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Voli per trasporto di ‘frutti di mare’ tra Cina e Myanmar creano speculazioni sul sostegno di Pechino al golpe militare

Screenshot da un video report di HK Citizen News sulle proteste in Myanmar contro il golpe.

Nella seconda metà di febbraio 2020 il termine “seafood” (pesce e frutti di mare) è diventato virale sui social media in relazione al colpo di stato militare in Myanmar, dopo che l'ambasciata della Repubblica popolare cinese a Yangon ha negato che i voli quotidiani dalla Cina stiano fornendo assistenza al governo golpista.

I rapporti su voli cargo tra Kunming e Yangon hanno fatto sospettare agli attivisti pro-democrazia in Myanmar che la Cina stia inviando esperti ed equipaggiamento per assistere l'esercito del Myanmar, che ha sostituito il governo civile il 1 febbraio. Una dichiarazione di risposta [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] dell'ambasciata cinese sostiene che gli aerei trasportino solo prodotti ittici, cosa che è apparsa improbabile a molte persone.

Accuse non verificate di un sostegno della Cina al colpo di stato del Myanmar hanno cominciato a circolare da inizio febbraio, dato che le testate affiliate allo Stato cinese usavano espressioni come “a major cabinet reshuffle”, “grosso rimpasto di governo”, per descrivere il colpo di stato militare. Anche se il governo cinese non ha finora preso una posizione ufficiale a riguardo, il fatto che la Cina abbia bloccato la condanna del Consiglio delle Nazioni Unite nei confronti della giunta militare ha spinto molti a credere che Pechino sostenga il colpo per ragioni geopolitiche.

Foto che mostrano i cargo di “frutti di mare” in arrivo a tarda notte a Yangon sono diventate virali:

A Yangon sono arrivati un bel po’ di frutti di mare dalla Cina! #CargoCineseaAYangon #VergognatiCina #golpeinMyanmar

Kyaw Win del Burma Human Rights Network ha sottolineato il significato dell'uso virale della parola “seafood”:

Nonostante l'aeroporto internazionale di Yangon sia chiuso, su una tratta sospetta da Kunming in Cina a Yangon ci sono diversi voli ogni giorno. L'ambasciatore cinese sostiene che questi voli trasportino frutti di mare dalla Cina per l'ambasciata. Per questo abbiamo cambiato il nome dell'ambasciata cinese in “mercato del pesce”.

Il portavoce del ministero degli esteri cinese Wang Wenbin ha dichiarato di non essere a conoscenza di alcun accordo riguardante l'invio di esperti e equipaggiamenti a Yangon.

I cittadini del Myanmar hanno cominciato le proteste davanti all'ambasciata cinese pochi giorni dopo il colpo di stato. Sul web gli utenti hanno iniziato a utilizzare hashtag come #ShameOnYouChina (Vergognati Cina) e #ChinaHelpMilitaryCoupForOwnBenefit (La Cina sostiene il colpo di stato militare per i propri interessi) sui social media.

L'utente di Twitter @Ellen5461 ha condiviso alcune foto di una protesta dove compaiono cartelli con slogan in cinese che dicono: “Sostenete il Myanmar, non la dittatura”:

I cittadini del Myanmar protestano contro il colpo di stato militare davanti all'ambasciata cinese.

NON VOGLIAMO LA DITTATURA. #CosaStaSuccedendoInMyanmar #GolpeDel1Febbraio

@Alicebrosel ha condiviso una foto di un altro manifestante con un costume cinese e un cartello che dice: “La dittatura militare in Myanmar è made in China”:

Manifestante di fronte all'ambasciata cinese a Yangon oggi, vestito dal giudice Pao della famosa serie tv taiwanese, per mostrare il rifiuto della gente del Myanmar nei confronti del sostegno della Cina alla giunta militare del Myanmar. #VergognatiCina #CosaStaSuccedendoInMyanmar

I cittadini del Myanmar sono anche preoccupati per una legge sulla sicurezza informatica introdotta dal governo militare che permette di bloccare siti, rimuovere contenuti e incriminare i cittadini per la diffusione di disinformazione. Dal momento che il governo cinese è il massimo esperto al mondo nel controllo e nella censura del traffico Internet, molti credono che il Paese stia giocando un ruolo fondamentale nell'implementazione della legge.

L'utente di Twitter @ruddy5702 ha scritto:

Commento di Kenneth Roth di Human Rights Watch all'articolo del Washington Post:

Il governo cinese continua a coprire la giunta militare del Myanmar. Pechino insiste a rivedere la risoluzione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, per eliminare le richieste di aumentare la capacità degli esperti di diritti dell'ONU di indagare sulle violazioni dei diritti umani da parte dell'esercito.

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Tweet di @ruddy5702:

⚠️LA CINA SOSTIENE IL COLPO DI STATO MILITARE ⚠️
L'esercito sta per attuare una nuova legge sulla sicurezza informatica per controllare ciò che le persone fanno online. In pratica non ha la tecnologia e gli strumenti per metterla in pratica, ed è qui che la Cina entra in gioco.

L'accesso dei cittadini del Myanmar a Internet ha subito periodiche interruzioni sin dal colpo di stato. Tuttavia, dal 14 febbraio, l'organizzazione per i diritti digitali NetBlocks ha riportato blocchi quasi totali di Internet tra l'1 e le 9 del mattino:

⚠️ Confermato: è in atto un blocco quasi totale di Internet in #Myanmar, all'1 del mattino ora locale; i dati in tempo reale mostrano livelli di connessioni pari al 14% rispetto al solito, dopo il blackout delle informazioni ordinato dallo Stato; evento in corso 📉

📰Leggi anche: https://t.co/Jgc20OBk27

Si ipotizza anche che le frequenti interruzioni di corrente in Myanmar siano legate alla sperimentazione e installazione di una versione del Myanmar del Great Firewall. Anche problemi di decodifica linguistica degli utenti del Myanmar hanno rafforzato quest'ipotesi, come osservato dall'utente @blahbla69235153:

Tweet di @YourAnonCentral:

Le tue app, impostazioni o messaggi sono improvvisamente scritti in mandarino o qualche dialetto cinese? Se sì, di che app o servizi si tratta? Siete riusciti a ripristinare le impostazioni della lingua? Fateci sapere nei commenti qui sotto. #CosaStaSuccedendoInMyanmar #ColpoDiStato16Febbraio #Myanmar

(nell'immagine il Presidente cinese Xi Jinping stringe la mano a un ufficiale dell'esercito del Myanmar dicendo: “Non dirlo a nessuno… ti aiuterò”)

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Commento di @blahbla69235153:

Qui molti stanno già affrontando questo problema. Quanto mandiamo messaggi al MPT 7979 (operatori mobili) in inglese rispondono in inglese, ma quando scriviamo in birmano rispondono in cinese.

Di fronte alle critiche in Myanmar e nel resto del mondo, l'ambasciatore di Pechino in Myanmar Chen Hai ha negato che la Cina sia stata “informata in anticipo del cambiamento politico” e che la situazione attuale “non è assolutamente qualcosa che la Cina voglia vedere”.

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