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Cittadinanza per investimento ai Caraibi: opportunità economica o campo minato?

Aereo che vola sopra i Caraibi. Foto di Vilseskogen su Flickr, CC BY-NC 2.0.

I programmi di cittadinanza per investimento, ideati per rilanciare le economie turistiche in difficoltà, si stanno rivelando problematici per alcuni stati caraibici.

La pandemia della COVID-19 [it] ha inflitto un duro colpo alle economie caraibiche vulnerabili e dipendenti dal turismo. Secondo alcune previsioni [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], dovrà trascorrere molto tempo prima che la regione si riprenda dalla mancanza di visitatori. Nonostante i rinnovati sforzi per attrarre i turisti per l'imminente stagione invernale, i numeri dei nuovi casi di COVID e delle morti in alcune isole continuano ad aumentare e c'è grande incertezza nel settore aziendale.

Si parla, quindi, del cosiddetto “passaporto d'oro”, conosciuto come Cittadinanza per investimento (CBI, Citizenship by Investment), che offre ai visitatori ricchi provenienti da 149 stati la possibilità di viaggiare più liberamente. In un momento in cui le restrizioni dovute ai visti e al COVID-19 stanno diventando più gravose, una seconda cittadinanza sembra un'opzione consigliabile; un'assicurazione in tempi di incertezza. Secondo una società broker di cittadinanza, il mercato è in espansione: le richieste per il secondo passaporto sono aumentate del 42% dall'anno scorso.

Come membri piccoli ma consolidati dell’industria del CBI, del valore annuale di 25 miliardi di dollari, cinque stati caraibici — Antigua e Barbuda, Dominica, Grenada, Santa Lucia, e Saint Kitts e Nevis — sperano di trarre beneficio dal picco. Offrono tutti regimi CBI esenti da imposte per investimenti in proprietà o una donazione in contanti, con requisiti minimi o nulli di dover vivere nello stato.

A mali estremi, coraggiosi rimedi!

Si tratta di una strategia innovativa per restare a galla e magari favorire una ripresa economica. Per un individuo, un secondo passaporto può costare tra 100.000 e 150.000 dollari, mentre i pacchetti famiglia vanno da 250.000 a 300.000 dollari. Le domande vengono elaborate in soli tre mesi.

La nazione composta da due isole gemelle, Saint Kitts e Nevis, in realtà, è stata il primo stato al mondo ad adottare lo schema CBI. Il suo programma ora offre uno sconto COVID-19 per famiglie di quattro persone, fino al 31 dicembre 2020. Secondo Forbes magazine, insieme a Grenada, lo schema CBI di Saint Kitts e Nevis è tra i migliori cinque programmi a livello globale.

Le disposizioni di Grenada sembrano più bilanciate. Anche se fratelli, genitori e nonni possono essere inclusi nelle domande CBI dell'isola, i cittadini grenadini possono, inoltre, avviare imprese negli Stati Uniti attraverso il visto di lavoro E-2. Questo è possibile grazie a un trattato in materia di investimenti firmato dall'allora presidente statunitense Ronald Reagan nel 1983, anno dell’invasione di Grenada.

L'America non è l'unico bersaglio

Mentre i ricchi “scappano” dalla COVID-19 e, nel caso di alcuni americani, dall'incertezza politica della propria nazione, la cittadinanza non è l'unico beneficio offerto. Il diritto di soggiorno per smart working, come il visto “Welcome Stamp” delle Barbados, che secondo quanto riportato ha raccolto 1 milione di dollari in solo due mesi, si è dimostrato proficuo.

I programmi CBI, a quanto si dice, stanno attraendo anche l'interesse degli africani ricchi. Grenada, per esempio, è attraente per i nigeriani che sono stati penalizzati dalle incertezze del mercato dovute al Coronavirus, da un calo dei prezzi del petrolio e dalle svalutazioni della moneta.

Un aiuto o una rovina?

Dominica, con una popolazione di appena 71.000 abitanti, ha istituito il proprio programma CBI nel 1993. Dopo essere stata quasi completamente distrutta dall’uragano Maria [it] nel 2017, l'isola ha riposto le proprie speranze per ristabilire le infrastrutture e i servizi essenziali nei fondi provenienti dallo schema CBI. Da quel momento, il suo governo ha realizzato una rete di cliniche e un nuovo ospedale

Tra le altre opzioni di investimento, l’unità di cittadinanza per investimento della limitrofa Antigua e Barbuda accetta donazioni a un fondo destinato al quarto campus della University of the West Indies, aperto recentemente a Antigua. Molte isole offrono scelte simili: Saint Kitts e Nevis gradisce donazioni a una fondazione governativa istituita per sostenere i lavoratori dell'industria dello zucchero che sono stati sostituiti.

A Grenada, dove il programma è stato lanciato nel 2013 insieme al Fondo Nazionale di Trasformazione, i richiedenti CBI possono investire in qualsiasi nuovo progetto approvato del settore turistico, inclusi i tre complessi edilizi apparentemente affrettati e motivo di controversie, che hanno destato notevoli preoccupazioni riguardo l'impatto ambientale e la noncuranza per le procedure corrette. Adesso che è stata lanciata una petizione per protestare contro tali progetti, i cittadini caraibici stanno iniziando a rendersi conto che i programmi CBI non sono sempre ciò che è meglio per loro.

Ci sta investendo?

Un grafico sul sito CBI di Antigua e Barbuda mostra che approssimativamente un terzo delle richieste di cittadinanza ricevute sotto il suo programma, dall'istituzione al 31 dicembre 2019, provengono dalla Cina; mentre un numero considerevole da Libano, Siria, Russia, Libia e Bangladesh.

Saint Kitts e Nevis, ad esempio, non accetta clienti da Iran e Afganistan, ma i broker affermano che c'è una grande richiesta di programmi CBI in Medio Oriente e Asia. Un'impresa del Medio Oriente che si occupa di immigrazione si è espressa in merito al drastico aumento di interessi dall'inizio della pandemia:

COVID-19 has triggered a sense of urgency, especially amongst those with restrictive nationalities who live in unstable countries […] Millions have lost their jobs or simply cannot sustain themselves in their countries of residence following steep salary reductions and indefinite unpaid leave. People are actively, more than we’ve ever seen, looking into options. Fast Citizenship [programmes] of the Caribbean Community have been popular in the Middle East. St Kitts and Nevis, Commonwealth of Dominica, Grenada, St Lucia and Antigua and Barbuda have been the stars of the citizenship by investment industry for a long time.

La COVID-19 ha innescato un senso di urgenza, specialmente tra coloro con nazionalità restrittive che vivono in stati instabili […] Milioni di persone hanno perso il lavoro o semplicemente non riescono a mantenersi nel proprio stato di residenza a seguito di riduzioni salariali rapide e congedi non retribuiti indefiniti. Le persone stanno attivamente, come mai prima, cercando altre opzioni. I programmi Fast Citizenship (cittadinanza accelerata) della comunità caraibica sono risultati popolari nel Medio Oriente. Saint Kitts e Nevis, Commonwealth della Dominica, Grenada, Santa Lucia e Antigua e Barbuda sono stati protagonisti dell'industria della cittadinanza per investimento per molto tempo.

Il lato negativo dell'iniziativa

Prima dell'insorgenza della COVID-19 a novembre 2019, Al Jazeera ha trasmesso un servizio investigativo di quattro parti sugli schemi dei secondi passaporti. Era intitolato “Diplomatici in vendita” e si focalizzava in particolare sui richiedenti CBI di Dominica, Grenada e Santa Lucia. È risultato profondamente imbarazzante per alcuni politici, dato che il servizio esponeva “come vengono comprati e venduti i passaporti diplomatici sul mercato aperto, e come gli stranieri ricchi sono riusciti a diventare ambasciatori delle nazioni caraibiche.”

A seguito di queste sconvolgenti accuse, col sorgere delle domande, sia a Saint Kitts e Nevis che a Santa Lucia, riguardo la trasparenza, rispettivamente il premier e il primo ministro delle isole hanno fermamente difeso i propri programmi e non sono stati gli unici. Antigua e Barbuda ha insistito che un pagamento assicurativo per la moglie del primo ministro e alloggio e cena per il boxer Mike Tyson contavano come spesa per i fondi raccolti dal programma di investimento.

Il partito dell'opposizione di Grena, però, ha destato preoccupazioni riguardo le presunte pratiche di corruzione all'interno dello schema CBI dell'isola.

Un blog focalizzato sul crimine finanziario ha fatto scattare un campanello d'allarme sulla questione e ha spiegato come i criminali nascondo le identità attraverso l'iniziativa di investimento:

Money launderers, career while-collar criminals, terrorist financiers and intelligence agents have been, of late, using what we call the 2-step CBI technique to effectively conceal their true identity from compliance officers conducting due diligence inquiries at account opening, or law enforcement agents investigating financial crime. It appears to be a nearly foolproof tactic for those who must present an alias that cannot be broken, which then enables them to operate with impunity in the financial sector.

I riciclatori di denaro, i colletti bianchi criminali di professione, i finanzieri terroristi e gli agenti dell’intelligence hanno utilizzato, ultimamente, una tecnica CBI a due passaggi per nascondere la propria identità ai Compliance Officer che effettuano un'indagine di due diligence all'apertura del conto, o agli agenti delle forze dell'ordine che investigano sui crimini finanziari. Sembra una tattica quasi infallibile per coloro che devono presentare uno pseudonimo perfetto, che permette loro di operare con impunità all'interno del settore finanziario.

Vengono effettuati abbastanza controlli e verifiche?

Non è chiaro se i richiedenti di questi “passaporti d'oro” siano controllati correttamente. È stato scoperto in seguito che un “magnate di diamanti” indiano, che aveva ottenuto la cittadinanza di Antigua e Barbuda, fosse un fuggitivo ricercato per frode bancaria.

Ci sono dei punti di domanda riguardo un cittadino nuovo di zecca di Antigua e Barbuda, il presidente di Bitcoin.com Roger Ver. A seguito dell'approvazione del Digital Assets Bill da parte dello stato, e indipendentemente dalle questioni giuridiche a suo carico, Ver sta costruendo un rapporto d'affari con il governo nazionale, inducendo un articolo a dedurre che stia “valutando di ritirarsi in giurisdizioni come Antigua, dove pensa di poter continuare a operare globalmente con impunità.”

Nel proprio documento del 2014 sugli schemi CBI caraibici, il Consiglio dei Caraibi ha concluso:

In their desire to create new sources of income, Caribbean nations are understandably anxious to create new revenue sources. However, if economic citizenship, without any significant residence requirement or the most detailed and exhaustive of checks, were to be proved to have facilitated criminality, money laundering or at worst terrorism, the measure will not only have become self-defeating for the country concerned, but also potentially damaging to the region as a whole.

Nel voler creare nuovi fonti di guadagno, le nazioni dei Caraibi sono comprensibilmente ansiose di produrre nuove fonti di reddito. Tuttavia, se venisse provato che la cittadinanza economica, senza alcun obbligo significativo di residenza o controlli particolarmente dettagliati ed esaustivi, avesse facilitato la criminalità, il riciclo di denaro o, nella peggiore delle ipotesi, il terrorismo, la disposizione non risulterà controproducente solo per lo stato in questione, ma potenzialmente dannosa anche per la regione intera.

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