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Rivolte in Angola a seguito dell'assassinio dei manifestanti in Lunda Nord

Video dei manifestanti assassinati | Record TV África (screenshot [pt, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], 1 Febbraio).

Arriverebbe a 16 la conta dei morti [pt, come i link seguenti] della manifestazione repressa duramente dalla Polizia nella città mineraria di Cafunfo, il 30 gennaio. Un episodio che attivisti e leader religiosi hanno definito come un massacro.

La manifestazione è stata presenziata da circa 200 persone ed è stata convocata dal Movimento portoghese di Lunda Tchokwe (MPPLT), organizzazione fondata nel 2006 e che rivendica l'autonomia della metà orientale del territorio dell'Angola, ricca di diamanti.

Per giustificare questa rivendicazione, l'organizzazione fa riferimento al trattato di Simbulambuco, sottoscritto dai capi locali e dal Portogallo nel 1885, e che garantiva la sovranità sul territorio. Secondo il movimento, questo trattato fu ignorato durante la negoziazione dell'indipendenza dell'Angola nel 1975.

La manifestazione del 30 Gennaio ha avuto luogo, secondo il comunicato divulgato dal movimento nella pagina Facebook, per commemorare i 127 anni del “riconoscimento internazionale del diritto del regno di Lunda Tchowke”

Le autorità hanno inviato in città un grande numero di militari e poliziotti proprio il giorno della manifestazione che, secondo quanto riferito da alcuni testimoni alla stampa, ha generato un “clima di guerra“. In questi video ci sono alcune immagini:

MORTES EM CAFUNFODeclarações exclusivas sobre os acontecimentos na Lunda Norte.O que vocês tem a dizer sobre isso❓

Posted by Record TV Africa on Monday, February 1, 2021

REPORTAGEM DA AGÊNCIA LUSA NO CAFUNFO, LUNDA NORTE, SOBRE OS INCIDENTES DO DIA 31 DE JANEIRO DE 2021

Posted by UNITA Bruxelas on Friday, February 5, 2021

Al telefono con Global Voices, il presidente del MPPLT, José Mateus Zecamutchima, ha negato la versione della Polizia, secondo cui i manifestanti avevano cercato di occupare una stazione di polizia della città. Egli ha riferito invece come la Polizia abbia iniziato a sparare in maniera indiscriminata in direzione dei manifestanti.

Ha anche negato che i manifestanti fossero armati, dicendo che nei giorni precedenti la Polizia aveva effettuato degli arresti “con l'obiettivo di impedire la manifestazione”.

Zecamutchima è stato arrestato il 9 Febbraio, a distanza di pochi giorni da questa telefonata con Global Voices.

Il 3 febbraio, il comandante della Polizia, Paulo Gaspar de Almeida, ha riferito alla stampa che “non esiste nessun territorio che sia sotto il dominio di un altro Stato”, e che il movimento ha compiuto un “atto vandalico”.

Il MPPLT ha una pagina Facebook e un blog, dove appaiono dei post in cui si nega che si sia fatto ricorso alle armi o alla violenza.

Il movimento era stato preso di mira dalle autorità già da tempo. Nel 2017, Zacamutchima insieme ad altre 80 persone circa, furono arrestate a seguito di un'altra manifestazione.

In un altro post, il MPPLT sostiene che più di 300 attivisti sono in carcere: “alcuni giudicati e condannati, altri no”, secondo quanto riportato dal  sito Renascença.

Le reazioni

Stando al sito Público, il partito di opposizione Convergenza Ampia di Salvezza dell'Angola – Coalizione Elettorale (CASA-CE) ha espresso preoccupazione in seguito ai video della manifestazione che mostrano atti di violenza perpetrati dalla Polizia.

Il Blocco Democratico, anch'esso all'opposizione, ritiene che la repressione poliziesca sia “un atto contro la coscienza nazionale”.

Insieme all'Unione Nazionale per l'Indipendenza Totale dell'Angola (UNITA), l'opposizione ha richiesto formalmente la realizzazione di un'inchiesta parlamentare sugli incidenti.

Anche la Chiesa cattolica ha condannato quest'episodio. Don Belmiro Chissenguete, vescovo della diocesi di Cabinda, un'altra regione avente movimenti separatisti, ha detto che i fatti di Cafunfo sono avvenuti a causa di una mancanza di dialogo, e ha chiesto la realizzazione di un'inchiesta indipendente sui fatti:

Lançamos um apelo a todos que têm responsabilidade no País, que tenham coragem em fazer uma investigação independente, não só aquela que a nossa polícia vai fazer, o próprio parlamento tem que se mexer, organizações não-governamentais e outras instituições. Pelas imagens que recebemos aquilo parecia ser um campo de batalha.

Lanciamo un appello a tutti coloro che hanno una certa responsabilità all'interno del Paese, affinché abbiano il coraggio di iniziare un'inchiesta indipendente, oltre a quella che porterà avanti la Polizia. Lo stesso Parlamento deve intervenire, le organizzazioni non governative e altre istituzioni. Dalle immagini ricevute, quello sembrava essere un campo di battaglia.

Attraverso l'hashtag #LundaNorte, alcuni angolani hanno chiesto giustizia dall'estero:

🇦🇴 🇦🇴 #LundaNorte #Angola #Assassinos FRANÇA!!✊🏾A partir da França,manifestação a solo,do nosso mano…

Posted by Gisela Silva on Sunday, January 31, 2021

FRANCIA!!

Dalla Francia, la manifestazione in solitaria del nostro fratello Wilcker Cláudio.

Dobbiamo uscire in strada, sì! Insorgere contro la brutalità pepetrata dal governo assassino del MPLA [Movimento Popolare di Liberazione dell'Angola]!

Le accuse contro il partito al governo si moltiplicano nei social network. Un cittadino di nome Hamilton ha pubblicato queste parole nel suo profilo Facebook:

É uma grande vergonha em Angola ainda existir jovens que lutam em prol de um partido político que muito nos causou malefícios.

Pelo que houve lá nas terras da #LUNDANORTE é um acto que os tais que dizem a vida humana importa tinham de intervir nessa pobre governação falhada que nada faz em prol do próprio cidadão.

È una gran vergogna che nell'Angola esistano ancora giovani che lottano a favore di un partito politico che ci ha causato tanti danni.

Ciò che è successo a #LundaNorte dovrebbe fare in modo che coloro che sostengono l'importanza della vita umana intervengano contro questo governo fallito, che non fa niente a favore dei suoi cittadini.

Il giornalista Nok Nogueira ha chisto al comandante generale di Polizia le sue dimissioni:

Demita-se, senhor comandante-geral da Polícia Nacional. O senhor mente com todos os dentes. Não vi nada do que o senhor afirmou nesta conferência de imprensa nos vídeos que chegaram.

E a única pessoa que está a politizar este episódio é o semhor, quando diz que eles quiseram atacar o poder instituído.

Si dimetta, signor comandante generale della Polizia Nazionale. Lei ha mentito. Non ho visto nulla di quel che lei ha affermato in questa conferenza stampa che sia confermata dai video che ci sono arrivati.

Lei è l'unico che ha politicizzato su questo episodio dicendo che vorreste attaccare il potere vigente.

Il 3 febbraio lo stesso ministro della Giustizia ha ammesso la violazione dei diritti umani durante questo episodio.

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