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Proteste studentesche nelle università filippine per la mancata risposta statale al disastro del tifone

Studenti, ricercatori e lavoratori universitari si sono riuniti lo scorso 16 Novembre 2020 per dichiarare lo sciopero all'Università delle Filippine. Foto di All-UP Academic Employees Union, utilizzata previo consenso.

Sulla scia dei diversi tifoni che hanno colpito le Filippine a novembre, le proteste studentesche sono emerse in alcune delle Università più rinomate del paese per condannare la cosiddetta “negligenza criminale” con cui il governo ha risposto al disastro. [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] Il Presidente Duterte è stato criticato per la sua assenza in pubblico quando i tifoni causavano devastazioni di massa in più regioni dell'isola di Luzon.

Gli scioperi studenteschi e le richieste di interruzione didattica hanno lo scopo di aiutare gli studenti colpiti dai tifoni a riprendersi, attraverso lezioni da remoto, operazioni di soccorso e azioni di protesta.

L'ondata di scioperi nelle Filippine è iniziata dall'Ateneo dell'Università di Manila, un'istituzione di elite gesuita, dove 150 studenti hanno chiesto ai loro colleghi di non adempiere ai loro requisiti accademici finché “il governo non avesse ascoltato le richieste del popolo e avesse garantito aiuti adeguati in caso di calamità e in risposta alla pandemia.”

Questo numero iniziale si è moltiplicato fin dal giorno seguente la diffusione online della petizione, arrivando a centinaia di firmatari il 14 novembre.

ADDENDUM: dal momento della stampa, il comunicato e la lista dei firmatari saranno accessibili unicamente con un account OBF.
L'intero comunicato incluso nella petizione è disponibile qui: pic.twitter.com/CLceyBpUqp

Nella settimana seguente, studenti e colleghi di altre università hanno espresso la loro volontà di interrompere i corsi assieme agli studenti dell'Università De La Salle, altra esclusiva scuola cattolica, chiedendo al governo di “prendere una posizione adesso o di farsi indietro”.

Anche i docenti dell'Università delle Filippine (UP), l'Università statale più importante del paese, sotto l'ala del Congresso di Insegnanti e Educatori per il Nazionalismo e la Democrazia, hanno partecipato allo sciopero:

We halt our classes and academic work to amplify our call for justice and for the ouster of Duterte.

Abbiamo interrotto i nostri corsi e il lavoro accademico per amplificare la nostra chiamata alla giustizia e alla rimozione di Duterte.

Il Centro per gli Studi Internazionali della UP ha a sua volta interrotto i corsi per mostrare solidarietà agli studenti che partecipano allo sciopero:

La mia unità accademica è ora ufficialmente parte dello Sciopero! Ecco la nostra posizione.

Una dichiarazione della facoltà della UP che chiedeva di portare a termine il semestre, ha sostenuto come il brusco passaggio all'apprendimento online, causato della pandemia della COVID-19, era stato gravato fin dall'inizio da problematiche. La dichiarazione sottolinea come sia mancato il supporto da parte dello stato agli studenti non in possesso degli strumenti adeguati o di connessione internet stabile, mentre l'ansia e le difficoltà economiche hanno avuto un impatto significativo sulla salute mentale degli studenti. Continua affermando che questi problemi sono stati ulteriormente peggiorati delle devastazioni causate dai recenti tifoni e dalle inondazioni che hanno colpito diverse province, compresa una parte della regione dove si trova la densamente abitata capitale.

Studenti aderenti allo sciopero al di fuori dell'Ateneo dell'Università di Manila, Quezon City, mettono in scena l'immagine satirica di un Duterte dormiente per enfatizzare la sua inettitudine nel fronteggiare la pandemia della COVID-19 e i devastanti tifoni. Foto del Congresso di Insegnanti e Educatori per il Nazionalismo e la Democrazia, utilizzata previo consenso.

Il governo di Duterte ha risposto negando che le problematiche legate alla COVID-19 e ai recenti tifoni abbiano avuto un impatto sul sistema educativo, definendo i manifestanti “nemici dello Stato”. Reagendo allo sciopero in uno dei suoi dibattiti televisivi notturni, Duterte ha minacciato di negare i fondi all'Università delle Filippine definita come un “terreno di addestramento” per ribelli comunisti armati.
Organizzazioni anti-comuniste composte da genitori organizzati e coordinati dal governo di Duterte si sono scagliate contro la UP, l'Ateneo e altre tra le maggiori Università della capitale, sedi degli scioperi studenteschi.

Ciò si è inserito nella scia delle accuse portate sistematicamente avanti dal governo di Duterte. La campagna, volta ad etichettare o collegare le organizzazioni delle società civili al movimento clandestino armato guidato dai comunisti, avrebbe come fine la repressione dei difensori dei diritti [it].

Il dissenso, tuttavia, non è stato intimidito dalle campagne del governo di Duterte. Migliaia di manifestanti si sono riuniti alla University Avenue nel Campus della UP a Diliman il 30 Novembre in occasione del 157° anniversario della nascita di Andrés Bonifacio [it], leader filippino della rivoluzione anti-coloniale contro la Spagna del 1896.

BREAKING NEWS: Gruppi di giovani progressisti marciano sulla University Avenue per condannare la recente ondata di attività infamatorie in occasione del 157° anniversario della nascita di Andrés Bonifacio.

Tradizionalmente focolaio di proteste, il campus della UP a Diliman, Quezon City, è stato il centro delle operazioni di soccorso e delle attività di protesta per tutto il mese di Novembre.

L'edificio Quezon Hall nella UP di Diliman è stato il centro delle operazioni di soccorso e delle attività di protesta per il mese di Novembre 2020. Foto della All-UP, Unione degli Impiegati Accademici, utilizzata previo consenso.

Il 23 novembre gli studenti dell'Ateneo hanno affisso un manifesto con il dettaglio delle loro richieste. Sono riusciti ad assicurarsi l'impegno dell'amministrazione universitaria per riaffermare il loro diritto allo sciopero e per evitare sanzioni sugli studenti scioperanti. La manifestazione è stata appoggiata da oltre 800 alumni dell'Ateneo.

Questa è una VITTORIA per questi studenti coraggiosi che hanno messo se stessi in pericolo manifestando contro la negligenza criminale per la pandemia e i disastri naturali!

Edgar Jopson, leader degli studenti dell'Ateneo poi divenuto militante organizzatore dello sciopero dei lavoratori, sarebbe orgoglioso di voi oggi.

Lo sciopero studentesco ha ottenuto il supporto di oltre 80 insegnanti, studiosi e studenti a livello internazionale da più di 16 paesi inclusi Australia, Bangladesh, Canada, Inghilterra, Francia, Germania,  India, Irlanda, Italia, Kenya, Irlanda del Nord, Scozia, Singapore, Taiwan, Turchia, e Stati Uniti. La loro dichiarazione di solidarietà agli scioperi in corso nelle Filippine ha raccolto elogi e si è schierata al stesso tempo contro le minacce e lo stato di repressione del governo:

Contrary to conservative naysayers, strikes are in-themselves education processes happening outside the formal classroom setting where participants are taking direct action through relief work, immersion in impoverished communities, and collective action in solidarity with other sectors against social injustice. This counteracts the dog-eats-dog neoliberal orthodoxies of rugged individualism and resiliency narratives.

Contrariamente a quanto affermano gli oppositori conservatori, gli scioperi sono dei processi educativi che avvengono al di fuori del contesto formale della classe dove i partecipanti agiscono direttamente attraverso il lavoro di soccorso, immersione in comunità impoverite e l'azione collettiva, in solidarietà con altri settori, contro l'ingiustizia sociale. Questo contrasta il circolo vizioso ortodosso e neoliberale di un robusto individualismo e di una narrativa di resilienza.

Le Filippine hanno una lunga storia di attivismo studentesco, accresciutasi negli anni bui della dittatura di Ferdinand Marcos. Il prossimo anno cadrà il 50° anniversario del Comune di Diliman, evento storico durante il quale gli studenti indissero uno sciopero per supportare gli autisti di jeepney. In risposta alle incursioni militari nel campus, barricarono la UP a Diliman e la dichiararono zona libera dal 1° al 9 febbraio 1971.

A due settimane dalla fine del semestre accademico, gli studenti scioperanti dell'Ateneo e della UP sperano che il loro esempio possa inspirare ed aumentare il numero degli scioperi e delle proteste nelle diverse università e college dell'intero paese.

Comunicazione informativa: L'autore dell'articolo insegna all'Università delle Filippine a Diliman e ha espresso solidarietà per le lotte degli studenti aderenti allo sciopero.

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