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Il bilancio delle vittime di domenica sale a 71 per la repressione dei manifestanti anti-colpo di stato in Myanmar.

I soccorritori trasportano un civile ferito dalle forze di sicurezza che hanno sparato domenica sui manifestanti anti-regime a Mandalay. Foto e didascalia di The Irrawaddy

Questo articolo [en, come tutti i link di seguito, salvo diversa indicazione] è stato originariamente pubblicato su The Irrawaddy, un sito di notizie indipendente in Myanmar, ed è modificato e ripubblicato su Global Voices come parte di un accordo di condivisione dei contenuti.

AGGIORNAMENTO: Sono stati segnalati altri trentadue morti da domenica raggiugendo il totale di 71 vittime: questo segna il giorno più sanguinoso dal colpo di stato del 1° febbraio, mentre il regime del Myanmar intensifica la repressione contro i manifestanti. Il bilancio totale delle vittime ha raggiunto i 167 lunedì pomeriggio (15 marzo).

Domenica il Myanmar ha segnato un altro giorno da record  per morti legate alle proteste: più di 39 manifestanti anti-regime sono stati uccisi in tutto il paese dalle forze di sicurezza, raggiungendo il bilancio totale delle vittime a 134 da quando il colpo di stato è iniziato il mese scorso.

Il precedente giorno più sanguinoso vissuto dal paese del sud-est asiatico è stato il 3 marzo, quando 28 persone sono state uccise da soldati e polizia in tutto il paese durante le proteste di piazza contro la giunta.

Nella serie di repressioni mortali di domenica contro i sit-in di protesta contro il regime nella cittadina occidentale di Hlaing Thar Yar di Yangon, le forze di sicurezza hanno usato proiettili veri, gas lacrimogeni e granate stordenti per attaccare i manifestanti anti-regime. Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco dalle 9:30 fino a tarda sera.

Secondo la pagina Facebook di un medico che ha avuto in cura alcuni dei feriti in un ospedale della città, domenica sera 18 manifestanti sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco e molti altri sono rimasti feriti. Ha riferito che uno dei due manifestanti colpiti alla testa è in condizioni critiche. Il bilancio delle vittime dovrebbe salire ulteriormente dal momento che alcuni sono rimasti gravemente feriti durante la sparatoria della polizia.

Nella cittadina di South Dagon, nella parte orientale di Yangon, tre civili, tra cui una ragazza di 15 anni, sono morti dopo essere stati colpiti alla testa e all'addome. Secondo uno dei manifestanti, la polizia e le forze militari hanno iniziato a sparare sui manifestanti alle 18:00. e hanno continuato fino alle 23:00. Ha poi aggiunto che 15 persone sono state gravemente ferite. In tutto, circa 50 persone sono rimaste ferite a South Dagon.

Barriere improvvisate poste dai residenti nello svincolo Bayintnaung in #Yangon, Mayangone, erano in fiamme lunedì mattina… Le barriere dovevano impedire alla polizia e ai soldati di inviare rinforzi a Hlaing Thar Yar, dove domenica sono stati uccisi almeno 30 manifestanti anti-colpo di stato.

Domenica mattina le forze di sicurezza hanno anche represso una protesta anti-regime degli studenti a Bago. Durante la repressione, un ragazzo è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco, mentre altre tre persone sono rimaste ferite. Domenica pomeriggio, una donna è stata uccisa a colpi di proiettile dalle forze di sicurezza e il suo corpo è stato lasciato in uno scarico dopo essere stata uccisa.

A Hpakan, il centro minerario della giada nello stato di Kahcin, un uomo di 30 anni è stato ucciso a colpi di pistola e altri sei sono rimasti feriti nel momento in cui hanno aperto il fuoco contro i manifestanti domenica mattina.

Una donna è morta sotto i colpi dei fucili e altre sei persone sono rimaste ferite dalla polizia e dall'esercito nella seconda città più grande del Myanmar, Mandalay, in un'azione simile a quella di domenica pomeriggio.

Yangon ha visto il livello più duro di repressione la domenica. Oltre alle 18 persone uccise a Hlaing Tha Yar, altri 17  manifestanti sono stati uccisi durante gli attacchi della polizia contro i manifestanti in diversi comuni di Yangon, tra cui Shwepyithar, North Oakkalapa, South Dagon, Insein, Hlaing, Thingyangyun e North Dagon.

Un manifestante che ha preso parte alla manifestazione nella cittadina di Hlaingtharyar di Yangon, dove hanno incontrato la morte diversi manifestanti, ha dichiarato al giornale The Irrawaddy:

These shooting are totally unacceptable. They are not dispersing the protests. They are just murdering the people with violence.

Queste sparatorie sono del tutto inaccettabili. Non stanno disperdendo le proteste. Stanno solo uccidendo le persone con l'uso della violenza.

Nella cittadina di Tamwe, a Yangon, un giovane studente di medicina è stato colpito dalle forze di sicurezza della stazione di polizia comunale. Le registrazioni video mostrano i poliziotti nell'atto di trascinare il corpo ferito e insanguinato del giovane mentre prendevano a calci e picchiavano una donna che stava cercando di salvare lo studente. È stata portata via dalla polizia. Domenica sera lo studente versava ancora in condizioni critiche, secondo quanto riportato dagli amici intimi.

Le proteste anti-regime sono scoppiate in tutto il Myanmar dopo il colpo di stato del 1 ° febbraio, perdurando da più di un mese. Da metà febbraio, la giunta ha intensificato le sanguinose repressioni contro i manifestanti in tutto il paese, sostenendo di aver seguito la politica delll'utilizzo dell'”uso minimo della forza” per il controllo della folla.

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