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Video di giovani cambogiani per lottare contro la disinformazione sulla COVID-19

I partecipanti alla competizione di video sulle sfide che i giovani utenti di internet stanno affrontando in Cambogia durante la pandemia di COVID-19. Fonte: pagina Facebook del Centro cambogiano per i media indipendenti

Il Centro cambogiano per i media indipendenti (CCIM), un gruppo di cittadini che promuovono l'alfabetizzazione mediatica e i diritti digitali, ha pubblicato [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] 14 brevi video che valorizzano il ruolo dei giovani utenti di internet nella lotta contro la disinformazione sulla pandemia della COVID-19.

Il 24 dicembre, il CCIM ha annunciato i nomi dei finalisti della competizione dal tema “Le sfide che i giovani stanno affrontando sui social media durante la COVID-19″ e ha illustrato così il suo obiettivo:

The purpose of this competition is to encourage young people to use the media responsibly and safely and to promote youth participation in the media.

Lo scopo di questa competizione è di invitare i giovani a usare i media responsabilmente e in sicurezza e di promuovere la partecipazione dei giovani ai media.

Il video vincitore è stato prodotto da Hung San Socheata e da Antong An. Intitolato “Doubled edged sword” (“Arma a doppio taglio”), il video sottolinea il potenziale che hanno i social media di offrire informazioni in tempo reale, ma anche il fatto che possono diventare una piattaforma per la diffusione della disinformazione.

Il secondo classificato è il video prodotto da Chao Ly Hoang, Nguon Huy Tieng e Prum Sok Leng, dal titolo “A day life during Covid-19″ (“Una giornata ai tempi della Covid-19″). Il video sottolinea l'importanza di avere spirito critico nel consumare e condividere informazioni sui social media ed esorta gli studenti ad essere più responsabili nella gestione del tempo quando si connettono a internet.

Il terzo posto è andato al video creato da Chhil Chek e San Chan Monineath. Il video è “Misunderstand” (“Fraintendere”) e rappresenta le conseguenze dell'uso non verificato di informazioni online quando si ha a che fare con la COVID-19. La storia ruota intorno ad un ragazzo che costruisce un “ting mong” (spaventapasseri) e usa aglio macinato, chili e uova sode per curare sua sorella dalla COVID-19.

Un altro finalista della competizione è stato il video “Be Careful, Your Dream Might Come True” (“Stai attento, il tuo sogno potrebbe avverarsi”) che fornisce consigli utili su come individuare le “fake news” sui social media.

Il video “Sad Potato” (“Patata triste”) è pensato per motivare i giovani cambogiani a dedicare tempo e attenzione alle loro famiglie mentre il lockdown continua a sconvolgere le vite di molti.

Il video “Pollution” (“Inquinamento”) offre informazioni importanti sull'uso dei social media in Cambogia e su come la disinformazione, cioè l'”inquinamento”, può avere un effetto negativo sulla salute della comunità online.

Il 15 dicembre, la Cambogia aveva registrato un totale di 362 casi, con 312 guarigioni. Il 23 dicembre, un servizio ha reso noto che nel paese non era stato identificato nessun nuovo caso di COVID-19 e che solo 14 persone erano ancora in terapia.

Nonostante il basso numero di casi di COVID-19 nel paese, il governo ha accusato diversi giornalisti e critici di aver diffuso “fake news” sulla pandemia. I gruppi a difesa dei diritti umani hanno denunciato l'uso della crisi sanitaria da parte delle autorità per mettere a tacere le voci di dissenso.

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