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Infrastrutture fatiscenti e carenza di ossigeno colpiscono la risposta indiana alla COVID-19

Image by Raam Gottimukkala from Pixabay. Used under a Pixabay License.

Immagine di Raam Gottimukkala da Pixabay. Utilizzata secondo la licenza di Pixabay.

Più di 2000 persone sono decedute a causa della COVID-19 [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] in un solo giorno in India. Il 21 aprile, un'interruzione nella fornitura di ossigeno ha ucciso 24 pazienti, dimostrando con effetti devastanti quanto le infrastrutture della terza maggiore economia dell'Asia siano state sopraffatte dalla pandemia.

Nel pieno dell'emergenza di salute pubblica causata dalla seconda ondata di COVID-19 nel Paese, il governo sta rilanciando la campagna vaccinale e ampliando le misure di quarantena a livello locale, invece di imporre lockdown diffusi.

Il Ministero della Salute ha registrato 2023 decessi il 21 aprile, il numero più elevato dall'inizio della pandemia più di un anno fa. Dalla mancanza di fondamentali medicinali salvavita come il Remdesivir e carenza nella fornitura di ossigeno alla scarsa disponibilità di letti negli ospedali, le città e i villaggi dell'India stanno affrontando una crisi in apparenza insormontabile.

Gli esperti registrano un aumento dei casi di COVID-19 nelle città di seconda e terza fascia del Paese (piccole città e villaggi, secondo la classificazione nazionale basata sulla popolazione), che spesso non hanno infrastrutture sanitarie essenziali per il trattamento. Inoltre, nonostante la carenza di dati, gli scienziati indiani ipotizzano che l'attuale ondata sia alimentata da una nuova variante indiana, chiamata B.1.617, che si è diffusa in almeno 15 altri Paesi.

Le immagini di ospedali che affrontano perdite di ossigeno, di pire funerarie di massa e di corpi lasciati in disparte dai membri della famiglia che faticano a trovare carri funebri, mentre, come riporta l'agenzia di stampa Reuters, gli indiani bypassano i canali consueti per cercare risorse per letti in ospedale e bombole di ossigeno su Twitter, svelano una mancanza di preparazione da parte del governo indiano.

Il fotoreporter di Reuters Danish Siddiqui ha condiviso su Twitter immagini di scene angoscianti da un ospedale di Nuova Delhi:

Scene dall'interno e dall'esterno di un ospedale COVID-19, durante la diffusione della malattia a Nuova Delhi, India, 15 aprile 2021.
Oggi, l'India ha registrato più di 200 000 casi positivi e più di 1000 decessi.

L'epidemiologo Ramanan Laxminarayan ha delineato sul New York Times il passaggio della situazione in India da gestibile a cupa in sole poche settimane, affermando che “è un risultato diretto di noncuranza e mancanza di preparazione da parte del governo”.

Il governo indiano ha cantato vittoria sul virus velocemente e ha persino presieduto un incontro per parlare del successo. Il messaggio da parte del governo, con comizi elettorali e celebrazioni delle festività, è stato confuso nella migliore delle ipotesi, portando negli stati indiani a un allentamento dei lockdown per un risveglio dell'economia.

Il Primo Ministro indiano Narendra Modi si è scontrato con aspre critiche per aver gestito male la pandemia e aver tenuto molteplici comizi elettorali con decine di migliaia di spettatori nello stato del Bengala Occidentale. Mentre la portata della seconda ondata diventava evidente, questa settimana Modi ha affermato che il virus stava devastando l'India “come una tempesta”, ma non ha organizzato una conferenza stampa sulla crisi.

Da 1700 decessi martedì, la conta dei morti a causa della COVID-19 a mercoledì mattina è 2023. In qualunque altra democrazia, il Primo Ministro del Paese terrebbe una conferenza stampa, rispondendo alle domande dei giornalisti sui problemi urgenti e alleviando le preoccupazioni.

Un vortice di fattori, compresi varianti altamente infettive del virus, comizi politici di massa e la celebrazione religiosa di Kumbh Mela [it] – che ha attirato più di 10 milioni di persone – ha aumentato la diffusione delle infezioni, sostengono gli epidemiologi. Inoltre, in questa seconda ondata, i bambini e gli under 45 sono colpiti duramente da una malattia che prima si considerava più pericolosa per le persone anziane, come riportato dall’AFP.

Campagna vaccinale e conflitto politico

Per assicurare una vaccinazione di massa dopo che molti stati hanno riferito di non avere più dosi, l'India ha annunciato che le persone over 18 sarebbero state vaccinate dall'inizio di maggio. Il Serum Institute of India [it] con sede nella città di Pune ha comunicato prezzi fissi di 400 rupie (circa 4,30 euro) per ogni dose di vaccino per gli ospedali statali – quasi 2,7 volte il precedente prezzo concordato con il governo indiano.

I lost my beautiful friend today. She was the greatest, funniest, biggest hearted person who’d always stand you for a rum and Coke with a plate of kabobs. Shaoli was extremely high risk because of her underlying health conditions, and had been trying to get a vaccine 1/n https://t.co/q7nqT1eFa1

— Naheed Phiroze Patel is on hiatus (@bookwalee) April 22, 2021

Ho perso la mia bellissima amica oggi. Era una persona davvero fantastica, divertente e dal cuore grande, che c'era sempre per un rum e Coca con un kebab. Shaoli era ad altissimo rischio a causa delle sue pregresse condizioni di salute e aveva cercato di ottenere un vaccino.

Dato che l'onere dell'approvvigionamento di vaccini è a carico degli stati indiani – assolvendo così il governo di Modi dalle maggiori responsabilità sulla vaccinazione – l’annuncio ha scatenato risposte furiose dai decisori politici e dai governi statali.

Il Primo Ministro del Kerala Pinarayi Vijayan ha twittato:

É richiesta la completa vaccinazione per abbattere la seconda ondata della COVID-19. Ho chiesto al Primo Ministro dell'India di riconsiderare la nuova politica sulla distribuzione del vaccino, cosicché ne sia garantita la disponibilità e non si incorra in un ulteriore sacrificio economico, permettendo agli stati di compiere gli obblighi costituzionali nel settore sanitario.

L'ex Primo Ministro indiano Manmohan Singh ha scritto a Modi, suggerendo come estendere gli sforzi vaccinali in India. Ha consigliato al governo di guardare alla percentuale totale di popolazione vaccinata piuttosto che focalizzarsi sui numeri assoluti. Singh, 88 anni, che in seguito è risultato positivo al virus, ha sostenuto che l'India potrebbe migliorare la propria risposta con una pianificazione politica migliore. I suoi consigli sono stati respinti dal Ministro della Salute Harsh Vardhan, che ha risposto che Singh dovrebbe dare consigli al suo stesso partito, l'Indian National Congress, che ha accusato di cercare di far deragliare la campagna vaccinale in India. Vardhan ha riconosciuto che l'attenzione di Singh sulla vaccinazione era condivisa anche dal governo indiano e ha fatto notare che altri membri del Congresso indiano “non sembrano condividere” la visione di Singh, visto che diffondono indecisione sul vaccino e non hanno “pronunciato una sola parola di gratitudine nei confronti della nostra comunità scientifica e dei nostri produttori di vaccini per l'innovazione creata in circostanze impegnative”.

La settimana scorsa, il giornalista Vinay Srivastava, originario della città di Lucknow, ha perso la battaglia contro la COVID-19 mentre stava scrivendo dei tweet con i suoi livelli di ossigeno in discesa e cercando aiuto da parte delle autorità governative. Srivastava, 65 anni, è deceduto senza alcun intervento da parte dei medici quando i suoi livelli di ossigeno sono crollati a 52% (un individuo sano presenta 95% o più). Ha sostenuto che nessuno dottore od ospedale aveva risposto alla sua chiamata.

In India i crematori e le agenzie di pompe funebri sono rimasti senza spazio per seppellire i defunti, mentre i loro dipendenti faticano a completare i riti finali, a causa della mancanza di kit di sicurezza e di personale. I reportage hanno rivelato che i crematori indiani stanno lavorando 24 ore su 24, provocando la fusione delle parti metalliche delle fornaci e il crollo dei camini, a causa dell'uso ininterrotto per 14 giorni, a sottolineare il crescente numero di decessi.

Nel frattempo, è stato riferito che alcuni stati stanno sottostimando il numero dei decessi. L'imprenditore Peri Maheshwer ha sostenuto su Facebook:

An analysis by Financial Times across seven districts in 4 states, 1,833 people died while only 228 have been officially reported.

Un'analisi del Financial Times in 7 distretti in 4 stati sostiene che sono decedute 1833 persone, mentre sono stati ufficialmente registrati solo 228 decessi.

Mentre il sistema sanitario indiano si distende fino al punto di rottura, molti pazienti si stanno arrendendo alle infezioni nelle loro case o sulle strade, senza alcuna assistenza medica. Queste morti non vengono conteggiate come correlate alla COVID-19, cosicché gli stati registrano cifre di decessi molto più basse di quelle reali, come riferito dal Financial Express.

Tuttavia, poiché l'India emerge da una massiccia contrazione dei dati sulla crescita trimestrale, i politici sono restii a imporre lockdown di larga scala che potrebbero far chiudere delle attività e spingere i migranti a tornare ai propri villaggi. Modi ha invece chiesto ai leader degli stati di mettere in quarantena quartieri ed enclavi.

Urvashi Kapoor ha contribuito a questo post.

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