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Tribunale saudita riduce la pena di un importante medico detenuto dal 2017

Foto dell'importante presentatore TV e dottore Walid Fitaihi dal suo profilo Facebook.

Dopo tre anni di carcere, divieti di viaggio e torture, il caso dell'importante dottore e presentatore TV americano-saudita Walid Fitaihi ha recentemente raggiunto una sorta di lieto fine, in quello che viene percepito come il risultato di un cambiamento dei venti a Washington che ha portato Riyadh a perdere un forte alleato alla Casa Bianca. 

A gennaio, una corte d'appello saudita ha quasi dimezzato [en, come per i link seguenti salvo diversa indicazione] una condanna iniziale di sei anni che il medico laureato ad Harvard aveva ricevuto a dicembre sulla base di diverse accuse, tra cui violazione di fedeltà al sovrano mediante simpatizzazione di un'organizzazione terrorista”, “offesa ad altri paesi e ai loro leader” e “ottenimento di una cittadinanza estera (statunitense) senza previa autorizzazione delle autorità saudite”.

La corte ha inoltre sospeso la pena residua, riporta Reuters, il che significa che non sconterà ulteriormente la pena detentiva. Anche il divieto di viaggio di sei anni ordinato nei confronti del Dottor Fitaihi a dicembre è stato ridotto a 38 mesi. 

Il famoso oratore motivazionale è stato arrestato in seguito ai commenti espressi su Twitter contro altri stati arabi e i loro leader.

Fitaihi è stato arrestato nel novembre 2017  a seguito di un'ondata di arresti contro la corruzione ordinato dal principe saudita Mohamed bin Salman, che includeva membri della famiglia regnante e uomini d'affari e ha suscitato critiche in tutto il mondo. Il dottore è stato detenuto per 21 mesi senza processo né accuse ed è stato torturato. Nel frattempo, a sette membri della sua famiglia è stato proibito di viaggiare.

La svolta nel suo caso è arrivata insieme a quella di altri due cittadini statunitensi i cui casi sono stati risolti in modo rapido e improvviso.

Giovedì, il Dipartimento di Stato ha comunicato che il regno ha rilasciato in libertà condizionale due cittadini americano-sauditi detenuti a causa di un inasprimento della società civile e ha ridotto la pena di un terzo, il Dottor Walid Fitaihi, condannato per “disobbedienza” nei confronti del governo.

Alcuni giorni dopo la riduzione della condanna da parte della corte d'appello, il centro medico del Dottor Walid Fitaihi in Arabia Saudita ha ricevuto un premio prestigioso, che ha scatenato scherno e reazioni confuse sui social media.

Ma’n Asharif, un saudita con più di 6,400 followers, ha scritto [ar]: 

- novembre 2017: viene arrestato e torturato per quasi 21 mesi

- agosto 2019: viene temporaneamente rilasciato mentre continua il processo

- 9 dicembre 2020: viene condannato a 6 anni di prigione

- 18 gennaio 2021: viene cancellata la sentenza e riceve un premio

Più a lungo vivrai, più meraviglie vedrai.

Un altro saudita, Omar Ben Abd Al Aziz ha risposto ironicamente [ar]:

Io ho paura di dormire e poi svegliarmi. Poi c'è il Dottor Fitaihi, che è diventato Ministro della salute… oh Governo, vacci piano, per favore! 

Negli ultimi mesi, in particolare nel periodo che ha preceduto e seguito l'elezione di Joe Biden come presidente degli Stati Uniti, diversi casi di detenuti sauditi che hanno suscitato una grande simpatia a livello mondiale, ma sono stati ignorati dall'amministrazione Trump, hanno avuto degli sviluppi positivi.

L'attivista per i diritti delle donne Loujain Al Hathloul dovrebbe essere rilasciata a marzo, dopo che un tribunale a dicembre l'aveva condannata a quasi sei anni di carcere, con una riduzione della pena massima di 20 anni richiesta dal pubblico ministero. Hathloul ha già scontato la maggior parte della sua pena in detenzione predibattimentale.

Più recentemente, tre membri della comunità sciita detenuti da minorenni e inizialmente condannati alla pena di morte hanno ricevuto una commutazione della pena il 7 febbraio.

Molti altri detenuti, arrestati per aver espresso opinioni in contrasto con la dirigenza saudita, rimangono dietro le sbarre, tra questi l'illustre sacerdote Salman al-Odah, Abd Al Aziz At Tarifi, Awad al Qarni e Omar Al Muqbil.

La serie di sviluppi positivi è stata collegata alla nuova amministrazione statunitense, che ha promesso di riconsiderare i suoi legami con i regimi autocratici della regione, avendo già interrotto il sostegno e la vendita di armi al ricco regno petrolifero per la sua sanguinosa guerra nello Yemen che ha provocato una crisi umanitaria.

Diversi osservatori hanno ritenuto che le rapide conclusioni legali di questi casi di rilievo per Washington servano per evitare che siano utilizzati come “strumenti di negoziazione” mentre i legami tra i due alleati storici sembrano indebolirsi.

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