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Cos'è la pandemic fatigue?

JKS Volunteers took initiative by providing the community of Jaffna, Sri Lanka with dry food packages and distributing 1,000 sanitary pads to women in need during the COVID-19 pandemic. Image from Flickr by SDG Action Campaign. CC BY-ND 2.0.

L'organizzazione non-profit JKS Volunteers ha preso l'iniziativa fornendo alla comunità di Jaffna (Sri Lanka) confezioni di cibi secchi e distribuendo 1.000 assorbenti alle donne in difficoltà durante la pandemia del COVID-19. Immagine acquisita da Flickr da SDG Action Campaign. CC BY-ND 2.0.

Il presente post scritto da Shashika Bandara [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] è stato inizialmente pubblicato su Groundviews, uno dei siti web di maggior successo tra i cittadini dello Sri Lanka. Di seguito ne è pubblicata una versione modificata come risultato di un accordo sulla condivisione del contenuto stipulato con Global Voices.

Lo Sri Lanka sta riscontrando un miglioramento riguardo ai contagi da COVID-19 per un totale di 1.307 contagi totali con 1.180 nuovi casi confermati nell'ultima settimana, a partire dal 10 ottobre. Insieme a questo aumento, sta iniziando a prendere piede un discorso pericoloso basato sull'incolpare gli altri, generando paura e frustrazione. Il commento diffuso che recita “Perché non sono stati più attenti?” è pericoloso e spesso porta a criticare apertamente le comunità vulnerabili colpite dal virus.

Comprendere perché noi, e tutti gli altri, stiamo combattendo per rispettare le misure di sicurezza è importante per migliorare le nostre abitudini in materia di protezione e passare da una cultura della colpa a una cultura che supporta e incoraggia l'educazione.

Cos'è la pandemic fatigue?

Sono certo che, a questo punto, avrete tutti provato quella stanchezza crescente legata alle misure di sicurezza, quella preoccupazione generata dalla mancanza di una semplice passeggiata, insieme a quella frustrazione nei confronti di coloro che non seguono le linee guida sulla sicurezza. Questa sensazione di stanchezza si è probabilmente diffusa all'interno della nostra vita quotidiana ed è onnipresente. È la cosiddetta “pandemic fatigue“, comune a tutti noi, indipendentemente dalla nazionalità, dall'etnia, dalla professione o dalla religione. L'unico modo efficace per reagire alla pandemic fatigue consiste nell'approcciarsi con educazione alle misure applicate, sia verso gli altri sia verso noi stessi. Tali misure dovrebbero essere attuate a ogni livello, inclusi quello personale, organizzativo e della politica nazionale.

Come reagire alla pandemic fatigue?

Sii cortese, non silente

Da un punto di vista personale, bisogna sia sostenere chi è in difficoltà, spiegando che la pandemic fatigue è un fenomeno che riguarda tutti, sia rafforzare l'importanza di continuare a fare attenzione, dirigendo gli altri verso risorse utili. Un altro passo importante consiste nella minimizzazione delle umiliazioni, dell'arroganza e delle ostilità nei confronti di chi non rispetta le procedure di sicurezza negli incontri personali e nei social network. Ciò non significa rimanere in silenzio. Significa fare degli appunti educati affinché si rispettino le linee guida di sicurezza. Il commento diffuso che le persone utilizzano per rispondere alle umiliazioni o alle aggressioni è infondato e non costituisce un metodo accettabile. Se si è a capo di un'organizzazione, fare appunti educati sulla pandemic fatigue e sull'importanza di essere garbati, pur restando vigili, farebbe la differenza nel mantenimento della morale e della sicurezza dei propri sottoposti.

Usa la consapevolezza, non la paura

È altresì fondamentale che il governo comprenda che la pandemic fatigue riguarda la sua stessa comunità. Esserne a conoscenza è essenziale se si deve smettere di trattare i contagiati con ostilità o in un modo tale da generare paura e una dura critica. Uno dei lati negativi del modo in cui lo Sri Lanka sta gestendo la pandemia del COVID-19 consiste nell'assenza di impegno da parte del governo nel combattere questo comportamento. Basti pensare a come sono trattati gli operai di una fabbrica dopo essere risultati positivi al COVID-19, come anche ai continui commenti infondati diretti ai musulmani. Lo Sri Lanka dovrebbe fermamente considerare l'idea di fare meno affidamento sull'uso della paura della punizione al fine di rafforzare le politiche di contenimento del COVID-19, fornendo maggiori spiegazioni scientifiche che possano supportare la popolazione nel loro impegno sociale.

Il successo della Nuova Zelanda è dipeso in particolar modo dalle azioni intraprese affinché l'impegno pubblico fosse efficace quanto le spiegazioni del governo. Lo Sri Lanka ha bisogno di un impegno maggiore nel dare delle spiegazioni riguardo alla scienza che sottostà alle politiche. Bisognerebbe incentrarsi sulle questioni della diffusione di asintomatici o presintomatici al COVID-19, dell'impatto a lungo termine della contrazione del COVID-19 dopo la ripresa, dell'impatto sul sistema sanitario, di come un'aspra critica o la circolazione delle voci possano portare a una maggiore diffusione di infezioni e dell'importanza del sostegno della comunità in un momento così difficile. Come punto di partenza per divulgare le scoperte scientifiche alla popolazione, lo Sri Lanka può fare riferimento alla serie sul COVID-19 Science in 5 dell'Organizzazione mondiale della sanità, una serie continua di video e audio che spiega tutti i concetti chiave legati al COVID-19 tramite episodi di cinque minuti.

Equilibrio tra comunicazione e applicazione

La confusione riguardo alle politiche del COVID-19 e la sperimentazione dell'applicazione selettiva delle politiche di contenimento possono contribuire a una successiva pandemic fatigue, di conseguenza anche il governo è tenuto a essere chiaro, a trasmettere le comunicazioni in tutte e tre le lingue (singalese, tamil e inglese), come anche ad applicare politiche di contenimento senza favoritismi. Questi ed altri fattori quali l'inaccessibilità delle linee guida del governo o la confusione riguardo le linee guida, senza reagire alla forte critica, ci hanno permesso di imparare. Per esempio, la confusione riguardo alle direttive sanitarie e l'applicazione selettiva delle linee guida hanno generato una crisi negli Stati Uniti.

Contrasta il giornalismo povero

Le attività di un giornalismo povero sono pericolose tanto quanto la stessa pandemia e costituiscono una delle maggiori cause della pandemic fatigue. L'etica del giornalismo povero, sul piano sia aziendale sia individuale, che violi la privacy, diffonda disinformazione e critica aperta, fornisca un quadro incompleto dello stato attutale e agevoli interessi politici è estremamente pericolosa e mette intenzionalmente in pericolo le vite umane. È essenziale che i singoli giornalisti e le varie aziende si assumano la responsabilità di rispettare le linee guida etiche sui loro servizi, per esempio garantire la privacy, evitare il sensazionalismo delle notizie, fornire informazioni accurate e utilizzare titoli pertinenti, evitando di creare eventuali clickbait. L'International Media Support propone linee guida utili per scrivere le notizie al fine di iniziare a migliorare o a riadattare attività giornalistiche pericolose.

Siamo tutti stanchi e desideriamo che tutto ciò giunga al termine. La pandemic fatigue si è affermata a livello personale, mentre a livello politico i governi di tutto il pianeta si sforzano per mantenere la sicurezza e l'economia dei loro Paesi. Se da un lato la nuova normalità non è semplice, dall'altro il modo più efficace per superare la pandemic fatigue sta nel comprendere il fatto che riguarda tutti noi e che va contrastata con educazione e con metodi fondati sulla scienza.

L'autore è stato Corresponsabile per le politiche presso il Centro per l'Impatto delle Politiche del Duke Global Health Institute ed è attualmente candidato al dottorato di ricerca incentrato sulle politiche di salute globale della McGill University.

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