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Un sacerdote vince l'antipremio online come “maschilista dell'anno” in Russia

Dmitry Smirnov arciprete ortodosso russo. Screenshot del video di YouTube di Na Mayak del 2018 “Come trattare gli omosessuali? Dmitry Smirnov”.

“Le donne hanno delle menti deboli. Sicuramente è possibile trovare qualche Marie Curie qui e là, ma sono una rarità” ha affermato [ru, come tutti i link seguenti] Dmitry Smiernov, arciprete della Chiesa Ortodossa Russa, in diretta a Radio Radonezh a Luglio del 2019. Il sacerdote ha però pagato care queste parole, vincendo una votazione online organizzata da femministe russe, che lo ha riconosciuto come il “Maschilista dell'Anno” 2019.

Il premio “Il Maschilista dell'Anno” è, probabilmente, l'”antipremio” più importante di RuNet. È stato creato da Natalia Bitten e dalle attiviste del movimento “Per il Femminismo”, che aspira a far conoscere la crescita dei discorsi misogini nella vita pubblica russa e “l'ondata di maschilismo nei mezzi di comunicazione e nella pubblicità”. La votazione avviene nella pagina del concorso ogni anno, tra il 23 Febbraio e l'8 Marzo, Giorno Internazionale della Donna. L'elenco finale dei concorrenti è compilato dal “Per il Femminismo” e “FemUnity”, un altro gruppo di attiviste. Il loro concorso ha ottenuto un po’ di pubblicità negli ultimi anni, e ha molti followers su Facebook e sul popolare social network russo VKontakte.

Bitten e le sue college devono scegliere i concorrenti più degni. Questo premio è stato vinto da diversi russi di alto profilo: nel 2015 il giornalista Yegor Kholmogorov è stato eletto maschilista dell'anno per i suoi commenti a sostegno di chi picchia le donne che si permettono di pronunciare la parola “maschilismo”.

Quest'anno sono stati espressi 5995 voti per il “maschilista dell'anno”, dei quali il 48% sono stati a favore di Smirnov. In seconda posizione con il 39% c'era Sergey Vostretsov, deputato della Duma Comunale, nominato per il suo suggerimento di punire le casalinghe, accusate di “parassitismo”. Al terzo e ultimo posto con il 12% è arrivato Dmitry Rogozin, capo del Roscosmos, agenzia spaziale russa. Rogozin crede che le astronavi “dovrebbro avere nomi maschili e non femminili”.

Si risponde anche agli scettici: se c'è qualche dubbio sulla natura profondamente maschilista di queste dichiarazioni, per ognuna di esse si offre una dettagliata spiegazione.

Quel che rende speciale questa iniziativa è che non si focalizza solamente nelle dichiarazioni scandalose delle solite persone. In una dichiarazione a Global Voices, Bitten sottolinea che il premio è molto più che un attacco nei confronti di certe figure pubbliche, ma è rivolto al maschilismo che pervade la vita pubblica russa nel suo insieme. Bisogna riconoscere che i tre candidati del 2019 sono vicini al partito in carica o comunque membri della stessa elite politica. Nonostante le parole di Smirnov siano state particolarmente atroci, non dovrebbe sorprendere il fatto di sentirle proferire da un prete. In fin dei conti, la Chiesa ortodossa russa è la prima a dare un impulso culturale conservatore allo Stato.

Non tutti i candidati degli scorsi anni sono diventati particolarmente famosi: come riporta il sito web del premio:

Среди тревожных тенденций последнего десятилетия мы констатируем усиление языка вражды в отношении женщин в политике, культуре, СМИ и рекламе. Ситуация усугубляется из-за роста коммерческой составляющей в традиционных медиа и электронных СМИ, куда можно отнести социальные сети и мессенджеры. В общественном дискурсе женщины представлены в качестве предмета потребления при продвижении товаров и услуг. В соответствии с патриархатными нормами, женщины воспринимаются как товар, а товары позиционируются так, как если бы они были женщинами. В российских медиа ширится агрессивная антиженская пропаганда, базирующаяся на фундаменталистских религиозных взглядах и т.н. «традициях». На наш взгляд, цель этой пропаганды — вытеснение женщин из экономической жизни и сегрегация в сфере домашнего неоплачиваемого труда и принудительного деторождения.

Tra tutte le tendenze più allarmanti dell'ultima decade, si nota un'intensificazione di un linguaggio d'odio nella politica, nella cultura, nei media e nella pubblicità contro le donne. La situazione peggiora sempre di più a causa della crescente commercializzazione dei media tradizionali e online, che influenza a sua volta i social network e i sistemi di messaggistica. Nel discorso pubblico le donne sono presentate come una merce che serve a vendere beni e servizi. In linea con le norme patriarcali, le donne sono trattate come merci da vendere, e le stesse merci sono vendute come fossero donne. Nei media russi sta crescendo un'aggressiva propaganda anti-femminsta, basata sui concetti religiosi integralisti e sulle tradizioni. Dal nostro punto di vista, l'obiettivo della propaganda è togliere le donne dalla sfera economica e segregarle in quella del lavoro domestico non retribuito e della maternità forzata.

Secondo Bitten, questa è la ragione per la quale adesso esistono cinque categorie di antipremio, a dispetto delle tre degli inizi. Queste includono “premi” per i mezzi di comunicazione, la pubblicità e le politiche (o proposte politiche) più maschiliste. È curioso che esista anche un premio per “le donne contro le donne” o figure pubbliche femminili che sostengono o esprimono dei pareri misogini. Quest'anno, quest'ultimo premio è andato a Nailya Zhiganshina, presidente dell'Unione delle Donne Musulmane della Russia e del Tatarstan, la quale ha affermato come non si possa far nulla se una ragazza sposa un uomo contro la sua volontà, dal momento che “i genitori hanno pieno potere sui propri figli”.

Un periodo fortunato?

Agli inizi del 2020, Smirnov si è trovato al centro di un'ulteriore polemica. Il 15 febbraio, il sacerdote, leader della Commisione Patriarcale degli Affari Familiari, ha fatto altri commenti durante una riunione con i membri del gruppo sociale cristiano OrthodoxBRO:

У нас женщины сами не понимают, что такое брак. Неохота сказать, что «я бесплатная проститутка», поэтому говорят: у меня гражданский брак. Здрасьте! Да нет, ты просто бесплатно оказываешь услуги — и все, а так тебя никто за жену не считает

Qui le donne non capiscono cosa sia il matrimonio. Non si dice “Sono una prostituta non retribuita” ma “Il mio è un matrimonio civile”. Pronto! No, stai solo fornendo dei servizi gratuiti – questo è quanto, nessuno ti considera una moglie.

L'attacco di Smirnov ha fatto infuriare molte donne importanti della società russa. Tra loro, attiviste femministe, ma anche figure filogovernative che hanno appoggiato pubblicamente cause culturali conservatrici, come l'editrice a capo della rete di notizie RT, Margarita Simonyan. In un post su Facebook del 16 febbraio, Zakharova ha chiesto alla Chiesa di proporre un nome adatto ad etichettare gli uomini sposati civilmente. Ekaterina Lakhova, presidente dell'Unione delle Donne in Russia, ha qualificato le parole di Smirnov come “brutte e inadeguate” nonostante abbia sottolineato il suo sostegno alla famiglia tradizionale.

Molti utenti hanno fatto un parallelismo con la furia nata da una legge del 2013 in merito “alla tutela dei sentimenti religiosi dei credenti” e si sono chiesti perché i preti non sono altrettanto rispettosi dei sentimenti delle donne. Quest'utente Twitter, il cui nome può tradursi come “Donna che ne ha avuto abbastanza”, sintetizza il pensiero di molte donne russe circa le parole di Smirnov:

Mi sono alzata questa mattina scoprendo di essere una prostituta. Sì, sì! È  ciò che Don Smirnov ha dichiarato! Significa che esiste una legge atta a non offendere i sentimenti dei credenti, ma c'è bisogno di offere cittadini onesti? Io ho un'idea: noi, le donne russe, dovremmo scrivere una dichiarazione di massa contro Smirnov perché ha offeso [i nostri sentimenti].

Smirnov ha dichiarato di aver ricevuto delle minacce online per le sue parole che, comunque, non sono state rimangiate. In quest’intervista con RadioRaltkom del 19 Febbraio, Smirnov si è lamentato per la scorretta copertura mediatica:

Вот пишут, заголовок – «Смирнов оскорбил половину русских женщин». Женщина, когда читает, уже готова к тому, что ее оскорбили. Я никакую женщину никогда не оскорблял и вообще считаю это ниже своего собственного достоинства. У меня совершенно другие задачи, а здесь вообще слова выдернули из контекста. Вообще, вся беседа была посвящена мужчинам, которые недостойны такого звания

Qui scrivono, tra virgolette: “Smirnov ha offeso metà delle donne russe”. Quando una donna lo legge, parte dal presupposto di essere stata offesa. Io non ho mai offeso nessuna donna, non lo considero degno di me. I miei obiettivi sono completamente diversi e qui le mie parole sono state completamente scontestualizzate. Si parlava infatti degli uomini -uomini che non sono degni di questo nome.

Intanto la Chiesa ortodossa russa ha preso le distanze dalle parole di Smirnov. Il 17 Febbraio, Ilarion Alfeev di Volokolamsk, presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, si è scusato per le “dichiarazioni aberranti” di Smirnov seppur creda che siano state dette in buona fede. Allo stesso modo, Vladimir Loyda, portavoce della Chiesa, nel suo canale Telegram, ha osservato come, nonostante non sia strano che un sacerdote sostenga i matrimoni tradizionali, le parole di Smirnov siano state quelle di un solo sacerdote:

От себя еще могу добавить, что троллинг, в форме которого отец Димитрий периодически пытается донести некоторые свои мысли, приносит обратный результат, к сожалению. Кроме того, это не “в РПЦ считают”, но мнение одно лишь священника. Даже не мнение, а троллинг. Неудачный…

— Vladimir Legoyda, Telegram, 15 February 2020

Personalmente, posso aggiungere che le provocazioni con le quali il padre Dmitry cerca spesso di esprimere i suoi pensieri, sfortunatamente hanno il risultato contrario a quel che ci si aspetta. Inoltre, non si tratta di ciò che “la Chiesa ortodossa russa crede” ma dell'opinione di un solo sacerdote. E tra l'altro non è neanche un'opinione, ma una provocazione. Senza successo…

Sembra che quest'anno sia proprio un periodo fortunato per Smirnov. Il 4 Marzo, ancora un volta, il sacerdote ha provocato grande agitazione dopo essersi domandato a voce alta se fosse nesessaria l'istruzione per le bambine.

Corsa al premio

In una decina di anni che è in funzione, il premio “Maschilista dell'Anno” ha un livello di gloria o vergogna che dipende dal punto di vista. Ma cosa ne fanno i vincitori del premio e come ne vengono a conoscenza?

Bitten ha raccontato a Global Voices di aver invitato personalmente Alexander Ilyashenko, Maschilista dell'Anno nel 2018, ad una cerimonia per la consegna dei premi per ricevere il suo antipremio. Dice che Ilyashenko, un altro prete nominato per aver sostenuto il matrimonio delle bambine e il fatto che abbiano a 17 anni, ha promesso di pensarci ma alla fine non si è presentato.

Поскольку феминисткие паблики в социальных сетях читают многие наши оппоненты, наши номинанты довольно быстро узнают о голосовании. Часто они сами “пиарят” премию в своих аккаунтах. Были случаи, когда о премии СМИ писали в негативном ключе. Но чаще СМИ рассказывают о голосовании и номинантах, распространялся информацию о премии. Сначала мы рассылали приглашения победителям с предложением принять участие в церемонии оглашения результатов голосования. Но ни один из них на мероприятие не пришёл. В прошлом году я лично пригласила на церемонию победителя протиерея Александра Ильяшенко, он обещал подумать, и тоже не пришёл.

Essendo che molti nostri oppositori leggono i messaggi femministi sui social network, i nostri candidati vengono a scoprire del voto con grande velocità. Spesso “annunciano” il premio nei loro profili. Ci sono stati casi in cui i media scrivono in tono negativo sul premio. Ma normalmente i media danno le informazioni circa i voti, i candidati e il premio. Inizialmente, distribuivamo degli inviti ai vincitori per partecipare alla cerimonia in cui sono annunciati i risultati delle votazioni. Ma nessuno è mai venuto.

Tuttavia, purtroppo è molto probabile supporre che possa esserci una grande quantità di concorrenti del Maschilista dell'Anno negli anni a venire.

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