il fuoco, oggi ci sono fagioli e macchine pronti per la costruzione…

Un amico, che sta fronteggiando gli incendi nella zona del Delta, ha documentato la situazione in tutto il paese. Chiedono che il reclamo giunga all'ONU. Diffondere!!

Sebbene esista una Legge per le Foreste dal 2007, con la quale viene stabilita la creazione di un Fondo Nazionale per finanziare la conservazione delle foreste native, diversi resoconti riferiscono che non la si stava rispettando correttamente. Per questo motivo diversi partiti politici, organizzazioni e attivisti cercano di promuovere leggi più specifiche che proibiscano la svendita di zone incendiate al fine di scoraggiare gli incendi dolosi.

Durante gli ultimi mesi sono stati presentati tredici progetti di legge sulla protezione delle paludi, pensati principalmente per la zona del Delta del Paraná. Si spera che la pressione sociale finalmente riesca ad accelerare l'elaborazione di questa legge prima che sia troppo tardi.

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