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Cittadini lanciano una campagna di disobbedienza civile nel secondo giorno del colpo di stato in Myanmar

I medici del pronto soccorso dell'Ospedale Generale di Yangon hanno organizzato, presso la struttura, una Campagna del Fiocco Rosso per mostrare la loro solidarietà al governo della Lega Nazionale per la Democrazia, estromesso poiché considerato parte di una campagna di disobbedienza civile contro il golpe militare. Foto e didascalia di Htet Wai (il sito web d’informazione The Irrawaddy è un partner di contenuti di Global Voices).

Proteste a lume di candela, rumori martellanti di contenitori metallici e di clacson, boicottaggio delle imprese di proprietà militare e dimissioni di alcuni membri del personale medico in prima linea: queste sono alcune delle azioni [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] intraprese dai cittadini del Myanmar al fine di richiedere il ripristino del governo civile dopo il colpo di stato militare del 1° febbraio.

L’esercito del Paese, noto localmente come Tatmadaw, si è impadronito del potere, ha dichiarato lo stato di emergenza della durata di un anno e ha arrestato i leader della Lega Nazionale per la Democrazia (NLD). Quest’ultima aveva vinto un secondo mandato alle elezioni del novembre 2020. Le forze armate hanno affermato che il colpo di stato fosse “inevitabile” [en ; my], citando preoccupazioni riguardanti presunte frodi elettorali che, a loro dire, avrebbero inficiato la credibilità del recente voto. I funzionari elettorali hanno contestato tali accuse.

Gli utenti in rete hanno protestato contro il colpo di stato sui social media. Molti, su Facebook, hanno adottato, come foto del profilo [my], un’immagine rossa, il colore del partito della Lega Nazionale per la Democrazia, o sticker raffiguranti il premio Nobel Aung San Suu Kyi [it], l’iconica leader della NLD.

Alle ore 18 del 2 febbraio, molti residenti nell’ex capitale Yangon hanno acceso [my] delle candele come simbolo di resistenza contro il golpe.

E, esattamente alle ore 20, i residenti di svariati quartieri nei pressi di Yangon hanno cominciato a percuotere rumorosamente oggetti metallici in segno di protesta, come mostrato nel video che segue.

A suon di “secchi di ferro”

Durante le proteste i cittadini hanno gridato in coro [my] “Sì alla caduta della dittatura militare” e “Viva ‘Mamma Suu’ (Aung San Suu Kyi)”.

Yangon si sta scatenando. Gli abitanti dei quartieri del centro di Yangon battono pentole e suonano i clacson in segno di rivolta contro il colpo di stato.

La protesta a suon di “secchi di ferro” è stata definita la “Campagna Than Pone Tee”. Un manifestante ha spiegato a Global Voices il significato del termine:

Than Pone means iron bucket. Than Pone Tee means Playing Iron Buckets. In our tradition, playing Iron Buckets means casting out evil spirits.

Than Pone significa secchio di ferro. Than Pone Tee vuol dire “a suon di secchi di ferro”. Secondo la nostra tradizione si percuotono dei secchi di ferro per scacciare gli spiriti maligni.

Nay Phone Latt, attivista ed ex membro del Parlamento, è stato ispirato [my] dalle proteste pacifiche:

ပြည်သူကတော့ အာဏာရူးစစ်အစိုးရကို သံပုံးတီးပြီး တောထုတ်နေပါပြီ။
သေနတ်ပြပြီးအနိုင်ကျင့်တဲ့ စစ်အာဏာရှင်ကို ရသလောက်အားနဲ့ တုံ့ပြန်ကြတဲ့ ပြည်သူတွေကိုကြည့်ပြီး ရင်နင့်ရပါတယ်။
စစ်အာဏာရှင်စနစ်ကျဆုံးပါစေ။
#Myanmarcoup
#SaveMyanmar
#CivilDisobedience

La popolazione sta percuotendo le pentole di metallo per cacciare il governo militare, avido di potere. È così straziante guardare queste persone servirsi di qualsiasi mezzo in loro possesso per opporsi al dittatore militare che, però, usa le armi da fuoco. Sì alla caduta della dittatura militare.

I medici prendono una posizione

Nel frattempo, le associazioni mediche e gli ospedali di tutto il Paese hanno rilasciato dichiarazioni [my] che invitano i medici a impegnarsi nella disobbedienza civile non presentandosi sul posto di lavoro a partire dal 3 febbraio.

Una pagina Facebook chiamata Civil Disobedience Movement [my] (Movimento Civile di Disobbedienza), istituita allo scopo di coordinare le azioni di boicottaggio dei medici, ha già raggiunto più di 150.000 follower. Anche i gruppi studenteschi stanno supportando [en ; my] l’iniziativa.

Alcuni ufficiali sanitari hanno consegnato la propria lettera di dimissioni [my]:

“Abbiamo un governo che noi stessi abbiamo eletto. Non possiamo permettere all’esercito di formarne un altro”, sono le parole di un medico e professore dell’Università di Medicina 2 di Yangon.

Inoltre, il movimento Justice for Myanmar (Giustizia per il Myanmar) ha chiesto ai cittadini di boicottare le aziende con affiliazioni militari, tra cui MyTel, il fornitore di servizi di telecomunicazioni di proprietà delle forze armate. Il boicottaggio sta prendendo piede [my] rapidamente.

Il Myanmar è stato governato da una giunta militare per diversi decenni, fino a quando una transizione democratica ha portato alla formazione di un governo civile nel 2010. Il Partito dell’Unione della Solidarietà e dello Sviluppo (USDP), sostenuto dalle forze armate, ha perso le elezioni generali del 2015 a favore della Lega Nazionale per la Democrazia, ma la Costituzione del 2008, redatta dall’esercito, garantisce che alcune posizioni al gabinetto e al Parlamento vengano assegnate a persone scelte dall’esercito stesso.

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