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Colpo di stato e resistenza in Myanmar: linea temporale del primo mese sotto la giunta militare del 2021

Manifestanti riuniti al centro di Yangon Sule il 22 febbraio 2021. Usato con il permesso.

Dopo le elezioni generali del novembre 2020, la transizione democratica del Myanmar ha preso una svolta inaspettata. La mattina presto di lunedì 1 febbraio 2021, poco prima della prima sessione parlamentare del neoeletto governo della Lega Nazionale per la Democrazia (NLD), il generale superiore Min Aung Hlaing del Tatmadaw [it], l'esercito di Myanmar, ha organizzato un colpo di stato e arrestato il consigliere di stato del paese, Aung San Suu Kyi, e il suo presidente, Win Myint.

Il generale ha affermato che i risultati delle elezioni non erano validi, sostenendo che la NLD al governo aveva commesso una frode massiccia.

Il leader del colpo di stato ha immediatamente dichiarato uno stato di emergenza [it] della durata di un anno. Il primo giorno, i militari hanno nominato 11 ministri in un gabinetto provvisorio, e il giorno seguente hanno annunciato di aver formato il Consiglio Amministrativo dello Stato [my, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], un consiglio di governo composto principalmente da ex-militari.

Molti cittadini hanno subito espresso la loro opposizione al Consiglio, e hanno reagito con una feroce resistenza fin dal primo giorno del colpo di stato.

Il movimento anti-colpo di stato ha guadagnato consenso durante tutto febbraio, con i cittadini impegnati in proteste online e atti di disobbedienza civile. I militari hanno risposto con leggi draconiane, chiusura di internet, arresti e violente repressioni che hanno portato alla morte di manifestanti e persino di passanti.

Ecco una linea temporale di ciò che è successo in Myanmar nel primo mese del colpo di stato:

1-5 febbraio: resistenza non violenta e disobbedienza civile

La mattina presto del 1 febbraio, il giorno del colpo di stato, il servizio telefonico e internet della maggior parte dei provider è stato tagliato [en], e solo dopo le 3 del pomeriggio di quel giorno è stato completamente ripristinato.

Nei primi giorni, alcuni analisti hanno consigliato alla gente di non scendere in strada, temendo, sulla base della precedente esperienza del paese con i colpi di stato, che una rivolta violenta potesse aiutare i militari a legittimare il loro governo.

Ma le proteste sono scoppiate spontaneamente in tutto il paese, e con il passare del mese, l'uso di metodi non violenti per esprimere il dissenso è diventato un principio fondamentale del movimento.

I civili hanno alzato tre dita per mostrare la loro sfida contro i militari, un gesto ispirato dalle proteste nella vicina Thailandia, che ha preso in prestito il gesto dal popolare film di Hollywood “The Hunger Games”. Il gesto è diventato rapidamente un simbolo anti-colpo di stato ampiamente utilizzato.

Il secondo giorno del colpo di stato, alcuni residenti di Yangon, la più grande città del Myanmar, hanno preso a battere pentole e padelle di metallo come segno di protesta ogni giorno alle 8 di sera. Questa forma di protesta, tradizionalmente conosciuta come “သံပုံးတီး”  (Than Pone Tee) o secchi di ferro [it], erano stati usati anche durante la rivoluzione del 1988 [it] contro la giunta precedente. Dal giorno seguente, si era diffuso in tutta la nazione.

Per tutta la prima settimana, i veicoli sulle strade delle città del Myanmar hanno anche suonato il clacson per protestare contro il colpo di stato.

Il 3 febbraio, i dipendenti di 110 ospedali governativi hanno iniziato un movimento di disobbedienza civile (CDM) e hanno invitato i lavoratori di altri ministeri e uffici governativi a unirsi al movimento noto come “Campagna del nastro rosso”. Entro il 4 febbraio, il CDM aveva guadagnato terreno e un sostegno massiccio.

Per sedare la crescente resistenza, il 4 febbraio il consiglio militare ha ordinato ai fornitori di servizi internet e di telecomunicazioni di bloccare Facebook, la piattaforma di social media più utilizzata in Myanmar, poi Twitter e Instagram il giorno seguente [en]. Il blocco non è stato revocato nel momento in cui scriviamo.

Il 5 febbraio, i membri del parlamento della spodestata NLD hanno convocato una riunione e formato il Comitato che rappresenta il Pyidaungsu Hluttaw (CRPH) per contrastare il consiglio militare.

6-13 febbraio: proteste contro il colpo di stato e interruzione di internet

Il periodo tra il 4 e il 6 febbraio ha visto scoppiare proteste su piccola scala guidate da studenti e attivisti nelle più grandi città del Myanmar, Yangon e Mandalay. Alcuni organizzatori della protesta a Mandalay sono stati arrestati.

Sabato 6 febbraio, intorno alle 10:30 ora locale, i militari hanno ordinato la sospensione del servizio internet [en] a livello nazionale. Il funzionamento è stato ripristinato solo a mezzogiorno del giorno successivo.

Nonostante l'interruzione del servizio internet, il movimento di protesta era cresciuto domenica 7 febbraio in manifestazioni più grandi in almeno 10 città.

La mattina dell'8 febbraio ha visto la prima di molte proteste di massa in tutta la nazione, quando studenti e dipendenti pubblici [en] di vari ministeri sono scesi in strada.

I funzionari dei dipartimenti dell'istruzione e delle ferrovie di Mandalay, il centro economico dell'Alto Myanmar, si uniscono lunedì alle proteste in tutta la città contro il regime militare.

A quel punto il movimento CDM è diventato anche molto forte [en] e ben organizzato: il servizio sanitario nazionale, per esempio, si era quasi fermato. Diverse squadre regionali di supporto al CDM sono state create per fornire finanziamenti e servizi legali.

Un piccolo numero di agenti di polizia ha disertato e si è unito alle proteste civili a Loikaw, Dawei, Naypyidaw, Mandalay e altre città.

Una foto iconica durante le proteste di Naypyidaw. L'ufficiale di polizia che è passato dalla parte dei manifestanti ha tenuto un discorso alla folla, chiedendo la “caduta del dittatore Min Aung Hlaing”, il capo dell'esercito del paese e leader del colpo di stato.

L'11 febbraio, il consiglio militare ha intimato alle organizzazioni dei media di non usare la parola “governo golpista” nei loro reportage. Quaranta agenzie di stampa hanno risposto con una comunicazione il 25 febbraio dichiarando che non avrebbero rispettato la minaccia.

Durante la settimana, il consiglio militare ha approvato una serie di leggi che hanno aumentato la portata del potere di arresto della polizia. Le proteste sono comunque continuate per tutta la settimana.

14-21 febbraio: proteste più estese e la “Rivoluzione delle foglie marrone chiaro dell'Eugenia”

Le proteste iniziate l'8 febbraio sono continuate ogni giorno in molte città del Myanmar. Il 17 febbraio, secondo le notizie, 325 città tenevano manifestazioni quotidiane.

La sera del 14 febbraio, carri armati militari hanno sfilato per le strade di Yangon. Ma la gente imperterrita si prendeva gioco dei carri armati che si rompevano per le strade. Il giorno dopo, le proteste sono continuate davanti alla Banca Centrale del Myanmar, vicino al luogo dove erano parcheggiati i carri armati.

A partire dalla mattina di lunedì 15 febbraio, il ministero delle telecomunicazioni e delle comunicazioni ha ordinato a tutti i fornitori di servizi di interrompere il servizio internet dall'1 alle 9 di ogni giorno per una settimana. La restrizione è ancora in vigore dal 5 marzo.

Lunedì 15 febbraio, tutte le banche private hanno annunciato che avrebbero chiuso fino a nuovo ordine. Solo alcune banche governative sono rimaste aperte, compresa la Myawaddy Bank, di proprietà dei militari, dove la gente si è messa in coda per ritirare il proprio denaro come forma di boicottaggio. Il boicottaggio ha costretto alcune filiali a chiudere entro il 19 febbraio.

La mattina del 17 febbraio, i proprietari di automobili a Yangon hanno inscenato una protesta fingendo che i loro veicoli si fossero rotti per strada quella mattina. Questo era un tentativo di impedire ai dipendenti pubblici che non avevano aderito al CDM di andare al lavoro. Alcuni giorni prima, i proprietari di auto avevano usato tattiche simili per impedire alla polizia di danneggiare i manifestanti.

Il 17 febbraio, nelle grandi aree urbane del Myanmar, migliaia di persone hanno partecipato a manifestazioni di massa.

Il 20 febbraio, due persone sono morte in una violenta sparatoria a Mandalay, ma questo non ha scoraggiato [en] i residenti di Mandalay a scendere in strada in una protesta ancora più grande il giorno dopo, dove invece di reagire con la violenza, si sono seduti per le strade tenendo in mano foglie dell'albero Eugenia. L'evento è stato soprannominato “သပြေညိုတော်လှန်ရေး”, o “Light Brown Eugenia Leaves Revolution”.

22-28 febbraio: La rivoluzione 22222 e la Milk Tea Alliance solidarity

Lunedì 22 febbraio, la gente è scesa di nuovo in strada in uno sciopero generale nazionale [en], Tutti i negozi e le imprese del paese sono stati invitati a chiudere [en] in quel giorno. L'evento, soprannominato “နှစ်ငါးလုံး တော်လှန်ရေး” (“22222″ o la “Rivoluzione dei cinque venti”) ha preso il nome dalla data 22/02/2021, ispirandosi alla rivolta dell'8888 contro la dittatura militare dell'8 agosto 1988.

Sciopero generale: Una folla incredibilmente grande, ben organizzata e pacifica protesta a Hledan, Rangoon. Questa è la più grande protesta finora.

Il 25 febbraio, Facebook ha annunciato che la giunta militare è stata bandita da Facebook e Instagram.

Sempre il 25 febbraio, un gruppo di sostenitori [en] della giunta ha marciato a Sule, il quartiere degli affari di Yangon, tenendo cartelli con slogan pro-Tatmadaw e alcuni di loro brandendo armi. Si sono scontrati con la gente del posto e [ATTENZIONE: IMMAGINE GRAFICA] hanno attaccato i passanti.

Il 28 febbraio, gli organizzatori dello sciopero hanno indetto un'altra protesta a livello nazionale per riconoscere il sostegno che il movimento democratico del Myanmar ha ricevuto dai manifestanti thailandesi e di Hong Kong legati al movimento di protesta Milk Tea Alliance. Gli abitanti di Hong Kong hanno persino condiviso sui social media un manuale bilingue riguardante le proteste della città.

Nonostante il crescente uso della forza, le violente repressioni e gli arresti dei manifestanti nelle grandi città nei tre giorni precedenti, i manifestanti sono comunque usciti in gran numero domenica 28 febbraio per unirsi alla marcia Milk Tea Alliance.

I militari hanno risposto con una repressione mortale delle proteste pacifiche in almeno cinque città, la violenza più sanguinosa dall'inizio del movimento. Almeno 18 persone [en] sono state segnalate come morte.

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