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In Perù le giovani indigene cantano rap contro la violenza sessuale

Categorie: America Latina, Perù, Arte & Cultura, Citizen Media, Diritti umani, Donne & Genere, Idee, Indigeni

Screenshot del video “Warmallan amaraq mamaqa” (Bambine, non madri). Video di Kusi Kawsay pubblicato su YouTube [1].

In occasione della Giornata internazionale della donna indigena [2] [es, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], che si celebra ogni anno il 5 settembre, studentesse dell’istituto Kusi Kawsay [3] hanno realizzato un video musicale rap il cui titolo è l'hashtag in lingua quechua #WarmallanAmaraqMamaqa [4] (“Bambine, non madri”). Il loro obiettivo è [5]:

[…] exigir la protección a sus derechos y que las niñas víctimas de violación sexual puedan acceder sin discriminación a Kits de Emergencia y al aborto terapéutico.

[…] esigere che i propri diritti vengano difesi e che le bambine vittime di violenza sessuale possano accedere senza subire discriminazioni a servizi di emergenza e aborto terapeutico.

Si può trovare il video completo, pubblicato il 6 settembre, sull'account Twitter della scuola Kusi Kawsay e su YouTube [1]. Le giovani cantano musica rap in spagnolo e quechua.

Il video della campagna #WarmallanAmaraqMamaqa delle giovani di Kusi Kawsay. Chiediamo che i diritti delle bambine delle aree rurali e indigene siano rispettati.

Il testo, che include versi come “metto la paura in evidenza”, “sminuire le donne, parte della colonizzazione” e “mai in silenzio”, è stato scritto da Elizangela, un'adolescente di 13 anni:

1 / 7 Testo rap scritto da Elizangela, 13 anni: Campagna giovanile di #WarmallanAmaraqMamaqa (#BambineNonMadri in quechua). Questo video è stato creato da giovani della scuola Kusi Kawsay per chiedere la salvaguardia delle bambine delle aree rurali e indigene. Prestate attenzione! ✊🏾

Le giovani sono studentesse dell'istituto educativo non a scopo di lucro Kusi Kawsay. Questa scuola si trova nel distretto di Písac [12] [it], nella regione di Cusco, a poco meno di 3000 metri sopra il livello del mare, ed è finalizzata all'educazione di minori indigeni delle comunità locali.

Nel loro sito web [3] menzionano la loro filosofia educativa, che include elementi della pedagogia Waldorf [13] [it], che si propone di sviluppare le abilità intellettive, artistiche e pratiche degli alunni con metodi olistici:

La filosofía educativa de Kusi Kawsay está basada en la tradición andina a lo cual ha integrado algunos elementos de la pedagogía Waldorf. Actualmente atiende a un estimado de 95 niñas y niños del Valle Sagrado de los Incas en Pisac, Cusco. Actualmente cuenta con tres niveles: inicial, primario y secundario.

La filosofia educativa di Kusi Kawsay si basa sulla tradizione andina a cui abbiamo integrato alcuni elementi della pedagogia Waldorf. Attualmente si stima che frequentino la nostra scuola 95 bambine e bambini della Valle sacra degli Incas a Pisac, Cusco. Attualmente prevede tre livelli: introduttivo, primario e secondario.

Nel testo della canzone vengono menzionate 700 denunce di stupro di bambine durante il periodo di isolamento per la COVID-19. Sulla base dei dati [14] del Programma nazionale Aurora del Ministero delle donne e delle popolazioni vulnerabili, risultano interventi per 6072 casi di violenza [14] contro minori di 17 anni tra il 16 marzo e il 31 agosto (il periodo di isolamento sociale per la pandemia della COVID-19).

Immagine [14] del Ministero delle donne e delle popolazioni vulnerabili del Perù, pubblico dominio.

Nello stesso rapporto si aggiunge che è stato registrato che il 16,2 % dei minori è stato vittima di violenza sessuale, di questi il 92,9 % sono bambine e il 7,1 % bambini. La regione di Cusco è la terza a livello nazionale per numero di violenze sessuali contro i minori, con il 9,7% di tutti i casi segnalati.