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Intensificata la repressione in Myanmar con bombardamenti aerei che causano altre uccisioni e sfollamenti

Manifestanti anti-golpe reggono uno striscione che chiede il ripristino del governo civile in Myanmar. Foto dell'autore.

Questo articolo [en] è stato originariamente pubblicato su Medium ed è stato scritto da un blogger che non vuole essere identificato. Una versione modificata è stata pubblicata di seguito.

Nota: questo articolo contiene immagini scioccanti di violenza.

Per tutto il mese di Marzo 2021 il regime militare del Myanmar ha portato avanti la brutale soppressione dei movimenti per i diritti civili, che chiedevano [en] il ripristino della democrazia nel paese dopo il colpo di stato militare del 1° febbraio. 

Le proteste in tutto il paese hanno messo in discussione [en] il governo militare da febbraio. A partire da marzo, la giunta ha intensificato la repressione [en] contro manifestanti pacifici.

Mentre la pressione proveniente dalle organizzazioni armate delle minoranze etniche (EAO) diventava più forte, l’ultima settimana di marzo è stata testimone delle rappresaglie più sanguinose da parte dei militari del Myanmar, che hanno ordinato bombardamenti aerei sui villaggi nelle zone controllate dall’EAO. A partire dal 2 aprile, 550 manifestanti, tra cui 46 bambini, sono stati uccisi mentre circa 12.900 abitanti dei villaggi hanno abbandonato le loro case per sfuggire agli scontri tra il regime militare e le EAO negli Stati Karen e Kachin [my, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione].

Di seguito, una cronologia delle violenze inflitte dalla giunta ai civili e ai manifestanti durante la seconda metà di marzo:

Il 19 marzo, un'operazione militare in una piccola città di Aung Ban nello Stato Shan ha provocato la morte di nove manifestanti.

A partire dal 21 marzo, il regime ha intensificato la violenza a Taunggyi, la capitale dello Stato Shan. Filmati condivisi su Facebook hanno mostrato soldati che sparavano ai manifestanti e torturavano i civili nelle loro case.

Lo stesso giorno, i militari hanno intensificato le repressioni durante la notte in alcune parti di Mandalay, la seconda città più grande del Myanmar, uccidendo cinque persone, tra cui un ragazzo di 15 anni. La repressione è continuata il giorno dopo a Mandalay con l'uccisione di altre quattro persone, una delle quali era un ragazzo di 13 anni.

Il 23 marzo, i soldati hanno fatto irruzione in una casa e hanno sparato a una bambina di sette anni mentre era in braccio a suo padre. Anche il fratello di 19 anni è stato gravemente colpito alla testa con il calcio di un fucile e arrestato dai soldati. Questi bambini sono stati le prime delle tante vittime degli attacchi intensificati dei militari contro i giovani.

Da quanto riferito, persone sarebbero state uccise 22 persone durante tre giorni di violenza continua a Mandalay.

Il 24 marzo, è stato organizzato uno sciopero del “giorno del silenzio” in tutta la nazione, in cui la gente ha “protestato” non uscendo per le strade, mentre negozi e mercati sono rimasti chiusi.

Le truppe della giunta picchiano e prendono a calci i manifestanti detenuti mentre vengono trasferiti da un camion militare a un furgone della prigione a #Myeik ieri. Più di 30 protestanti anti-golpe sono stati arrestati a #Myeik durante il #Mar26Coup e 4 uccisi. #CheCosaStaAccadendoInMyanmar

“Giorno della vergogna”

Sabato 27 marzo, mentre i leader della giunta celebravano la “Giornata delle Forze Armate” nella capitale Nay Pyi Taw, le forze del regime hanno scatenato il più spietato attacco contro i manifestanti provocando un bagno di sangue in 40 città del paese. Il bilancio delle vittime è salito a 114. 

Sabato sono state uccise almeno 114 persone in tutto il Myanmar durante i brutali attacchi delle forze armate della giunta. Il nostro reportage è stato aggiornato per tenere conto di queste cifre.

Quel giorno sono stati uccisi anche cinque bambini. Un ragazzo di 13 anni del distretto di Mingalar Taung Nyunt di Yangon è stato colpito dalla polizia antisommossa mentre giocava per strada. Il suo corpo è stato portato via dalla polizia. Anche un bambino di un anno è stato gravemente ferito da un proiettile di gomma. A quel punto, i militari avevano già ucciso 29 persone sotto i 18 anni in tutto il paese. 

Nella città di Dawei i filmati delle telecamere di sorveglianza hanno mostrato i soldati del regime su un camion mentre tentavano di uccidere tre civili su una moto mentre stavano semplicemente attraversando la strada. Due sono fuggiti, ma una persona è stata uccisa. 

È un dispiacere vedere la brutalità dei gruppi della giunta che picchiano un civile indifeso a Myeik oggi #Mar27Coup. Per troppo tempo i gruppi della giunta hanno goduto dell'impunità per i crimini che hanno commesso nei confronti di civili in tutto il #Myanmar. #CheCosaStaAccadendoinMyanmar.

Il crimine più efferato è stato forse durante un'incursione militare avvenuta una notte a Mandalay, quando un residente è stato bruciato vivo. 

‘Aiutami, madre’ – il residente di Mandalay colpito e bruciato vivo dalle truppe della giunta.

Il 40enne Aye Ko lascia quattro figli. #CosaStaAccadendoInMyanmar

Prima del bagno di sangue, il regime ha confermato durante un annuncio alla televisione di stato che stava attuando una politica per sparare in testa alle persone, avvertendo che si sarebbe adoperato maggiormente se le proteste fossero continuate. 

Per questo e per l’alto numero di vittime, la comunità internazionale ha soprannominato la Giornata delle Forze Armate del regime militare del Myanmar come un “Giorno della vergogna”.

La Giornata delle Forze Armate era originariamente conosciuta come Giorno della Resistenza, riferito a quando l'esercito del Myanmar espulse le forze giapponesi durante la seconda guerra mondiale. Più tardi, la giunta militare lo cambiò in Giornata delle Forze Armate, localmente conosciuto come Giorno del Tatmadaw (တပ်မတော်နေ့)

Come simbolo della resistenza antifascista, il 27 marzo gli attivisti hanno chiesto al popolo di uscire per manifestare a livello nazionale. 

Impunità persistente

Domenica 28 marzo, la repressione militare nella città centrale di Monywa, dove le proteste di massa erano all’ordine del giorno, ha provocato la morte di cinque persone. 

L'attivista per i diritti delle donne Khukhu Celina, dell'organizzazione Women for Justice (Donne per la Giustizia), è stata uccisa dalle forze armate della giunta durante la repressione di una protesta anti-golpe a Kalay, Sagaing. Le hanno sparato al petto con proiettili veri. Gli abitanti del posto hanno riferito che altri tre sono rimasti feriti nell'attacco.

A Yangon ci sono state anche segnalazioni di militari che hanno impiegato granate innescate nel quartiere di Hlaing.

Nella notte, i militari hanno condotto un’azione repressiva nella città di Pathein, nella regione del delta, innescando blackout elettrici e di internet.

Analogamente a quanto avvenuto a Sud Dagon, municipalità di Yangon, durante la repressione notturna i militari hanno usato fucili mitragliatori.

L’azione repressiva è continuata il 29 marzo a Sud Dagon, dove le forze del regime hanno usato lanciarazzi RPG (granate con propulsione a razzo) per abbattere la forte resistenza dei manifestanti. Un'altra persona è stata trovata per strada con il corpo bruciato per strada dai militari durante la notte (non era chiaro se fosse ancora viva mentre il fuoco ardeva). Ventuno persone sono state confermate morte durante i due giorni di repressione.

Dal 30 marzo, per tre giorni, anche i civili della città di Kalay e delle zone vicine, dove vi è una maggioranza di etnia Chin, avevano messo in atto una dura lotta contro le forze militari. In quello scontro sono morti diciassette civili. 

Bombardamenti aerei nei villaggi etnici 

Dall'11 marzo, il KIA (Kachin Independence Army, l’Esercito per l'indipendenza Kachin) ha attaccato le basi militari vicino a Hpa-Kant, una città del nord dello Stato Kachin. Secondo quanto riferito, l’esercito avrebbe risposto con bombardamenti aerei contro il KIA.

Dal 2011 è in corso una guerra civile [en] decennale tra il KIA e l'esercito del Myanmar, con occasionali accordi di cessate il fuoco.

Il KIA ha affermato di aver rinnovato l’offensiva contro la giunta a causa delle atrocità del Tatmadaw nei confronti dei civili.

Il 23 marzo, anche l'Esercito Arakan dello Stato Rakhine ha condannato la violenza delle forze di Tatmadaw. Si tratta di un aspetto significativo, in quanto, all’inizio del colpo di stato, i militari hanno concesso una tregua con l’Esercito Arakan, che ha messo fine all’intensificarsi dei combattimenti nello Stato Rakhine, iniziati nel 2018. L'11 marzo, il consiglio militare aveva anche rimosso la precedente designazione dell’Esercito Arakan come gruppo terroristico.

Il 27 marzo, durante la Giornata delle Forze Armate, il KNU (Unione Nazionale Karen) ha attaccato e occupato una base militare vicino a Thee Mutra nello Stato Karen.

La sera stessa, l'esercito del Myanmar ha iniziato a rispondere con bombardamenti aerei nei territori controllati dal KNU. I continui bombardamenti durante il fine settimana hanno costretto oltre 10.000 persone dei villaggi vicini a fuggire dalle loro case. Gli attacchi sono continuati fino al 30 marzo, provocando la morte di almeno 20 civili.

30 marzo 2021

Bambini uccisi e feriti da bombardamenti aerei quotidiani dell'esercito birmano, 12.000 persone si trovano ora sfollate nello Stato Karen

Vedi rapporto completo: https://t.co/z9m5sY1gtE

More than 10,000 Karen people living in KNU-controlled areas have been displaced as a result of the coup regime's airstrikes. In the four days between Mar 27 to 30, these strikes killed 20 civilians and wounded at least 14. #WhatsHappeningInMyanmar pic.twitter.com/IpyJJH9U0l

— Myanmar Now (@Myanmar_Now_Eng) April 2, 2021

Più di 10.000 persone dello Stato Karen che vivono nelle aree controllate dal KNU sono state sfollate a causa dei bombardamenti aerei del regime golpista. Nei quattro giorni tra il 27 e il 30 marzo questi attacchi hanno ucciso 20 civili e ne hanno feriti almeno 14. #CosaStaAccadendoInMyanmar

Il 28 marzo, il KIA aveva occupato quattro basi militari vicino alla città di Hpa-Kant. Il giorno dopo, l'esercito ha risposto con un bombardamento aereo. Altre persone erano fuggite a causa del combattimento nella zona di Hpa-Kant.

A #Inganyan, municipalità dello Stato #Kachin, avente in tutti i villaggi 195 famiglie, 904 persone stanno scappando. Gli sfollati hanno bisogno di assistenza di emergenza ma il consiglio militare sta bloccando gli aiuti. Sono fuggiti dal villaggio il 15 marzo e attualmente necessitano di cibo e beni di prima necessità. #CosaStaAccadendoInMyanmar

Il 30 marzo, una coalizione di gruppi etnici armati, vale a dire l'Esercito dell'Alleanza Democratica Nazionale del Myanmar, l’Esercito Arakan e l’Esercito di Liberazione Nazionale Ta’ang, ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che difenderà e prenderà le parti dei civili se le misure di repressione militari continueranno.

Dal 1° febbraio, durante le proteste e i bombardamenti aerei, sono morti [en] più di 46 bambini negli ultimi due mesi.

Questi sono i bambini uccisi dalle forze del regime del Myanmar dal 1 febbraio. #CosaStaAccadendoInMyanmar
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La ribellione del popolo

Per tutta la seconda metà di marzo, molte città di tutto il Myanmar hanno continuato a ribellarsi manifestando per le strade.

Oggi (29 marzo) circa 20.000 persone, compresi i monaci, hanno partecipato a una manifestazione contro la dittatura militare a Tangse, Sagaing. #CosaStaAccadendoInMyanmar

A Yangon, dopo aver sperimentato i provvedimenti restrittivi disumani, i giovani hanno continuato a scendere nelle varie strade dei quartieri, avvalendosi di tattiche da guerriglia per eludere le forze militari.

I manifestanti hanno anche scelto ore insolite come l’alba o la notte per organizzare le loro azioni. Altre proteste hanno organizzato azioni simboliche come palloncini rossi o fiori, senza persone, così da evitare l’arresto o l’uccisione.

La notte del 31 marzo, il Comitato Rappresentativo del Pyidaungsu Hluttaw (un organo di controgoverno istituito da membri del parlamento estromessi), ha introdotto la Carta Federale della Democrazia come tabella di marcia per portare avanti il futuro politico del paese nella lotta contro il brutale regime militare, dichiarando che la Costituzione del 2008, redatta dalla precedente giunta, era stata abolita. 

Nei giorni seguenti, in diverse città la gente ha protestato bruciando la costituzione così come la bandiera. 

Undeterred by brutal crackdowns, anti-regime protesters in #Monywa, Sagaing Region, took to the streets for a 54th day on Apirl 1. Protesters burned copies of the military-drafted 2008 Constitution, celebrating the declaration of its abolition by #Myanmar elected MPs. (Photo: CJ) pic.twitter.com/1FJtHoCxBn

— The Irrawaddy (Eng) (@IrrawaddyNews) April 1, 2021

Senza perdersi d’animo davanti alla brutale repressione, il 1 aprile i manifestanti anti-regime a #Monywa, nella regione di Sagaing, sono scesi in strada per il 54esimo giorno. I manifestanti hanno bruciato copie della Costituzione del 2008 redatta dai militari, celebrando la dichiarazione della sua abolizione da parte dei deputati eletti in #Myanmar.

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