chiudi

Aiuta Global Voices!

Per rimanere indipendente, libera e sostenibile, la nostra comunità ha bisogno dell'aiuto di amici e di lettori come te.

Fai una donazione

Studenti universitari turchi “non riescono a respirare” a causa della brutalità della polizia

Screenshot del video di Cumhuriyet TV che cattura le detenzioni e l'intervento della polizia.

Le proteste [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] in una delle istituzioni più note della Turchia, l'Università Boğaziçi, continuano ben oltre il quarto mese, innescate dalla nomina di un nuovo rettore non eletto, Melih Bulu.

Bulu, entrato in carica il primo gennaio, ha legami con il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP) al potere, ed è stato nominato dal presidente Recep Tayyip Erdoğan, grazie al decreto legge del 2016 che ha autorizzato il presidente a nominare direttamente i rettori delle università.

Gli studenti dell'Università Boğaziçi hanno affrontato la violenza della polizia fin dal primo giorno di proteste contro la nomina di Bulu. Al 7 febbraio, la piattaforma Boğaziçi Solidarity ha annunciato che almeno 560 studenti sono stati arrestati (e mentre sono stati tutti rilasciati, il loro processo è in corso), 25 sono stati condannati agli arresti domiciliari e 11 sono stati arrestati con l'accusa di “degradare o provocare il pubblico all'odio e all'ostilità”, “resistere all'autorità politica”, “violare la legge sulle manifestazioni” e “resistere per impedire il servizio pubblico”. Almeno cinque studenti sono stati arrestati per aver portato bandiere LGBT il 25 marzo. Ad altri sono state imposte restrizioni di viaggio e controlli giudiziari che richiedono che si presentino regolarmente alla stazione di polizia più vicina.

Nel frattempo, Bulu ha affermato di difendere [tr] i diritti e le libertà degli individui LGBT, aggiungendo che sognava di ricoprire questa posizione da molto tempo e ha detto che voleva che Boğaziçi diventasse tra le prime 100 università del mondo. Il 3 febbraio, ha detto ai giornalisti: “Porteremo l'università di Boğaziçi a un punto molto migliore”. Finora le sue decisioni sono al di sotto delle sue aspirazioni. Ad aprile, Bulu ha chiuso la Commissione per la prevenzione delle molestie sessuali dell'università, mandando il suo coordinatore Cemre Baytok in congedo non pagato. A marzo, Bulu ha annunciato nuove riassegnazioni nelle posizioni chiave dell'università, compresi i vice rettori, che sono tutti uomini, con alcuni responsabili di più di una posizione.

Secondo Human Rights Watch, decine di studenti sono stati messi sotto inchiesta disciplinare, con l'accusa di “insultare il personale di sicurezza del campus” e “organizzare proteste non autorizzate nel campus“, che potrebbero comportare l'espulsione temporanea o permanente dall'università.

Un gruppo di studenti e accademici in tutta la Turchia e all’estero hanno espresso solidarietà con gli studenti dell'Università Boğaziçi da gennaio. Alcuni hanno pubblicato lettere di sostegno, altri si sono uniti alle proteste in tutto il paese e a Istanbul. La protesta più recente ha avuto luogo il 1 aprile. Gli studenti si sono riuniti nel distretto di Kadikoy di Istanbul chiedendo il rilascio dei loro amici, Anıl Akyüz e Şilan Delpata, che sono stati arrestati mentre partecipavano alle proteste di Boğaziçi il 2 febbraio a Kadikoy.

I rapporti dalla scena hanno mostrato che la polizia ha usato gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere la folla, così come una forza eccessiva, gettando gli studenti a terra e afferrandoli per la gola. Secondo il Boğaziçi Solidarity Group, almeno 35 studenti sono stati arrestati. Tutti sono stati rilasciati dopo aver testimoniato [tr]:

Tutti gli studenti vengono rilasciati

Le prove della violenza della polizia hanno ricordato a molti la morte del cittadino George Floyd per mano di agenti di polizia statunitensi, facendo sì che la traduzione turca di “Non riesco a respirare”, che Floyd ha pronunciato prima della sua morte, facesse tendenza in Turchia.  Gli utenti dei social media hanno creato l'hashtag #NefesAlamiyorum per protestare, condividendo fotografie che attestano l'intolleranza del governo verso gli studenti che manifestano.

La Turchia ha il suo movimento “Non riesco a respirare” dopo queste assurde foto che ritraggono i poliziotti prendere i protestanti dal collo

Scene della polizia governativa che usa il suo potere contro gli studenti e i giovani di questo paese che resistono per la loro giusta lotta. La libertà è come una scintilla, vinceremo attraverso la resistenza.

Proteste degli studenti contro la nomina da parte del presidente Erdogan di un membro del partito a rettore dell'Università Boğaziçi.

La polizia ha picchiato e fermato diversi studenti dell'Università Boğaziçi nel quartiere di Kadıköy

Questo è il modo in cui gli studenti universitari vengono trattati e presi in custodia mentre protestano pacificamente in Turchia.

Un alto numero di terribili scene di questo tipo ha riempito la mia bacheca

La polizia turca si inginocchia sul collo di uno studente durante la protesta pacifica degli studenti di Boğaziçi. “Non posso respirare”

Il 2 aprile, sia Şilan che Anıl sono stati rilasciati. Il tribunale ha anche ordinato il rilascio di tutti gli altri studenti. Tuttavia, il processo continua [tr]:

Il tribunale ha annunciato la sua decisione. Arrestati gli studenti universitari Anıl Akyüz e Şilan Delipalta rilasciati

Tornando al campus, la resistenza dei membri della facoltà contro il rettore nominato continua. Negli ultimi due mesi gli accademici sono rimasti fuori dall'edificio del rettorato, con le spalle rivolte all'edificio in segno di protesta [tr]:

La resistenza di Boğaziçi continua per il suo 93° giorno. Gli accademici hanno voltato le spalle all'edificio dei fiduciari il 67° giorno di guardia.

La nostra resistenza continuerà finché non manderemo tutti i fiduciari!

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.