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La storia dell'Haggadah di Sarajevo, libro ebreo medievale sopravvissuto all'Inquisizione, l'Olocausto e le guerre in Jugoslavia

Categorie: Europa centrale & orientale, Bosnia Herzegovina, Arte & Cultura, Citizen Media, Religione, Storia
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Lea Maestro, una giovane ebrea bosniaca è dietro l'Haggadah nel Museo Nazionale di Bosnia e Erzegovina. Fotografia di Midhat Poturović/Transitions, usata con permesso.

Questa storia di Adelisa Mašić è stata inizialmente pubblicata in Balkan Diskurs, [2][en, come in tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] un progetto del Post-Conflict Research Center [3] (PCRC). Un'edizione in commercio è ripubblicata da Global Voices come una parte dell'accordo di condivisione dei contenuti.

Per più di 100 anni, e per tutta la storia turbolenta della Bosnia, la gente di  Sarajevo ha protetto l'Haggadah di Sarajevo, una raccolta scritta di regole e leggi ebree. La sua casa è il Museo Nazionale di Bosnia e Erzegovina [4], dalla quale l'Haggadah ha dovuto spostarsi varie volte per essere preservato.

L'Haggadah è una raccolta scritta di precetti religiosi e tradizioni per celebrare la Pasqua, la festa che celebra la liberazione degli ebrei dalla schiavitù egizia. Le famiglie ebree tradizionalmente leggono i testi dell'Haggadah durante la Pasqua, ciò significa che c'è un numero relativamente alto di libri del genere. L’ Haggadah di [5]Sarajevo [5] è probabilmente uno dei più famosi di questi.

Il Museo Nazionale di Bosnia e Erzegovina indica che l'Haggadah di Sarajevo è stato scritto a Barcelona intorno al 1350. A causa delle persecuzioni di ebrei in Spagna, ha viaggiato per l'Italia nel XVI e XVII secolo, come attestano delle note nelle sue pagine, prima di arrivare in Bosnia e Erzegovina in un periodo di tempo incerto prima della fine del XIX secolo.

L'Haggadah di Sarajevo contiene dipinti figurali unici ed è l'unico Haggadah [6] [it] di quel periodo che è stato preservato nella sua integrità.

“La famiglia sefardita Cohen di Sarajevo, a causa di una brutta situazione finanziaria, decise di vendere il loro Haggadah. All'inizio, lo proposero a varie associazioni ebraiche, ma nessuno poteva permetterselo. Da quando è stato fondato il Museo Nazionale dal governo austro-ungarico, aveva abbastanza soldi per riscattarlo, e così nel 1894, comprò l'Haggadah per una somma di 150 corone. Abbiamo ancora l'accordo di acquisto nei nostri documenti,” dice la curatrice Lejla Bečar.

L'Haggadah fu allora inviato da Sarajevo a Vienna per delle analisi e ritornò in Bosnia e Erzegovina, con certe vicissitudini, dopo un po’ di anni.

Poi, nel 1941, la Germania nazista occupò la Bosnia e Erzegovina e, e con l'aiuto del regime fantoccio che i Nazisti avevano stabilito in Croazia [7] [it], perpetuarono l'Olocausto [8] [it] verso gli ebrei bosniaci. Nei quattro anni successivi, 10.000 ebrei furono uccisi in Bosnia, su una popolazione di 14.000 persone. Bečar ha spiegato cosa è successo al prezioso libro in quel periodo [hr]:

Lejla Bečar. Foto di Mustafa Öztürk. Usata con permesso.

Njemačke vojne snage su po cijeloj Evropi sakupljale jevrejske umjetnine kako bi formirali muzej uništene civilizacije. U Sarajevu su željeli isključivo Hagadu. Za nju je bio zadužen kustos Derviš Korkut, koji je bio iznimno učen čovjek. Kada ga je tadašnji direktor muzeja Joza Petrović obavjestio da su stigli Nijemci, on je Hagadu sakrio u pantalone i rekao da su je predali drugom oficiru to jutro. Nijemci su otišli tražiti tog oficira, kojeg su Derviš i Joza izmislili, dok su oni ostali razmišljati šta će uraditi sa Hagadom.

Le forze militari tedesche stavano collezionando opere d'arte ebree per tutta l’ Europa per creare un museo dio una civiltà morta. Sarajevo voleva esclusivamente l’ Haggadah. Il curator Derviš Korkut – un uomo colto –ne era il responsabile. Quando il direttore del museo dell'epoca, Joza Petrović, lo ha informato che i tedeschi erano arrivati, ha nascosto l'Haggadah nei pantaloni e ha detto di averlo dato ad un altro ufficiale quella mattina. I tedeschi andarono a cercare quell'ufficiale, che era stato creato dalle menti di Derviš e Joza, mentre due di loro stavano pensando a che cosa fare con l'Haggadah.

Korkut, in grave pericolo, nascose l'Haggadah di Sarajevo [9] in una moschea in un villaggio musulmano nella Montagna Bjelašnica, dove rimase fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Dopodiché, fu resistuito al Museo Nazionale a Sarajevo.

L'Haggadah di Sarajevo fu di nuovo a rischio durante l’assedio di Sarajevo [10] (1992-1996) [it]. Il Museo Nazionale si trovò sul fronte della guerra e subì un grave danno. Insieme ad altri oggetti di valore, l'Haggadah fu trasferito nel caveau della Banca Nazionale, dove vi rimase fino alla fine della Guerra bosniaca.

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Pagine di una storia turbolenta. Foto del Museo Nazionale di Bosnia e Erzegovina. Usate con permesso.

L'Haggadah di Sarajevo è sopravvissuto all'Inquisizione, a due guerre mondiali, alla guerra in Bosnia e Erzegovina. “Ha la nafaka (fortuna cieca) bosniaca,” Bečar dice vividamente.

Per Luka Bošković,un volontario del Museo Nazionale da tanto tempo,mentre la ricchezza culturale di Bosnia e Erzegovina non sono valutabili, le giovani generazioni hanno poca consapevolezza dell'importanza dell'Haggadah.

“Per il compleanno del Museo e per la Notte Europea dei Musei, vedo i soliti amici che cercano di portare altra gente. I giovani non hanno alcuna inclinazione di andare nei musei,” dice.

Il suo consiglio per i giovani è il seguente: “Quando visitate il Museo Nazionale, date un'occhiata più approfondita alle esposizioni, leggete le iscrizioni e menzionate sui social cosa [avete] letto e imparato durante la visita.  the inscriptions and mention on social networks what [you have] read and learned during that visit. Non saltate per la fretta quelle cose come siamo abituati a fare nelle nostre intere vite” [hr]:

L'Haggadah di Sarajevo è da oggi, di nuovo disponibile ai visitatori nelle fasce orarie di martedì e giovedì dalle ore 12:00 alle 13:00, e ogni primo sabato del mese nella stessa fascia oraria.

L'Haggadah di Sarajevo, uno dei più preziosi e unici articoli nella collezione del Museo Nazionale di Bosnia e Erzegovina, è stato mostrato pubblicamente solo in occasioni molto rare prima del 2018 – solitamente a Pasqua o per il compleano del Museo – per mancanza di condizioni appropriate.

Grazie ai fondi dell'Ambasciata francese in Bosnia e Erzegovina e dell'UNESCO, l'Haggadah adesso è in esposizione due volte a settimana, i martedì e i giovedì dalle 12:00 all’ 1, e ogni primo sabato del mese nella stessa fascia oraria. In aggiunta, il museo offre visite speciali con esperti.