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Aumenta la pressione sull'Egitto per liberare importanti difensori dei diritti umani

Karim Ennarah, principale difensore dei diritti umani in Egitto, compie 37 anni in carcere. Foto usata con l'autorizzazione di Free Karim Ennarah.

Mentre Karim Ennarah, capo dell'unitá di giustizia penale di uno dei principali gruppi per i diritti umani in Egitto, compiva 37 anni dietro le sbarre, le chiamate per la sua liberazione e quella dei suo colleghi si sono intensificate e hanno riscosso un forte impulso tra i simpatizzanti in tutto il mondo.

Ennarah è stato arrestato il 18 novembre, accusato di terrorismo. Hanno arrestato anche altri due alte cariche dell'Iniziativa Egiziana per i Diritti Personali (EIPR), uno dei gruppi per i diritti umani piú importanti d'Egitto e uno dei pochi che rimangono dopo anni di incessanti attacchi del Governo allo spazio pubblico. La sua detenzione suscitò la preoccupazione anche degli alleati dell'Egitto, compresi Stati Uniti, Francia e Regno Unito, ragion per cui si é svolta una riunione con 13 diplomatici occindentali, dove esaminarono la situazione del paese arabo.

Il 30 novembre scorso, Jesse Kelly, moglie di Ennarah, richiese pressione per fare in modo che le autorità egiziane lo lasciassero in libertà:

Io e Karim il giorno del suo compleanno quattro anni fa. Karim compie 37 anni oggi, ma invece di celebrarlo con me si trova in prigione. Per favore, visita https://freekarim.com per sapere cosa puoi fare per aiutare a liberarlo.

Un'altra petizione iniziata e promossa sui mezzi sociali riuscí ad avere l'appoggio in tutto il mondo per l'attivista detenuto mentre si trovava in vacanza nel mar Rosso.

Una persona buona è stata incarcerata erroneamente. Scopri di più su http://freekarim.com.

Emma Thompson si somma all'elenco stellare di volti famosi che augurano un buon compleanno a Karim.

Per favore, entra in http://freekarim.com e firma la petizione.

In una dichiarazione emessa in risposta alla protesta mondiale, il Ministero delle Relazioni Esteriori d'Egitto rifiutò quello che ha descritto come “un tentativo di influenzare falsamente le indagini che la procura svolge con i cittadini egiziani che sono accusati”. Un portavoce del Ministero delle Relazioni Esteriori egizio aggiunse alla dichiarazione che lo Stato Egiziano “rispetta i principi dello stato di diritto e l'uguaglianza”, e che la libertà di gestire la società civile è garantita sia dalla Costituzione, sia dalla legge.

Tuttavia, i difensori dei diritti umani impugnano l'affermazione dello Stato egiziano che difende la legge e rispetta i diritti umani. Ennarah, insieme al capo amministrativo di EIPR, Mohammed Basheer, detenuto il 15 novembre, non hanno avuto contatti con le rispettive famiglie dal momento della detenzione. Si sono potuti vedere per la prima volta martedí 1 dicembre, quando li condussero presso il tribunale per il terrorismo all'insituto di polizia, per una decisione di congelamento dei beni ordinata dalla procura contro l'EIPR il giorno precedente.

In un tweet pubblicato domenica 29 novembre, EIPR disse che i loro avvocati avevano richiesto che la Procura Suprema di Sicurezza dello Stato permettesse alle famiglie di Ennarah e Basheer di visitarli, dal momento che “non sono apparsi, nemmeno si sono visti nè si è saputo qualcosa di loro dal loro arrivo alle carceri rispettivamente di Tora y Liman Tora”, in relazione con i due centri di detenzione dove gli attivisti si trovano detenuti.

Il 19 novembre quando arrestarono Gasser Abdel-Razek, direttore esecutivo dell'EIPR, lo mantennero in isolamento in una cella fredda, gli negarono abiti caldi e gli rasarono i capelli. In una dichiarazione del 24 novembre, Amnesty International disse che temeva che il “veterano difensore dei diritti umani e padre di due figli sia detenuto deliberatamente in pessime condizioni per castigarlo per il suo lavoro a favore dei diritti umani”.

Il 28 novembre, il direttore ad interim di EIPR, Hossam Bahgat, disse che solo dopo la crescente pressione sulle autoritá migliorarono le condizioni della detenzione di Abdel-Razek.

Oggi hanno autorizzato la moglie e la madre del direttore di EIPR, Gasser Abdel-Razek, a fargli visita nella prigione di Liman Tora. Hanno confermato che gli hanno dato da mangiare, vestiti ed effetti sanitari, ma che continuava ad essere solo durante le 24 ore. Non sono previste ancora visite per Karim nè per Basheer. 

——

La richiesta ha avuto successo. Gasser non ha più fame nè freddo. Per favore, non fermatevi.

🙏

Negli ultimi anni, le autorità egiziane hanno accusato di terrorismo a decine di difensori dei diritti umani e hanno visto come molti languivano in prigione. Lo Stato egiziano nega che si trattengano ai prigionieri per motivi politici.

“È assolutamente aberrante vendicarsi contro i difensori dei diritti umani di una delle ultime ONG per i diritti umani che funzionano in Egitto, semplicemente per esercitare il suo diritto di libertà d'espressione ed analizzare la situazione dei diritti umani in Egitto”, dissero gli esperti in diritti umani delle Nazioni Unite in una dichiarazione emessa il 27 novembre, dopo la detenzione dell'EIPR.

EIPR e i suoi tre lavoratori detenuti sono stati in prima linea per la difesa dei diritti umani in Egitto durante 18 anni. Hanno difeso a migliaia di oppositori detenuti in celle egiziane stracolme dal 2013, quando con la destituzione dell'unico presidente liberamente eletto del paese iniziò una campagna senza precedenti contro l'opposizione.

“Queste detenzioni mettono in luce i gravissimi rischi che affrontano ogni giorni i difensori dei diritti umani in Egitto nello svolgimento del loro legittimo lavoro”, secondo la dichiarazione degli esperti delle Nazioni Unite.

A febbraio, un ricercatore per i diritti di genere dell'EIPR, Patrick Zaki, è stato arrestato mentre tornava in Italia dall'Egitto, dopo un viaggio di studi. Si trova in prigione preventiva per accuse relazionate con terrorismo e incitazione.

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