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Organizzazione indigena messicana vince una storica battaglia legale nelle telecomunicazioni

Disegno di TIC, usato con il loro permesso.

In Messico, un'organizzazione di telecomunicazioni indigena ha vinto una battaglia legale per continuare ad offrire linee di telefonia mobile alle comunità indigene del Paese a un costo accessibile.

Ciò crea un precedente giuridico affinché le comunità possano usare mezzi di telecomunicazioni propri, con concessioni sociali e senza dover pagare i diritti per l'utilizzo dello spettro radioelettrico.

Le comunità indigene del Messico, che rappresentano il 9,9% della popolazione del Paese, secondo le stime del censimento della popolazione del 2010, [es, come tutti i link seguenti] hanno meno accesso ai mezzi di comunicazione rispetto ad altri settori della popolazione. Su 66 paesi indigeni, solo 16 possiedono la copertura del 100% del servizio di telefonia mobile in almeno una tecnologia, come riferisce il Rapporto di copertura del sevizio mobile dei paesi indigeni del 2018.

Per questo motivo, una delle lotte portate avanti in queste comunità consiste nell'offrire tali servizi ai loro paesi, in modo da poter esercitare i propri diritti sulle telecomunicazioni. Dal 2013 inoltre, a Oacaxa, si è appreso il funzionamento di questa tecnologia e la sua amministrazione economica e legale.

Dopo due anni di lotte, il 13 gennaio 2021, la Corte Suprema della Giustizia federale si è pronunciata affinché l'organizzazione sociale Telecomunicazioni Indigene Comunitarie (TIC) continui ad essere esonerata dal pagamento dei diritti per l'uso dello spettro radioelettrico, concesso per la prestazione del servizio di telefonia mobile.

Ottima notizia! Con un voto unanime, è stata emessa una sentenza favorevole a TIC A.C. e in generale al settore delle #telecomunicazioni, proteggendo i diritti degli #indigeni per il funzionamento dei propri media. Una conquista delle comunità e delle organizzazioni!

TIC, il quarto operatore di telefonia mobile del Messico, è un'organizzazione senza scopo di lucro formata da 16 comunità indigene dello Stato di Oaxaca. Queste stesse comunità, nel 2016, hanno ottenuto il rilascio della prima concessione sociale indigena di telecomunicazioni per amministrare ed utilizzare le proprie reti di telefonia mobile. Alla fine del 2019 hanno ricevuto una seconda concessione della banda 10 GHz, atta a trasformare la rete attuale da un 2G a un 4G.

Membri del TIC mentre installano le antenne ad Oaxaca, Messico. Foto di Javier de la Cruz, usata con il suo permesso.

Nel 2018, il regolamento delle telecomunicazioni ha imposto ai concessionari indigeni il versamento di 1 milione di pesos (equivalenti a più di 50.000 dollari) per il pagamento dei diritti per lo sfruttamento delle risorse dello spettro radioelettrico della loro rete di telefonia mobile. Questa legge non faceva differenziazioni tra un concessionario comunitario e uno commerciale

Questo pagamento metteva in pericolo l'esistenza e la redditività del TIC, che offre un servizio di telefonia mobile e Internet in zone rurali e a costi accessibili. Rodrigo Huerta Reyna, coordinatore dell'area Giuridica delle Telecomunicazioni Indigene Comunitarie, aveva allora segnalato quanto segue nel sito di notizie SinEmbargo:

Damos servicio a comunidades que no son viables económicamente, obviamente un cobro de estos es impagable, además de que no tenemos el ánimo de lucro que los operadores comerciales.

Offriamo il nostro servizio a comunità poco redditizie, e ovviamente una spesa del genere è inestimabile, oltre al fatto che non abbiamo lo spirito lucrativo degli operatori commerciali.

Per questo TIC ha iniziato una battaglia legale in tribunale, insistendo sul fatto che le loro operazioni non hanno fini di lucro e dunque non c'è alcuno sfruttamento commerciale che debba essere pagato. TIC è così arrivato fino alla Corte Suprema della Giustizia federale, vincendo la sentenza.

Diseño de TIC, utilizado con permiso.

Attualmente, la TIC offre servizio di telefonia mobile in circa 60 località, incluse 18 comunità indigene che ospitano approssimatamente 15.000 abitanti, come ci racconta Erick Huerta, che ha partecipato alla progettazione della strategia giuridica.

Aggiunge inoltre che il risultato della sentenza trascende queste comunità:

Va más allá de resolver nuestro asunto con el pago de derechos. Marca un criterio válido para cualquier obstáculo legal para los medios indígenas.

Va oltre la risoluzione della questione del pagamento dei diritti. Segna un criterio valido per qualsiasi ostacolo legale per i media indigeni.

In questo senso, l'ex-commissaria dell'Istituto Federale delle Telecomunicazioni, Alejandra Labardini, sottolinea che con questa sentenza “vi è un obbligo costituzionale di assistere i paesi e le comunità indigene” per mezzo di “azioni positive sia in termini di condizioni di acquisizione sia di concessioni, regolate soprattutto a favore di un utilizzo indigeno.”

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