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In strada e online, i cittadini del Myanmar uniti in un'opposizione creativa contro la giunta militare

Bandiere di diverse nazionalità etniche del Myanmar durante una marcia di protesta anti-golpe a Yangon. Usato con permesso.

 Questo articolo è apparso originariamente sul blog [my, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] di un collaboratore di Global Voices che non vuole essere identificato. È pubblicato qui come una serie in tre parti.

Gran parte dell'energia dietro le proteste che hanno avuto luogo in Myanmar dopo il colpo di stato militare del 1° febbraio 2021, è stata fornita dai giovani – membri della cosiddetta Generazione Z [en]- che hanno sfruttato la loro creatività, abilità tecnologiche e determinazione per respingere il dominio militare.

Le proteste sono state anche molto inclusive, accogliendo persone che rappresentano diversità di professioni e identità, comprese persone di diverse fedi religiose e della comunità LGBTQ. I civili hanno sostenuto i manifestanti fornendo cibo, bevande, cartelli stampati e trasporti. Altri hanno contribuito pulendo le strade durante e dopo le proteste per aiutare a mantenere la buona immagine dei manifestanti.

L'11 febbraio, il Comitato di Sciopero Generale di tutte le Nazionalità (GSCN) è emerso, unendo 27 delle nazionalità etniche del Myanmar – una straordinaria dimostrazione di unità contro un nemico comune. Il GSCN ha inviato un forte messaggio a favore della democrazia federale [en]e dell'abolizione della Costituzione del 2008 redatta dalla precedente giunta militare

Gli attivisti etnici invitano il popolo a partecipare alla protesta di domani
✊ Per porre fine alla dittatura
✊Per abolire la costituzione del 2008
✊Per stabilire un'Unione Federale Democratica della Birmania
✊Per chiedere il rilascio di tutti i prigionieri politici

Nell'unire le persone attraverso le linee etniche, le proteste anti-golpe hanno anche spinto alcuni a riconsiderare la loro posizione sui Rohingya in pericolo. I Rohingya [en], una minoranza etnica musulmana che vive nella zona di confine occidentale del Myanmar, sono stati a lungo oppressi dai militari e non sono cittadini riconosciuti dal governo del Myanmar.

Noi, #Rohingya comprendiamo completamente il vostro dolore. Insieme vinceremo questa lotta. Siamo tutti con voi per liberarci del regime militare dal #Myanmar. Il nostro nemico comune è #MinAungHlaing.

Molti giovani rohingya si sono uniti alla lotta contro la dittatura.

Tattiche creative e umiliazione pubblica dei sostenitori dell'esercito

I manifestanti hanno impiegato una serie di metodi creativi [it] per la campagna.

Il 18 febbraio, giovani manifestanti a Yangon hanno camminato avanti e indietro sulle strisce pedonali dopo che la polizia ha detto loro di non bloccare le strade. La tattica mirava a deridere le parole di un portavoce militare che aveva detto due giorni prima che il colpo di stato era stato effettuato legalmente. I manifestanti, in risposta, hanno attraversato le strade ancora e ancora in modo “legale” per bloccare il flusso del traffico.

La gente ha usato tutti i mezzi possibili per lottare contro la dittatura. Questo include l'uso di rituali di maledizione basati su credenze popolari in città come Bagan, Pathein, Yangon e Kyaukse; l'apposizione di messaggi come “Vogliamo la democrazia” a grandi lettere sulle strade delle città del Myanmar; la proiezione di immagini di protesta sui muri degli edifici di notte; graffiti; e sedute di preghiera nelle strade da parte di buddisti, musulmani e cristiani.

Il movimento anti-golpe ha anche lanciato un appello a boicottare le imprese di proprietà dei militari e i loro prodotti. Un'applicazione mobile chiamata “Way Way Nay” (Stai alla larga) è una delle diverse piattaforme digitali che raccolgono informazioni sulle imprese con legami con i militari. I guadagni del fornitore di telecomunicazioni di proprietà dei militari, MyTel, sono stati riportati in calo due settimane dopo il colpo di stato, così come quelli di Myanmar Beer.

L'organizzazione talpa di Justice for Myanmar [en] (giustizia per il Myanmar) ha fatto trapelare documenti segreti della Myanmar Economic Holdings Limited [en] (MEHL), di proprietà dei militari, che descrivono in dettaglio il presunto denaro illegale che è stato incanalato verso i militari.

Accanto ai boicottaggi, i sostenitori del consiglio militare vengono umiliati pubblicamente. Dalla seconda settimana di febbraio, molti venditori in diverse città hanno affisso cartelli che indicano il loro rifiuto di vendere alle famiglie dei militari e della polizia; alcuni si rifiutano anche di vendere ai dipendenti pubblici che non si sono uniti al movimento di disobbedienza civile [it]. Al contrario, alcuni negozi hanno offerto sconti per aiutare coloro che partecipano al CDM.

Un'altra tattica che i manifestanti hanno usato a Yangon e in altre città è quella di attaccare foto e immagini del leader del colpo di stato, il generale Min Aung Hlaing, per terra o sui loro scudi come un modo per scoraggiare i soldati ad avanzare – calpestare o aggredire anche solo un'immagine del loro leader sarebbe considerato un segno di mancanza di rispetto nella cultura del Myanmar.

‘Leoni da tastiera’

Ma la lotta non è stata solo nelle strade – i “leoni da tastiera” hanno lavorato online per attirare l'attenzione internazionale e tenere impegnati i manifestanti. L'hashtag #WhatshappeninginMyanmar è stato ampiamente utilizzato sia su Facebook che su Twitter.

Prevalgono anche sui social media la vergogna pubblica e le richieste di punizione sociale dei sostenitori dei militari e della polizia violenta. Gli utenti dei social media anti-golpe hanno pubblicato i nomi dei militari che hanno danneggiato i manifestanti, nonché esposto informazioni su persone che hanno preso in giro quegli incidenti.

Gli hacker [en] del Myanmar hanno avvertito che hanno intenzione di prendere di mira tutti i siti web militari, compresi quelli della Banca centrale del Myanmar e del consiglio militare. Il 18 febbraio, il gruppo internazionale di hacker Anonymous ha annunciato su Twitter che avrebbe aiutato i cittadini del Myanmar, e il 23 febbraio ha dichiarato la guerra informatica ai militari del Myanmar.

Anonymous supporta il Myanmar.

Anche i contenuti che ridicolizzano i militari e la polizia su internet hanno intrattenuto la popolazione. Pagine di Facebook come Generation Z hanno postato immagini e meme basati sugli incidenti avvenuti durante le proteste, soffermandosi anche sui gesti di sostegno e sulle strategie creative usate dalle giovani generazioni sia per attirare l'attenzione che per evitare l'arresto.

Meme dei social media ampiamente condivisi con la didascalia: Trova Min Aung Hlaing. L'anziano generale (in basso a sinistra nella foto) è spesso ridicolizzato per la sua bassa statura.

Un meme collage che prende in giro i manifestanti pagati per sostenere la giunta. Da quando è iniziato il colpo di stato, la giunta ha assunto persone per dimostrare a sostegno della giunta. C'è la convinzione pubblica che siano pagati 5.000 kyat (3,50 dollari) al giorno e quindi sono soprannominati ‘5000 kyat’.

Meme che prende in giro la polizia antisommossa con una focaccia di paratha, un riferimento al raid nella borgata di Tarmwe, Yangon, il 25 febbraio, dove i soldati hanno sequestrato e mangiato paratha dal carrello di un venditore ambulante che è scappato. La foto originale è stata scattata dal giornalista Sit Htet Aung, che ha catturato l'immagine mentre la polizia correva verso di lui per colpirlo.

Meme che prende in giro il soldato mimetico schierato come polizia antisommossa a Yangon. La didascalia del post diceva: “Non fare il tirchio con le schede grafiche [del computer]”.

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