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Rendere visibile lo swahili: identità, lingua e internet

Radici di un albero avvinghiate a un muro del quindicesimo secolo all'isola Kilwa Kisiwani, in Tanzania.

Resti dell'antica città di Kilwa, patrimonio UNESCO dal 1981. Immagine di David Stanley, CC BY 2.0.

Nota dell'editor: questo articolo è parte del progetto “Identity matrix: regolamentazione delle piattaforme sulle minacce online alla libertà d'espressione in Africa” [it], lanciato da Global Voices Africa subsahariana e Rising Voices con lo scopo di riflettere sull'intersezionalità tra i diritti digitali e le lingue africane.

Secondo l'UNESCO, le diversità linguistiche e culturali [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] sono di un'importanza strategica per le persone di tutto il mondo, poiché rafforzano l'unità e la coesione delle società.

Queste diversità hanno spinto la Conferenza Generale dell'UNESCO a istituire, nel novembre del 1999, la Giornata internazionale della lingua madre, che da allora ricorre il 21 febbraio di ogni anno. Inoltre, le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2019 come Anno internazionale delle lingue indigene, per porre l'attenzione sul rischio di estinzione delle lingue minoritarie.

Attualmente nel mondo esistono più di 7100 lingue e il 28% di queste si concentra in Africa. Nonostante ciò, è l'inglese a dominare il web in questo continente. Una ventina di anni fa l'80% dei contenuti online era anglocentrico, ora la cifra si aggira tra il 51 e il 55%.

4/4 Inglese
Possiamo affermare che sempre più persone desiderano connettersi a internet nella loro lingua madre? Ed è vero che 17 milioni di persone nel mondo non hanno motivo di connettersi a internet?

La domanda da un milione di dollari, quindi, è: questo brusco calo potrebbe indicare che le persone preferiscono la loro madrelingua, considerando che meno del 15% della popolazione mondiale parla inglese come prima lingua?

Swahili: una lingua in ascesa?

Lo swahili, oltre a essere riconosciuto come una delle lingue ufficiali dell'Unione Africana (AU) - insieme a inglese, portoghese, francese, spagnolo e arabo – è anche la lingua franca degli stati membri della Comunità dell'Africa orientale (EAC).

Nel 2017 il Rwanda, membro dell'EAC, ha approvato una legge per rendere lo swahili lingua ufficiale del paese, accanto a francese, inglese e kinyarwanda. Da quel momento è adoperato in ambito amministrativo, oltre a essere stato inserito nei programmi scolastici del paese.

In Uganda, a settembre 2019, il governo ha approvato la creazione del National Swahili Council, un'istituzione responsabile della promozione della lingua swahili. Inoltre, l'articolo 6 (2) della Costituzione dell’Uganda precisa che lo swahili è la seconda lingua ufficiale del paese e che potrà essere utilizzata nelle circostanze stabilite per legge dal Parlamento.

Nel 2018, il Sudafrica – che vanta 11 lingue ufficiali – ha formalizzato la presenza dello swahili nei curriculum scolastici e, nel 2019, la Comunità di sviluppo dell'Africa meridionale (SADC) ha adottato lo swahili come sua quarta lingua ufficiale.

L'invisibilità dello swahili online

Scorcio notturno di una piazza della città di Nairobi

Immagine di Rachel Strohm, CC BY-ND 2.0

Nonostante lo swahili sia tra le lingue africane più diffusecon circa 150 milioni di parlanti tra l'Africa orientale, la regione dei Grandi Laghi, il sud della Somalia, e alcune zone del Sudafrica, la sua visibilità online è scarsa.

John Walubengo, docente dell'Università Multimediale del Kenya, ha dichiarato al quotidiano kenyota Nation che l'assenza di una diversità linguistica e culturale sul web ha creato “una società con una visione omologata del mondo”.

Walubengo prevede che la maggior parte delle culture indigene finirà per cedere “la propria identità alla supremazia della lingua inglese”. Questa triste realtà può essere ribaltata solo se le comunità indigene “lotteranno per mantenere salda la propria identità sia online che offline”, afferma. 

Collegati con il nostro cofondatore per una TweetChat su identità, lingua e diritti digitali in Africa a partire da domani.

Ma non tutto è perduto. Esistono alcune organizzazioni che lottano in prima linea per la promozione e lo sviluppo dello swahili online. 

The Internet Corporation for Assigned Names and Numbers

 The Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), è un'organizzazione globale multistakeholder che coordina il sistema di nomi di dominio, gli indirizzi IP e i numeri di sistema autonomo. L'organizzazione ha istituito i nomi di dominio internazionalizzati (IDNs), che consentono alle persone di utilizzate nomi di dominio in lingue locali.

Idealmente gli IDN sono creati utilizzando caratteri di diversi alfabeti, come quello arabo, cinese o cirillico. Questi vengono poi criptati da Unicode e utilizzati come consentito dai relativi protocolli IDN, un insieme di standard delineati dall'Internet Architecture Board (IAB) e i suoi gruppi sussidiari: the Internet Engineering Task Force (IETF) and the Internet Research Task Force (IRTF).

The Universal Acceptance Steering Group

The Universal Acceptance Steering Group (UASG) è un'iniziativa comunitaria supportata da ICANN che, attraverso un processo conosciuto come Universal Acceptance (UA), fa in modo che le applicazioni e i sistemi internet trattino tutti i domini di primo livello e le relative email in modo equo, includendo anche quelli di lingue non latine  e quelli che presentano più di tre caratteri. UA promuove un internet multilingue perché è al servizio dei nativi digitali in tutto il mondo, nelle loro lingue locali e con un nome di dominio che meglio si allinea alle loro identità culturali.

ICANNWiki

ICANNWiki è una ONG che sviluppa un wiki [it] comunitario su ICANN e internet governance. Nel tempo si è allargata sempre di più, arrivando a collaborare con organizzazioni, istituzioni educative e singoli individui in Kenya e Tanzania. Grazie a questa organizzazione l'Africa orientale è riuscita a produrre, tradurre e aggiungere risorse wiki nella propria lingua e prospettiva culturale.

A questo proposito l'iniziativa in lingua swahili, attraverso la localizzazione dei contenuti, ha colmato immensamente il gap informativo su questioni di internet governance.

Localization Lab

Localization Lab è una comunità globale di volontari che supporta la traduzione e la localizzazione di tutorial sulla sicurezza digitale e di software come TOR, Signal, OONI e Psiphon. Questi software garantiscono sicurezza, privacy e anonimato, e fanno in modo che gli attivisti di lingue indigene abbiano accesso alle informazioni sul web in modo sicuro. Localization Lab ha tradotto più di 60 software in 180 lingue e dialetti differenti da tutto il mondo, tra cui lo swahili.

Kondoa Community Network

Kondoa Community Network (KCN) è la prima rete comunitaria che utilizza gli spazi bianchi televisivi (TVWS) – “una tecnologia wireless che impiega parti inutilizzate dello spettro radio nella banda di frequenza tra 470 e 790 MHz” – per indirizzare la connettività internet nelle aree remote della Tanzania. Inoltre, KCN forma le popolazioni rurali alla creazione di contenuti online che possano essere adatti al loro contesto culturale.

Matogoro Jabhera, fondatore di KCN e docente all'Università di Dodoma, in Tanzania, in una videochiamata con Global Voices sostiene che i contenuti in lingua indigene sono un incentivo per la popolazione rurale a connettersi a internet, perché così possono accedere “alle notizie locali […] rispetto alla situazione attuale in cui la maggior parte dei contenuti è in inglese.”

Il “prossimo miliardo” di utenti multilingue su internet

Il mondo prevede di connettere a internet il “il prossimo miliardo di utenti“, e 17 milioni di questi lo faranno utilizzando la lingua come identità digitale.

Tuttavia, una quantità insufficiente di contenuti locali potrebbe avere effetti negativi sull'inclusione digitale. E questo elemento influenzerebbe completamente i diritti digitali, tra cui l'accesso a internet, il diritto all'informazione online e il diritto di utilizzare la propria lingua indigena per creare, condividere e diffondere informazioni e conoscenze attraverso il web.

Quindi è di vitale importanza creare un piano di azione volto a favorire lo sviluppo di applicazioni e servizi digitali, così come l'uso delle lingue locali nella tecnologia per garantire una piena inclusione digitale.

Questo, insieme alla localizzazione di corsi di formazione digitali e programmi di alfabetizzazione informatica, è probabile che stimoli una rivoluzione tecnologica in grado di promuova i diritti digitali degli utenti e abbattere il divario digitale.

In fine, questo processo accelererà la protezione, il rispetto e la promozione di “tutte le lingue africane e minoritarie sul web” come dichiarato nei principi dell’African Declaration on Internet Rights and Freedom.

Identity Matrix è finanziato dall’Africa Digital Rights Fund.

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