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Lenti progressi sulle spinose riforme giudiziarie della Moldavia

La targa della Corte Suprema di Giustizia moldava a Chișinău. Foto di Agora.Md. Usata con permesso.

Questo articolo è stato possibile attraverso la collaborazione con  Transitions [en, come tutti i link successivi salvo diversa indicazione], un'organizzazione di pubblicazione e formazione dei media di Praga.

Il mese scorso, il governo moldavo ha annunciato “ampie consultazioni” su un nuovo progetto di strategia per la riforma giudiziaria. Il gabinetto del Primo Ministro cabinet Ion Chicu, che è entrato in carica lo scorso Novembre, ha fatto appello a tutti i soggetti interessati per coinvolgerli in dibattiti intensi sulla questione della società moldava. Un altro capitolo comincia nelle eterne, ma irrelizzate, promesse del paese per organizzare un settore giudiziario, davvero trasparente, professionale e responsabile.

Qualsiasi politico che sia giunto al potere negli ultimi 10 anni ha dichiarato l'indipendenza del potere giudiziario dalla loro priorità. Per esempio, nel 2011 il paese si è impegnato in un ambizioso, e complesso pacchetto di riforme mirato a riformare tutto insieme l'intero sistema giudiziario. Un accordo fu inizialmente raggiunto per garantire almeno 60 milioni di euro di supporto finanziario esterno, nella speranza di organizzare una magistratura ringiovanita e responsabile per la fine del 2017.

Tuttavia, quasi 10 anni dopo, quel piano ha prodotto risultati incerti. O “solo un guscio vuoto”, come lo ha definito un report del 2019 della Commissione Internazionale dei Giuristi. La corruzione endemica, il controllo politico, la giustizia selettiva, una mancanza di integrità giudiziaria e una scarsa applicazione delle leggi sono diventate strada facendo tutte parte di questa immagine squallida, grazie alla costante crescita del dominio oligarchico. La fiducia pubblica nel sistema giudiziario è scesa di continuo, crollando di metà negli scorsi 16 anni. Secondo il Barometro dell'Opinione Pubblica, alla fine del 2019, il 65% della popolazione moldava non ha fiducia nella magistratura.

Quando i funzionari dell'UE hanno annunciato che stavano congelando l'ultima tranche dei fondi per le riforme (dal valore di 28 milioni di euro) nell'ottobre 2017, hanno dichiarato che “le autorità moldave non hanno dato sufficiente prova di determinazione.”

Ci sono delle ragioni per le quali i politici moldavi hanno fatto promesse che non possono e né vogliono mantenere. La riforma giudiziaria è popolare: una buona opportunità per ottenere voti o attaccare i rivali’ dice. “La giustizia è un argomento molto conveniente, molto più facile da manipolare rispetto alle promesse per l'economia, per esempio. Prima di tutto, la volontà politica ha determinato la giustizia quì.. Non è il caso in cui la regola della legge è prima determinata nella teoria e poi messa in pratica, ma il contrario,” spiega Dionis Cenusa, un esperto politico moldavo e ricercatore nell'Istituto di Scienze Politiche dell'Università Justus-Liebig a Giessen, Germania.

Quale speranza c'è che i piani di Chicu si risolvano in maniera diversa?

Una finestra di opportunità

Il governo riformista di Maia Sandu non è stato l'eccezione a queste tendenze. Il governo di Sandu è entrato in carica nella scorsa metà di Giugno, dopo aver spodestato il Partito Democratico di Moldavia (PDM) e il suo leader, l'oligarca Vladimir Plahotniuc, e dopo aver formato una coalizione “anti-oligarchica” coalition con il Partito dei Socialisti (PSRM), diretto informalmente dal Presidente Igor Dodon. “Siamo tutti intrappolati nel circolo vizioso della mancanza di giustizia, e se non risolviamo questo, non avremo alcuna possibilità,” ha detto Sandu subito dopo essere diventata primo ministro. “Il 2019 è stato cruciale nel dare una finestra di opportunità quando il potere dello stato si è lentamente stemperato, per il fatto che l'influenza di Plahotniuc e del PDM sul sistema giudiziario si è dissolta in un breve periodo di tempo e nessun altro politico o partito ne ha assunto il pieno controllo. Per la prima volta in vari anni, la società moldava ha visto una diversità di voci provenienti dal sistema giudiziario”, ricorda Nadejda Hriptievschi, capo del Programma di Giustizia e dei Diritti Umani del Centro di Risorse Legali a Chișinău.

Una volta fissate le priorità, i problemi emergono subito. La nomina di un nuovo,indipendente procuratore generale diventa il maggior punto di adesione per la coalizione instabile tra il blocco pro-europeo di Sandu ACUM e il blocco pro-russo di Dodon PSRM. Il concorso per la preselezione dei candidati per il posto di capo dell'ufficio del procuratore, lanciato dal Ministero della Giustizia, è stato cancellato dal governo di Sandu's nel Novembre 2019 dopo che era stato concluso che i risultati erano stati “frodati dai membri della commissione designati dai Socialisti”, che hanno presumibilmente sottovalutato il miglior candidato e sopravvalutato il più debole per ragioni politiche. “Il concorso ha provato che per il Partito Socialista e il suo leader di fatto, Igor Dodon, una magistratura davvero indipendente, inclusa la nomina di un procuratore generale, è un pericolo eminente.” dice l'avvocato Ștefan Gligor, che era uno dei candidati nel concorso.

Poco dopo la cancellazione del concorso, il governo ha adottato una legge che legittima il primo ministro Sandu a selezionare per lei i migliori candidati e a proporli per una nomina finale del consiglio dei procuratori moldavo. “Eravamo fermi sulla posizione del procuratore generale perché era chiaro che senza un ufficio davvero indipendente e potente non avremmo potuto riformare la magistratura. I fascicoli penali che finiscono sulle scrivanie dei giudici provengono dai procuratori, e poiché i procuratori non hanno svolto bene il loro lavoro, la frode nel settore bancario, la “Lavanderia moldava” e moltri altri schemi erano stati resi possibili. Ci sono delle posizioni per le quali il governo deve assumersi la responsabilità, quando i cittadini richiedono riforme e risultati. La riforma giudiziaria è un elemento chiave per il quale l'ACUM ha rischiato andando al potere e se le riforme non possono essere fatte, non varrebbe la pena di rimanere [al potere],” spiega Olesea Stamate, l'ex Ministro della Giustizia del gabinetto di Sandu. 

Dopo che furono tratte delle aspre accuse tra i membri del blocco dell'ACUM e dei Socialisti, il secondo, sostenuto dal PDM membro del Parlamento, ha destituito il governo di Sandu nel Novembre 2019. “Da una prospettiva politica, era la decisione giusta. L'assunzione della responsabilità ha esposto il PSRM e Igor Dodon, svelando la falsità del suo dichiarato intento di promuovere la regolazione della legge e la deoligarchizzazione dello stato,” aggiunge Gligor.

Una sfida familiare

Con l'estromissione del vecchio governo, e la nomina di un altro subito dopo, il nuovo Ministro della Giustizia Fadei Nagacevschi ha riconosciuto i risultati del concorso disputato. Alexandr Stoianoglo, un ex deputato e vicepresidente del Parlamento in rappresentanza del PDM, è diventato il nuovo procuratore generale della Moldavia nel 29 Novembre. Stoianoglo ha lasciato la politica nel 2014 e dichiara che da quel momento, non sarà mai più membro di un partito politico. Nagacevschi stesso era l'avvocato del PSRM, e prima di arrivare al Ministero della Giustizia ha ricoperto la carica di consulente del portavoce del Parlamento, il politico socialista Zinaida Greceanîi. Ciononostante, il governo al quale entrambi sono in carica si è detto “tecnocratico,” e il suo leader Chicu è un ex consulente per il presidente Igor Dodon.

Sotto i socialisti, la riforma giudiziaria ha preso la forma di una nuova strategia triennale “per garantire l'indipendenza e l'integrità del settore giudiziario”. Gli esperti che hanno analizzato questo documento dicono che è lontano da una risposta comprensiva di molte sfide del settore. “Non c'è una parola sullo stato di cattura e il ruolo del sistema giudiziario; alcuna parola sulla giustizia selettiva e le questioni serie relative alla corruzione e all'integrità tra i principali soggetti del sistema; nessun riferimento ai problemi come alle udienze a porte chiuse, all'anonimato dei giudizi della corte, della qualità dell'educazione dei giudici e degli altri professionisti, la mancanza di personale qualificato nelle corti e così via. Ciò non include una chiara affermazione del problema e non contrasta il fattore umano che è il problema principale nel sistema giudiziario. Se voi nonche riconoscete questi problemi, non potete risolverli,” dice Hriptievschi.

Il progetto di strategia è stato inviato al Consiglio Europeo il 3 Gennaio, insieme ad una proposta di progetto per la valutazione dei giudici — un meccanismo chiave che avrebbe filtrato i magistrati per escludere quelli che sanno di essere corrotti e perdono di credibilità. La bozza della proposta fu immediatamente criticata dai membri dell'opposizione. “Secondo la bozza della legge che è stata resa pubblica da poco, la valutazione esterna e genuina dei giudici è stata rimpiazzata da una valutazione interna, usando meccanismi già esistenti… I cittadini stanno aspettando una riforma genuina, in cui i Socialisti creano un tipico Plahotniuc,” ha affermato Maia Sandu durante una conferenza stampa nel gennaio 2020.

Sandu si riferiva al fatto che, il progetto propone un comitato di controllo creato dal Parlamento (in cui il PSRM e il PDM hanno una maggioranza combinata), che avrebbe di conseguenza selezionato i membri del consiglio per valutare i giudici. La maggioranza dei membri del consiglio sarebbe costituita dagli attuali magistrati. “In sostanza, è una valutazione dei giudici dai giudici, dai loro colleghi. Inoltre, i membri del consiglio non saranno i primi a passare per un filtro di integrità, non c'è alcun meccanismo di verifica per loro,” spiega Olesea Stamate. “Con questo format, il clientelismo o la corruzione dei valutatori in rappresentanza di coloro che devono essere valutati è inevitabile,” aggiunge Gligor.

Gligor aggiunge che la proposta manca completamente di una valutazione comprensiva dei procuratori e delle procure penali, la quale è “lo strumento più importante del Plahotniuc per eliminare avversari politici e per usurpare il potere.” 

“Dato che il PDM è diretto alla dichiazione nella coalizione PSRM-ACUM ] sul carattere catturato delle istituzioni statali, e il fatto che vari membri della fazione sono nel circolo interno dell'oligarca Plahotniuc, queste persone sono le meno interessate alle riforme le quali avrebbero dato ai giudici, ai procuratori e ai procuratori penali qualsiasi indipendenza dalla politica,” conclude Gligor.

“Di fatto, leggere tra le righe,ciò che è voluto è una subordinazione totale alla magistratura del governo corrente,” dice Stamate.

In risposta a una critica del genere, il ministro Nagacevschi ha suggerito che la proposta del progetto è nello stato di bozza, e che le iniziative che contiene saranno discusse su larga scala. Nagacevschi ha dato delle rassicurazioni che accetterà qualsiasi critica ben argomentata. “Tutto può essere discusso. Questa proposta è estremamente flessibile e tutto può essere cambiato,” ha affermato Nagacevschi in un'intervista [ro] nel canale TV8 il 21 gennaio.

Ad ogni modo, gli esperti temono che un tentativo atteso a lungo per realizzare una riforma giudiziaria genuina sembra essere compromesso-di nuovo. “La riforma del sistema giudiziario è in crisi e questo per una mancanza di fiducia nei Socialisti, che non mostrano la volontà di ripulire la loro immagine. Nessuna nobile riforma può essere fatta e portata a termine dalle forze politiche che hanno problemi seri con l'integrità. Forze del genere possono portare avanti delle pseudo-riforme, che possono cambiare alcune disposizioni, ma che in nessun caso producono un risultato finale ottimale nell'interesse pubblico. Se l'autore di una riforma non è credibile, non lo è nemmeno la riforma,” conclude Dionis Cenusa.

Guarda la raccola speciale di Global Voices sulle turbolenze politiche in Moldavia [it]


Nota dell'editor: Global Voices ha contattato il Ministro della Giustizia Moldavo per commentare ma non ha ricevuto risposta al momento della pubblicazione.

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