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“Grande Fratello pandemico”: l'impatto delle restrizioni COVID-19 sulle libertà digitali in Europa orientale

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La mappa globale del Grande Fratello Pandemico che traccia l'uso statale delle tecnologie digitali durante la pandemia del coronavirus. Screenshot del sito web del Grande Fratello Pandemico.

Dal sequenziamento del genoma per tracciare le mutazioni del virus alle applicazioni per smartphone che monitorano i contatti stretti con coloro che risultano positivi al test, i paesi di tutto il mondo hanno sfruttato soluzioni tecnologiche per combattere la pandemia della COVID-19. Ma gli attivisti dei diritti digitali temono che la sorveglianza digitale sia diventata così normalizzata durante la pandemia che potrebbe essere difficile ritirare queste misure una volta finita, soprattutto nei paesi in cui le libertà digitali sono già minacciate.

Grande fratello pandemico [en], un'iniziativa congiunta dell'organizzazione russa per i diritti digitali Roskomsvoboda [ru, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] e del centro bielorusso per i diritti umani Human Constanta [en], ha monitorato le “restrizioni dei diritti civili che si realizzano con le tecnologie digitali” legate alla COVID-19 globale. L'iniziativa classifica i paesi di tutto il mondo in base a quanto siano restrittive e prepotenti le loro misure pandemiche basate sulla tecnologia e, cosa più importante, se vengono revocate una volta che la situazione della salute pubblica migliora. Come mettono in evidenza [en] i fondatori:

We consider that compliance with digital rights is crucial for respecting the right to privacy, private and family life, freedom of speech, freedom of movement, and other human rights regardless of the scope of the emergency.

Riteniamo che il rispetto dei diritti digitali sia fondamentale per rispettare il diritto alla privacy, alla vita privata e familiare, alla libertà di parola, alla libertà di movimento e ad altri diritti umani, indipendentemente dalla portata dell'emergenza.

Global Voices e Runet Echo hanno dato un'occhiata alla mappa interattiva [en] del Grande Fratello Pandemico e all'ultimo rapporto riassuntivo dell'iniziativa, “COVID-1984: sroveglianza in un anno pandemico”, per vedere come i paesi della nostra regione hanno usato mezzi digitali per intervenire nella vita delle persone in caso di pandemia.

Restrizioni e tecnologie chiave

Il progetto segue i rapporti dei media e delle autorità sulle restrizioni dei diritti civili e digitali in diverse aree chiave:

  • Monitoraggio video e riconoscimento facciale
  • Sorveglianza del telefono cellulare
  • Sorveglianza tramite app create dallo stato
  • Limitazioni di accesso alle informazioni ufficiali
  • Violazioni della libertà di parola
  • Chiusura di Internet
  • Procedimenti giudiziari
  • Controllo dei droni

Il recente rapporto sul Grande fratello pandemico si è concentrato su alcune tecnologie di sorveglianza chiave: la creazione e l'uso di applicazioni mobili per tracciare o limitare i movimenti dei cittadini e monitorare i contatti stretti, lo spiegamento di CCTV (telecamere a circuito chiuso) e le tecnologie di riconoscimento dei volti; e l'uso di vari strumenti di localizzazione e di geo-registrazione.

Gli attivisti per i diritti digitali avvertono [en] che “la capacità di accedere alle informazioni sulla geolocalizzazione dei dispositivi mobili può essere una minaccia alla privacy, alla libertà di movimento, alla scelta di residenza e alla libertà di riunione, e può minare la fiducia pubblica nelle autorità”.

Russia

Misure messe in atto: controllo dei droni, accesso limitato alle informazioni ufficiali, sorveglianza dei telefoni cellulari, violazioni della libertà di parola, sorveglianza tramite app prodotte dallo stato, azioni legali, monitoraggio video e riconoscimento facciale.

I primi blocchi sono stati introdotti a Mosca e nella regione di Mosca alla fine di marzo 2020. Da allora, il progetto ha registrato una serie di modi in cui la Russia ha usato la tecnologia per controllare e sorvegliare i suoi cittadini durante la pandemia. Mentre le città di tutta la Russia entravano e uscivano dall'isolamento, i rapporti sulle applicazioni di sorveglianza della quarantena imposte dal governo e altri strumenti [en] basati sui telefoni cellulari, come i pass per i trasporti pubblici con codice QR, hanno dominato la copertura dei media.

Since the start of the pandemic, the Russian authorities have launched four different apps, which are used to issue digital passes, monitor people under quarantine and track contacts with those infected with coronavirus.

Dall'inizio della pandemia, le autorità russe hanno lanciato quattro diverse app, utilizzate per emettere pass digitali, monitorare le persone in quarantena e tracciare i contatti con le persone infettate dal coronavirus.

Un'altra tecnologia dominante che ha guadagnato molta attenzione è stato il sistema di riconoscimento facciale automatizzato [en] distribuito attraverso le reti CCTV a Mosca, San Pietroburgo e altre grandi città della Russia. Ci sono state anche segnalazioni di droni e braccialetti localizzatori distribuiti dalle autorità locali per monitorare i cittadini che si isolano da soli.

Secondo il rapporto, dall'inizio della pandemia, “oltre 1,1 milioni di persone sono state perseguite in Russia secondo il codice amministrativo per aver violato le restrizioni sul coronavirus”.

Oltre alla tecnologia di sorveglianza, le autorità russe hanno anche sorvegliato la parte online, dispensando multe per presunte fake news riguardanti il COVID-19 pubblicate sui social media e minacciando giornalisti e operatori sanitari per aver divulgato o messo in discussione le statistiche sulla COVID-19 rilasciate dallo stato.

La vaccinazione è ora ben avviata nel paese, e il Cremlino ha annunciato lo sviluppo di una nuova applicazione di sorveglianza mobile per monitorare la salute dei cittadini vaccinati.

Bielorussia

Misure messe in atto: accesso limitato alle informazioni ufficiali, violazioni della libertà di parola, procedimenti legali e altre misure.

Anche se la Bielorussia è stata meno tecnologica in termini di restrizione dei movimenti dei cittadini o di tracciamento della loro posizione e dei contatti più stretti, le autorità hanno comunque adottato un approccio severo nei confronti degli spazi online. Questo ha coinciso con le proteste antigovernative [it] in corso nel paese, dando alle forze dell'ordine un ulteriore pretesto per limitare la libera espressione, reprimere le manifestazioni di strada e controllare i social media.

Già nel marzo 2020, le autorità bielorusse hanno iniziato a dispensare avvertimenti e multe per notizie e post presumibilmente falsi relativi al coronavirus sui social media. A maggio, un paramedico di un'ambulanza è stato detenuto per sette giorni per aver criticato la debole risposta dello stato alla pandemia su una live stream di YouTube.

Per tutta la durata della pandemia, lo stato bielorusso ha limitato l'accesso alle cifre ufficiali su coloro che hanno contratto il virus, sono stati ricoverati o sono morti di COVID-19. Nell'aprile 2020, il portale statale StopCOVID ha smesso di pubblicare le suddivisioni regionali dei numeri della COVID-19. I media statali sono stati accusati di travisare la situazione pandemica nel paese rispetto ad altre parti del mondo.

Ucraina

Misure messe in atto: violazioni della libertà di parola, sorveglianza tramite app create dallo stato e altre misure.

Rispetto alla Russia, l'uso delle tecnologie digitali da parte dell'Ucraina è stato relativamente modesto. Anche se il nuovo Ministero della Trasformazione Digitale ha propagandato i suoi primi passi nella riforma in corso della gestione elettronica come un successo, i loro sforzi per digitalizzare le relazioni cittadino-stato attraverso l'applicazione onnicomprensiva “Stato in uno smartphone ” hanno incontrato le critiche [en] dei sostenitori dei diritti digitali. Una massiccia fuga di dati [it] dei cittadini nel maggio 2020 e la continua mancanza di chiarezza sulle garanzie di privacy e la sicurezza dei dati nel nuovo sistema continuano ad affliggere gli sforzi del ministero.

Nell'aprile 2020, l’Ucraina ha lanciato un'applicazione  per controllare il rispetto delle misure di auto-isolamento, rivolta a coloro che avevano recentemente viaggiato fuori dal paese o erano sospettati di essere COVID-positivi. Nel corso di 14 giorni, gli utenti potevano ricevere fino a 10 notifiche, comprese quelle che richiedevano loro di scattare un selfie. La nuova app con GPS è stata criticata per l'inutile condivisione di informazioni dell'utente con “terze parti” (come indicato nel suo accordo utente).

Nel corso dell'anno, ci sono state anche segnalazioni di malfunzionamenti dell'app, dove ha falsamente identificato gli utenti come se fossero in una posizione diversa o non ha funzionato su alcuni smartphone. Questo ha creato difficoltà, soprattutto per i cittadini che attraversano il confine tra l'Ucraina controllata dal governo e i territori occupati delle autoproclamate repubbliche popolari di Luhansk e Donetsk nell'est del paese.

Tra gli altri sviluppi, il parlamento ucraino ha permesso la raccolta dei dati dei pazienti senza il loro consenso  per un periodo specifico durante e dopo la quarantena attiva. Tuttavia, questa misura è stata utilizzata anche in molti paesi dell'UE e gli esperti dell'UE sottolineano [en]che non viola il regolamento generale sulla protezione dei dati.

Nel maggio 2020, il servizio di sicurezza statale dell'Ucraina ha riferito che le sue forze di sicurezza informatica hanno bloccato oltre 2.300 gruppi di social media per la diffusione di disinformazione legata alla COVID-19. Secondo le forze dell'ordine, hanno identificato 323 “agitatori” che hanno condiviso online false informazioni sulla pandemia. Sono stati aperti casi penali contro 16 di loro, poiché questi individui presumibilmente “avevano le loro azioni dirette dalle autorità russe” al fine di “creare caos e panico” nella società ucraina intorno alla crisi della salute pubblica.

Moldavia

Il Grande Fratello pandemico non ha riportato alcuna violazione dei diritti digitali o restrizioni delle libertà civili per quanto riguarda l'uso della tecnologia durante la pandemia in Moldavia.

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