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La Corte Suprema indiana interviene dopo un verdetto sulla violenza sessuale che causa proteste pubbliche

Bombay High Court building in Mumbai, India. Image by A. Savin (Wikimedia Commons). Free Art License.

L'edificio dell'Alta Corte di Bombay a Mumbai, India. Immagine di A. Savin (Wikimedia Commons). Free Art License.

La sentenza da parte dell'Alta Corte di Bombay (India) del 27 gennaio 2021, che ha stabilito che il palpeggiamento di un minore in assenza di contatto pelle a pelle non può essere considerato aggressione sessuale, è stata rinviata [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] da un giudice della Corte Suprema, che l'ha definita allarmante.

Il giudice Pushpa Ganediwala della sezione di Nagpur dell'Alta Corte di Bombay a Mumbai ha modificato una sentenza emessa dalla Session Court, secondo la quale l'accusato, un uomo di 39 anni, è stato giudicato colpevole di aggressione sessuale e, il 19 gennaio 2021, condannato a tre anni secondo la sezione 8 del Protection Of Children Against Sexual Offences Act (POCSO) del 2012 (atto volto a proteggere i bambini contro le molestie sessuali). La sezione 8 dell'Atto POCSO stabilisce che “chiunque commette atti di violenza sessuale deve essere punito con reclusione di qualsiasi tipo secondo la designazione, per un termine non minore di tre anni, ma che può estendersi fino a cinque anni, e deve inoltre essere soggetto a una multa”.

Secondo i registri della corte, l'uomo accusato di aver portato la dodicenne a casa propria a dicembre 2016, quando avrebbe, secondo quando riportato, afferrato il suo seno e cercato di rimuovere i suoi vestiti, è stato condannato dalla Session Court. In sede di appello all'Alta Corte di Bombay, il giudice Ganediwala lo ha riconosciuto innocente, in quanto, non avendole rimosso i vestiti, l'accusato non ha avuto alcun contatto pelle a pelle con la vittima.

Il Free Press Journal ha citato il giudice scrivendo: “l'atto di premere sul seno di una bambina di 12 anni, in assenza di dettagli specifici in merito all'eventuale rimozione dell'indumento o introduzione della sua mano all'interno del capo per palpeggiare il suo seno, non rientrano nella definizione di ‘aggressione sessuale'”. La corte lo ha quindi giudicato colpevole solo secondo la sezione 354 del codice penale indiano (IPC) che considera il reato come l'intento di “oltraggiare” il pudore di una donna, ma non come un crimine più serio di aggressione sessuale; è stato quindi condannato a un anno di prigione.

Il verdetto ha sconvolto la nazione e scatenato a una protesta pubblica. La giornalista Dharmendra Jore ha evidenziato i recenti verdetti contraddittori del giudice donna Ganediwala:

[Assoluzioni del POCSO] Il collegio della Corte Suprema ritira la proposta di rendere permanente la posizione del giudice dell'Alta corte di Bombay. Il giudice Ganediwala ha pronunciato tre assoluzioni basandosi sull'Atto POCSO in tre casi diversi, tutti nel corso di una settimana.

Molti cittadini e attivisti hanno affermato che il verdetto del 19 gennaio ha dimostrato una mancanza di interesse verso i minori che subiscono qualsiasi tipo di abuso sessuale, incluso il palpeggiamento, sia in luoghi pubblici che all'interno della propria casa.

Mishi Chaudhary, una professionista legale, ha twittato:

Chi non ha affrontato tutto questo in India?

Carezze e palpeggiamenti casuali che scioccano, confondono e traumatizzano i bambini.

Ho affrontato queste situazioni molto spesso in India. Fiere del libro, matrimoni, mercati. Essere accompagnata dai miei genitori non faceva differenza per i pervertiti.

Se da un lato alcune donne, che hanno subito questi tipi di molestie da bambine si sono arrabbiate e sono rimaste deluse dalla decisione del giudice Ganediwala, altre hanno riflettuto su come, probabilmente, queste sentenze diano carta bianca ai criminali per continuare a commettere tali reati.

L'espatriata indiana Medha Nair, studentessa di musica, ha affermato:

Non sono stata palpeggiata alle medie a 13 anni solo perché poi qualcuno dica che le molestie con i vestiti addosso non sono aggressioni sessuali. India, fai di più.

Un'altra expat indiana, Naz Iraj, ha twittato:

Quindi un giudice in India ha escluso fosse aggressione sessuale perché palpeggiare “sopra” i vestiti non può essere considerato aggressione sessuale?

AVETE IDEA DI QUANTE DONNE SARANNO ADESSO SOGGETTE A QUALCOSA CHE È CHIARAMENTE AGGRESSIONE SESSUALE?

Anche Shobha De, una scrittrice e editorialista ben nota, ha avuto da ridire sul verdetto, ricevendo a sua volta risposte alle sue parole da psicologi, giornalisti e attivisti molto conosciuti.

Colui che palpeggia viene liberato. Il seno può essere liberamente strizzato con zero conseguenze. Fino a che il molestatore non penetra! Donne.. preparatevi per una pandemia di palpeggiamenti! Ricordatevi, contano solo i contatti pelle a pelle.
Grazie, giudice Pushpa Ganediwala.

Con il continuo delle proteste, il procuratore generale indiano si è preparato per presentare una petizione contro l'ordinanza e ha richiesto alla Corte Suprema di prendere un suo moto cognizance in merito. Il suo moto cognizance permette alle corti indiane di occuparsi di un caso autonomamente, senza il bisogno di presentare una petizione.

A seguito della richiesta, un banco composto da tre giudici della Corte Suprema indiana si è diretto dal Presidente della Corte Sharad Arvind Bobde e ha sospeso l'ordinanza sulla base della natura del verdetto. Il procuratore generale ha considerato la sentenza originale come un precedente pericoloso, che i colpevoli di molestie sessuali potrebbero usare come strategia di difesa dopo aver preso di mira i minori.

L'Atto POCSO del 2012 è stato ideato per proteggere i minori dai predatori sessuali. Dallo stato d'animo della popolazione è possibile percepire la preoccupazione delle persone: se dovesse diventare necessario un contatto pelle a pelle, la sezione 8 diventerebbe inefficace.

Lo studente di giurisprudenza Yash Kapasiya ha twittato:

Questa sentenza dell'Alta corte di Bombay darà a molti pervertiti la possibilità di poter combattere in tribunale per avere una pena minore per molestia (Sezione 354 del IPC) invece che per aggressione sessuale (Sezione 8 del POCSO). Capisco l'argomentazione. Ma non ne capisco il bisogno.

Il collettivo femminista WhereAreTheWomen? ha twittato:

Il giudice Pushpa Ganediwala si è sbagliato completamente. La sezione 8 dell'Atto POCSO dice: tutti gli atti fisici come perseguitare, mostrare porno/contenuti sessuali, toccare le parti intime di un bambino ecc. portano alla reclusione di non meno di 3-5 anni e a un'eventuale multa.

L'aumento di molestie sessuali sui minori in questa nazione ha fornito al pubblico più cause di preoccupazione. I dati rilasciati dal National Crime Records Bureau (NCRB) nel 2018 hanno mostrato che, in India, 109 bambini affrontano molestie sessuali ogni giorno, 22% in più che nel 2017. Tuttavia, questo aumento indica anche che sono stati riportati più casi, un cambiamento che può quindi essere considerato positivo.

Se da un lato la sospensione del verdetto da parte della Corte Suprema può essere considerata una mossa favorevole, lo sfruttamento sessuale minorile rimane un tema sensibile e il ruolo della magistratura nel dare l'esempio facendo giustizia rimarrà cruciale per proteggere i più vulnerabili.

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