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La comunità transgender della Guyana celebra l'abrogazione di una legge arcaica sul travestitismo

La bandiera arcobaleno rappresenta la comunità LGBTQ in Guyana e in molti altri paesi nel mondo. Immagine via Flickr torbakhopper, Creative Commons BY-ND 2.0.

Gli attivisti transgender nei Caraibi hanno qualcosa da celebrare per la Settimana della Consapevolezza Transgender [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] del 2018. Il 13 novembre, Corte di giustizia dei Caraibi (CCJ) con sede a Trinidad ha abrogato una legge arcaica in Guyana che considerava un crimine se un uomo (o una donna) vestiva – “per uno scopo improprio” – abiti tipicamente usati dal sesso opposto. La CCJ ha considerato la legge anticostituzionale.

All’udienza, trasmessa in diretta sul suo sito, la corte ha inoltre sostenuto le spese per i ricorrenti.

La legge, inizialmente destinata a frenare il disordine, il bighellonaggio e il vagabondaggio, risale al 1893 quando la Guyana era una colonia nota come Guyana Britannica. Il paese ha ottenuto l’indipendenza nel 1966 ed è una delle quattro nazioni della Comunità Caraibica (CARICOM) che sì è unita alla CCJ [it] come ultimo ricorrente di corte.

Nella sua sentenza, preceduta dal commento “La differenza è naturale quanto respirare”, la CCJ ha constatato che la legge era anticostituzionalmente vaga e criminalizzava l’identità di genere e l’espressione di genere dei ricorrenti, aggiungendo, “la legge è dinamica, non statica.”

La Società contro la discriminazione dell'orientamento sessuale (Society Against Sexual Orientation Discrimination – SASOD), che aveva combattuto uno scontro legale contro la legge, ha celebrato la decisione della CCJ sui social media:

VITTORIA PER LA COMUNITÀ LGBTQ+  IN GUYANA!
La CCJ ha ritenuto anticostituzionali le leggi sul travestitismo della Guyana e ha ordinato che la sezione 153(1)(xlvii) sia depennata dalle leggi della Guyana.

Gli attivisti transgender hanno iniziato la loro campagna seriamente dopo che quattro donne transgender della Guyana sono state arrestate e portate in tribunale nel febbraio 2009 e multate ai sensi della legge dell'era vittoriana.

La polizia ha tenuto in custodia le quattro donne per oltre un intero weekend senza dare una ragione per la loro detenzione. Le hanno negato chiamate telefoniche, il diritto ad un avvocato e assistenza medica. Le detenute sono venute a conoscenza delle loro accuse — vagabondare e indossare abiti femminili in un luogo pubblico per uno “scopo improprio” – quando si sono presentate per la prima volta nel tribunale del magistrato di Georgetown, la capitale del paese.

A quel tempo, il magistrato disse alle accusate di andare in chiesa.

Un’altra donna transgender che fu attaccata in maniera violenta quasi un decennio fa ed le fu negato l’accesso alla sua udienza in quanto indossava “abiti inappropriati”, ha fondato la Guyana Trans United (GTU) e ha unito le forze con la SASOD e il Progetto di difesa dei diritti dell'Università delle Indie Occidentali (U-RAP) nella sfida legale del 2010 contro la legge sul travestitismo, la quale è stata ascoltata dalla Corte Suprema della Guyana.

Nel 2013, l'allora giudice capo della Guyana, Ian Chang, ha deciso che nonostante il travestitismo non sia un crimine, non dovrebbe essere per uno “scopo improprio”. Sia l'Alta Corte che la Corte d'Appello hanno negato i ricorsi costituzionali, dopodiché i ricorrenti hanno portato il loro caso alla CCJ.

La CCJ, nella sua sentenza, si è battuta per la libertà religiosa, e ripreso il magistrato guyanese dicendo: “il secolarismo è uno dei capisaldi su cui poggia la Repubblica di Guyana.”

I gruppi per i diritti umani e altre organizzazioni nella regione che hanno sostenuto la campagna della SASOD hanno accolto con favore la decisione della CCJ:

Ora su https://t.co/4eHzOueopY: PER FAVORE RETWITTATE. Il direttore della PANCAP reagisce alla sentenza di @CaribbeanCourt Leggi i dettagli della sentenza qui: https://t.co/GmKjg3JrK5

Congratulazioni a @GuyanaTrans, @SASODGuyana e #URAP sulla contestazione della legge sul travestitismo dell'era coloniale della Guyana.

Continuiamo il dialogo sulla difesa dei #DirittiUmani di tutti, inclusi gli emarginati e gli svantaggiati.

La pluripremiata attivista giamaicana per i diritti umani Carolyn Gomes è stata tra le prime a fare le congratulazioni. La Coalizione delle comunità vulnerabili dei Caraibi (Caribbean Vulnerable Communities Coalition – CVC) di Kingston, precedentemente guidata dal Dr. Gomes, ha aggiunto:

Congratulazioni alla squadra in Guyana per aver sfidato con successo l'incostituzionale legge sul travestitismo. La CVC è lieta di aver sostenuto questa sfida fin dall'inizio e accoglie con favore il giudizio. Per saperne di più sulla sentenza: https://t.co/AnWjVMQmLJ

In una conferenza stampa dopo la sentenza della CCJ, la SASOD ha definito la sentenza “un chiaro appello per coinvolgere gli attori statali su come la legge genera l'esclusione sociale ed economica dei gruppi svantaggiati”. Il gruppo ha spiegato:

Trans persons remain vulnerable to arrest for small crimes like loitering in Guyana. Colonial vagrancy laws are still on the statute books…it is a victory for human rights and justice in the Caribbean.

In Guyana, le persone transessuali rimangono vulnerabili all'arresto per piccoli crimini come vagabondaggio. Le leggi sul vagabondaggio coloniale sono ancora sui libri dello statuto…è una vittoria per i diritti umani e la giustizia nei Caraibi.

Come molti attivisti gay, lesbiche, bisessuali, transgender, queer, intersessuali e asessuali (LGBTQIA+) per i diritti sarebbero d'accordo, la lotta per i diritti nei Caraibi potrebbe avere luogo in modo progressivo – ma si sta andando avanti.

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