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Su come (non) diventare un buddhista

Raikoji Temple, Tsuruga

Il tempio Raikoji, un tempio Jodo Shin a Matsushima-cho, Tsuruga (prefettura di Fukui). Foto di Nevin Thompson.

Subito dopo la nascita di mio figlio nel 2002, mi ritrovai inginocchiato davanti a una statua di Yakushi Nyorai [it], il bodhisattva [it] della medicina. Stavo facendo un'offerta, pensai, una preghiera, o una richiesta?

Noi viviamo nella prefettura di Fukui, sulla costa del Mar del Giappone, appena a nord di Kyoto. Pochi giorni dopo la nascita, nostro figlio appena nato ebbe la febbre e, infine, la setticemia, una grave infezione del sangue. All'ospedale non erano molto ottimisti. Quando vidi il dottore correre con nostro figlio per dare inizio a una qualche terapia salvavita, capii che non avevamo altre scelte. (Nostro figlio guarì, adesso ha quasi 14 anni, e non si è mai ammalato da allora).

Insomma, seduto fuori dall'ospedale, vicino alle sei statue di pietra di Jizo, bodhisattva dei bambini e guida delle anime nell'oltretomba, per la prima volta nella mia vita da adulto, decisi di pregare per chiedere aiuto.

“…seduto fuori dall'ospedale, vicino alle sei statue di pietra di Jizo, bodhisattva dei bambini e guida delle anime nell'oltretomba, per la prima volta nella mia vita da adulto, decisi di pregare per chiedere aiuto.”

Andai al Tada-ji [ja], un tempio immerso in una collina boscosa poco distante, in macchina, dall'ospedale di mio figlio nel vicino paese di pescatori Obama. L’ hondo, il padiglione principale, appariva freddo e scuro dopo la camminata dalla macchina sotto il sole nella torrida estate inoltrata. Come ogni altro tempio buddista in Giappone, l'interno era scuro e intriso di odore di incenso. Accompagnato dall'abate, avanzai a piedi nudi sul pavimento scricchiolante di legno massello fino allo spazio di fronte all'altare, che era coperto da un fatiscente tappeto verde.

L'oggetto di venerazione del Tada-ji è una statua di due metri di “Yakushi Nyorai il curatore” che ha più di 1200 anni. La statua risale a un periodo antecedente la medicina moderna, quando le malattie conducevano o a una morte veloce o a una debilitazione a vita.

A quel tempo fu fondato il tempio e scolpita la statua, ci vollero altri 500 anni prima che Dogen portò la meditazione Zen e il concetto di “annullamento dell'ego” in Giappone. In un era di pre-alfabetizzazione, quando il Buddhismo in Giappone era riservato ai pochi privilegiati che sapevano leggere, tutti gli altri si affidavano a Yakushi Nyorai, Jizo e gli altri bodhisattva per qualsiasi cosa e qualsiasi tipo di aiuto.

Proprio come stavo facendo io in quel momento.

A una prima occhiata, la statua di Yakushi Nyorai del Tada-ji [ja] è solo un pezzo di legno, per niente elaborata e, nella fioca luce di quel hondo, quasi rozzamente scolpita. Avevo pagato una simbolica somma di denaro all'abate che aveva ereditato la gestione del tempio.

Yakushi Nyorai Amulet

Amuleto di Yakushi Nyorai (Bhaisajyaguru) dal Tada-ji, a Obama, Fukui. Foto di Nevin Thompson.

Nel momento in cui mi inginocchiai davanti alla statua, l'arzillo, canuto abate, recitò un darani o mantra associato a Yakushi Nyorai. Come parte del suo lavoro l'abate faceva da guida alla moltitudine di turisti che arrivati al tempio si riversavano fuori dagli autobus, celebrava i funerali, e recitava preghiere per i visitatori solitari come me. Non avevo idea di ciò che stesse dicendo, e mi focalizzai sulla durezza delle linee della statua intagliata dal legno quasi 1200 anni prima.

Cresciuto nella laica Canada degli anni settanta, il concetto di preghiera era per me insolito. Non capivo nemmeno come o perché uno pregherebbe un Bodhisattva. “Non c'è nessun dio nel Buddhismo”, avevo letto. Quindi perché chiedere aiuto a una statua?

Avevo guidato verso il Tada-ji e altri templi a Obama molte volte prima nei dieci anni precedenti che avevo vissuto in questa parte rurale del Giappone. Nonostante le guerre e i disastri naturali possono qualche volta distruggere le antichità in Giappone, il remoto patrimonio culturale di Obama era rimasto praticamente intatto per più di quasi 1500 anni. Molti dei templi e dei loro tesori furono collocati di proposito a Obama, a circa due giorni di viaggio a piedi da Kyoto, per salvarli dalle guerre che frequentemente si abbattevano sulla vecchia capitale imperiale. I templi di Obama mi hanno dato l'occasione di imparare qualcosa in più sulla storia artistica. Le storie dietro l'architettura, le statue e le reliquie in cui mi sono imbattuto mi hanno portato a voler “conoscere il Buddhismo.”

Ma pur vivendo vicino ai centinaia di templi di Obama e Kyoto, scoprii che conoscere il Buddhismo non era semplice. “Come diventi un Buddhista?” Avrei voluto chiedere qualche volta alle persone, che pensavo avrebbero dovuto sapere la risposta a quella domanda, tipo i professori al liceo dove insegnavo a coloro che, nei fine settimana e alle vacanze, gestivano il tempio di famiglia. Quando rivolsi a loro quella domanda, mi guardarono come se fossi pazzo. “Perché vuoi essere un Buddhista?” mi chiedevano di solito. “Non sei nemmeno giapponese!”

“Quando rivolsi a loro quella domanda, mi guardarono come se fossi pazzo. “Perché vuoi essere un Buddhista?” mi chiedevano di solito. “Non sei nemmeno un giapponese!””

E non c'era veramente nessun altro modo per imparare. In genere, la confessione Buddhista convenzionale non ha nessuna celebrazione domenicale. Non c'era un catechismo, e neanche qualcosa che poteva assomigliare a una Bibbia a cui i giapponesi potevano fare riferimento per imparare le sacre scritture.

Eppure sembrava esserci una metodologia in Giappone per “praticare il Buddhismo”. Funerali e commemorazioni sono osservate secondo regole rigorose e formali. Le famiglie fanno visita al cimitero per l’higan, l'equinozio di primavera e d'autunno. Ho perfino visto una donna prostrata davanti all'imponente statua di Yakushi Nyorai al museo nazionale d'arte di Tokyo, era in prestito al museo dalla sua casa il tempio Daigoji [it]. Ma nessuno sapeva dirmi come “diventare” un Buddhista.

A quell'epoca, per caso mi imbattei in un libro in lingua inglese sulla meditazione Zen. Venne fuori che il libro era stato scritto dall'abate del Hosshin-ji, un piccolo monastero Soto Zen di Obama (la prefettura di Fukui ospita anche l'Eiheiji, uno dei grandi centri Zen in Giappone), e tradotto in seguito da Daigaku Rumme [en], un monaco Buddhista americano che aveva vissuto presso l'Hosshin-ji a Obama, per più di trent'anni. Gli telefonai, e diventammo amici.

La mia prima domanda a Daigaku: “Quali libri dovrei leggere per saperne di più sul Buddhismo?” La sua risposta: leggere libri per imparare il Buddhismo può essere dannoso. La sua raccomandazione era piuttosto imparare come sedere, e infine passai una settimana al ritiro di meditazione seduta Zen all'Hosshin-ji di Obama con altri praticanti laici.

La tradizione Zen, “dimenticare il ‘piccolo’ ego e essere illuminato e accettato da tutte le altre cose” era tremendamente attraente per me. L'approccio Zen aveva eliminato tutti quegli insegnamenti contraddittori delle varie scuole di Buddhismo a cui le persone appartenevano in Giappone. Non c'era molto altro per raggiungere l'illuminazione che imparare a sedere e respirare consapevolmente. Potevi perfino raggiungere l'illuminazione lavando i piatti.

Eppure dopo solo uno o due anni dopo aver incontrato Daigaku mi trovavo in ginocchio difronte a Yakushi Nyorai, supplicando per una qualche sorta di aiuto per mio figlio.

Il prete del tempio finì di recitare il mantra e completò la cerimonia scuotendo un haraegushi [it], una bacchetta di legno ricoperta di stelle filanti di carta, sulla mia testa come forma di purificazione, e poi mi passò un piccolo amuleto dorato di Yakushi Nyorai mentre tornavo alla macchina.

Nostro figlio appena nato guarì dalla setticemia pochi giorni dopo la mia visita al tempio, anche se le probabilità erano contro di lui. Fu la mia visita al Tada-ji e a Yakushi Nyorai ad aiutarlo? È difficile dirlo, ciononostante porteremo sempre nei nostri cuori gli abili medici e il personale dell'ospedale di Obama. È abbiamo tenuto l'amuleto altrettanto al sicuro.

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