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La mancata opportunità per una riforma dei diritti digitali in Gambia

Un negozio di cellulari in Gambia. 7 dicembre 2005. Foto di NicholBrummer su Flickr CC BY 2.0.

In Gambia i social network sono diventati il luogo in cui i cittadini possono non solo esprimersi ma anche accedere a fonti di informazione libera. Whatsapp e Facebook sono tra le piattaforme più gettonate.

L'attuale presidente Adama Barrow ha persino elogiato l'impatto positivo che i social media [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] hanno avuto sulla sua campagna elettorale nel 2016. In quel momento, durante delle elezioni molto contestate, il presidente uscente Yahya Jammeh aveva negato ai politici l'accesso agli organi di stampa nazionale. Alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2016, il blocco totale del servizio internet aveva fatto calare il silenzio sul paese, ma alla fine Barrow aveva avuto la meglio.

Molti cittadini nutrivano la speranza che Barrow potesse annunciare delle nuove riforme sui diritti digitali, la cui tutela è quasi inesistente nel paese.

Eppure, quasi cinque anni dopo, la bozza di Costituzione si trova a un punto morto, incapace di includere e preservare sufficientemente i diritti digitali. Ora, gli attivisti continuano a battersi per abolire molte delle leggi draconiane istituite sotto il regime di Jammeh, leggi che reprimono il dissenso e censurano i cittadini online.

Le rassegne stampa quotidiane, insolite se non inconcepibili durante il precedente governo di Jammeh, hanno iniziato ad essere pratica diffusa subito dopo l'insediamento al governo di Barrow nel 2016. Ogni giorno, diverse radio leggono articoli di giornale in tutte le principali lingue locali; i gambiani sono incollati alla radio e subito dopo la trasmissione delle notizie, molti di loro le fanno diventare delle note audio WhatsApp.

Tuttavia, durante gli anni del governo Jammeh, leggi come quella sull'Informazione e la Comunicazione del 2013 hanno impedito ai cittadini di creare delle piattaforme digitali online indipendenti, dato che il governo temeva che tali piattaforme sarebbero state usate per rivelare gli illeciti compiuti dal governo. Alcuni gambiani hanno quindi lasciato il paese per costituire dei servizi di informazione online all'estero.

Dopo l'odissea elettorale, molti attivisti si aspettavano che il nuovo governo avrebbe considerato la riforma dei diritti digitali una delle prime riforme da attuare, per migliorare le infrastrutture digitali e proporre politiche sensate e per evitare un'altra interruzione del servizio internet e garantire così i diritti digitali a tutti.

Del resto, il potere dei social media ha contribuito alla vittoria del governo di Barrow durante le elezioni del 2016.

Nel 2017, l'Assemblea Nazionale del Gambia ha istituito una commissione per redigere una nuova raccolta di leggi per sostituire la Costituzione del 1997 e gli attivisti hanno colto questa opportunità per esporre chiaramente la questione e presentare nuove linee guida sulla libertà di parola online e sui diritti digitali.

“I social media sono stati fondamentali per il cambio di governo, ma oggi se ne sta abusando. Penso che il governo dovrebbe agire per esaminare la questione, come ha fatto la Cina per censurare le informazioni diffuse tramite i social media attraverso la tecnologia”, ha detto Foday Gassama, un ex membro dell'Assemblea Nazionale, durante un'intervista di Marzo 2019 al quotidiano The Standard.

Sostenere la riforma dei diritti digitali

Alieu Sowe, di Give1PROJECT (al centro), mentre si esprime sulla questione dei diritti digitali durante una sessione del processo di Revisione Periodica Universale (UPR). Foto di STS Pictures che ne ha concesso l'utilizzo.

Il potere di internet va ben oltre l'utilizzo dei social network. I cittadini lo usano per esprimersi, ma i giornalisti possono usarlo per diffondere rapidamente le notizie attraverso piattaforme digitali non tradizionali.

Il Give1PROJECT Gambia, un'organizzazione non governativa, ha cercato di promuovere le riforme sui diritti digitali all'interno della bozza di Costituzione e insieme alle autorità e ad altri gruppi interessati si è impegnata per ottenere delle leggi trasparenti e favorevoli al digitale.

Nel dicembre 2019, il team di Give1PROJECT, insieme ad altre parti coinvolte, ha presentato un position paper alla commissione di revisione costituzionale. Hanno sostenuto la necessità di includere diverse clausole tra cui quella per la protezione del diritto di privacy online dei cittadini, quella per la protezione degli informatori e per la libertà di parola online.

Give1PROJECT ha anche lanciato delle campagne radiofoniche e organizzato molteplici appuntamenti per coinvolgere la comunità e facilitare il dialogo con i cittadini, con l'obiettivo di includere le richieste delle persone e ispirare una maggiore partecipazione al dialogo sui diritti digitali.

Alcuni partecipanti hanno voluto sottolineare la necessità di una legge per la protezione degli informatori, per mettere un freno alla corruzione. Altri hanno chiesto che internet venga considerato un diritto umano all'interno del codice del Gambia, sperando di evitare futuri blocchi del servizio.

Le leggi sulla protezione dei dati sono state discusse citando un contratto controverso tra il governo e Semlex, una società operante nel campo della biometrica, per produrre carte d'identità elettroniche. La procedura ha richiesto la raccolta dei dati personali dei cittadini ma la mancanza di chiare regole riguardo al sistema per monitorare come queste informazioni venivano elaborate, memorizzate o utilizzate dal governo, ha esposto i cittadini a possibili furti d'identità.

L'organizzazione ha anche fatto una presentazione durante le pre-session della 34a sessione della Revisione Periodica Universale (UPR) per il Gambia durante il vertice delle Nazioni Unite a Ginevra.

Tra le proposte chiave c'è stata la richiesta di attuare una riforma delle leggi sulla protezione dei dati personali e la privacy, al fine di fornire garanzie sul trattamento dei dati personali e proteggere il diritto alla privacy online.

Give1PROJECT ha presentato le seguenti proposte:

  •  Attuare una riforma delle leggi sulla protezione dei dati personali e della privacy al fine di fornire garanzie sul trattamento dei dati personali e proteggere il diritto alla privacy online.
  • Abrogare nella sua interezza l’Official Secrets (Amendment) Act 2008, che ha reso illegale pubblicare o comunicare “qualsiasi codice, parola, bozza, piano, articolo, nota o altro documento ufficiale segreto” che potrebbe essere ritenuto utile a un “nemico” e promulgare e attuare una legge sul diritto all'informazione.
  • In conformità con gli standard internazionali, con le sentenze della Corte Suprema e della Corte della Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale (ECOWAS), abrogare le disposizioni che violano la libertà di espressione ai sensi del Criminal Code (2014) e della Legge sull'Informazione e la Comunicazione (2013) e sospendere il blocco del servizio internet.
  • Sollecitare il massimo impegno per fornire un uguale accesso alla tecnologia e alle comunicazioni a tutti i cittadini, compresi i gruppi svantaggiati ed emarginati, limitando le barriere economiche all'accesso. 

Tutte queste proposte sono state fatte durante la 34esima sessione UPR nel Novembre del 2019, per sottoporle all'esame del governo del Gambia. Fino ad oggi non si sono verificati grandi cambiamenti, soprattutto a causa della mancata approvazione da parte del parlamento della bozza di Costituzione e del referendum.

“L'attuale Costituzione, che di solito viene chiamata Costituzione di Jammeh, è stata rivista quasi 60 volte nel corso dei 20 anni del governo Jammeh. Una nuova Costituzione avrebbe permeso al paese di prendere le distanze dal passato difficile sotto Jammeh”, ha scritto Laura Angela Bagnetto di RFi.

La pandemia di COVID-19 ha ulteriormente evidenziato l'urgente necessità di migliori infrastrutture digitali e di riforme in tutto il paese, sia nelle aree urbane che in quelle rurali, per affrontare il crescente divario digitale nel paese.

Finché i diritti digitali non saranno considerati diritti umani, molti cittadini del Gambia continueranno a perdere le opportunità che la rete offre in abbondanza.

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