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Comunità transgender lotta per ottenere l'accesso al voto a El Salvador

Foto di Paula Rosales durante una manifestazione contro la transfobia a El Salvador nel 2019, utilizzata su autorizzazione.

Il 28 febbraio, a El Salvador si terranno le elezioni [es, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] amministrative, legislative e regionali, e nonostante il fatto che esista un quadro normativo che garantisce l'accesso al voto a tutti i cittadini del paese, la discriminazione verso le persone transessuali e non-binarie continua a persistere. Per cambiare ciò, faccio parte delle 14 persone LGBT assunte dal Tribunal Supremo Electoral (TSE, corrispettivo della Corte Suprema in Italia) di El Salvador. Superiamo la discriminazione e lavoriamo affinché le persone trans, non-binarie e non etero possano votare nel paese attraverso una formazione nei seggi elettorali.

L'ostacolo principale è che, a El Salvador, non esiste ancora una legge d'identità di genere che permetta alle persone transgender di cambiare nome e genere nel proprio documento; ciò intralcia l'accesso a tanti diritti come quello all'istruzione, alla salute, al lavoro, al diritto di voto e altri.

Ad esempio, la carta d'identità, chiamata Documento Unico d'Identità (DUI) nel paese, può presentare nome e genere diversi all'espressione di genere della persona che la porta, e questa è stata una scusa per negare l'accesso al voto. Membri delle Assemblee Riceventi i Voti (ARV), delle quali fanno parte addetti e autorità del processo elettorale, hanno negato l'accesso al voto durante le elezioni passate a persone transessuali sulla base di tale questione che non è legalmente giustificata.

L'identità di genere di una persona non rappresenta né un requisito né una ragione per non permettere a qualcuno di votare, come espresso negli articoli 7 e 9 del Codice Elettorale.

Nell'immagine, l'autore Carlos Lara parla dell'accesso al voto della comunità LGBT nel centro di formazione di Jiquilisco, Usulután. Foto del giornalista Raul Benitez, utilizzata su autorizzazione.

Sullo sfondo di tutta questa situazione c'è la religione; ci sono stati membri delle ARV che hanno detto alle colleghe cose del tipo: “Dio odia gli omosessuali”, “Li ha creati donne e uomini” e anche: “E a voi froci chi ha detto che avete dei diritti?”. La Bibbia non fa parte delle leggi del paese, pertanto si scarta del tutto qualsiasi scusa di questo tipo che si presenti contro l'accesso al voto della comunità LGBT.

Però i comoportamenti omofobici e transfobici cominciano quando una persona LGBT, principalmente trans, quindi uomini gay “effemminati” e lesbiche “virili”, entrano ai seggi elettorali. Vengono derisi, fischiati, ricevono pernacchie, suoni sprezzanti e insulti; e ancora vengono lanciate loro borse con acqua, frutta e verdura ammuffite, senza che nessuno faccia niente. Nel 2014, una collega transessuale, Stacy Araujo, è stata aggredita fisicamente dagli uomini al tavolo, essendo la presidente di un'ARV, un seggio elettorale.

Nel 2014, Camila Portillo, una donna trans ha partecipato alle votazioni di San Marcos; tuttavia il segretario dell'ARV non le diede la scheda elettorale finché lei non avvertì le organizzazioni trans, le quali avvertirono gli osservatori internazionali riuscendo così a votare.

A El Salvador, la comunità trans subisce con frequenza attacchi transfobici violenti. “Almeno 20 donne trans, di età compresa tra i 16 e i 32 anni, sono state uccise nel paese centro-americano dal 2017 al 2019″, riferisce DW.

Donna trans che esercita il suo diritto al voto al seggio elettorale di San Salvador. Foto del giornalista Raul Benitez, utilizzata su autorizzazione.

Nonostante persisti una resistenza della popolazione, le organizzazioni LGBT hanno creato le condizioni con la Corte Suprema per garantire l'accesso al voto alla comunità LGBT. Mesi prima delle elezioni legislative e amministrative del 2018, il TSE ha assunto due donne trans e due uomini gay per formare membri delle ARV. Durante le elezioni del 2019, il numero dei formatori è aumentato da quattro a 14. Per le vicine elezioni del prossimo 28 febbraio, la squadra di 14 persone è la stessa, alla quale mi sono aggiunto io, e ci stiamo sforzando di arrivare ai centri di formazione nei municipi di tutto il paese.

Uomo trans formatore della Corte Suprema parla dell'accesso al voto della comunità LGBT in un centro di formazione a Cuscatlán. Foto dell'autore.

Alcune raccomandazioni che diamo sono, ad esempio, che nessun membro delle ARV debba esigire che una persona transgender si presenti con gli abiti suggeriti dal genere presente sul suo DUI. È una mancanza di rispetto oltre a essere un reato, considerato che nessuno debba ostacolare l'accesso al voto di un'altra persona secondo l'articolo 295 del Codice Penale salvadoregno.

Bisogna anche verificare se la persona si trova all'interno del registro elettorale e se i lineamenti coincidono con la fotografia del DUI (il trucco non modifica i lineamenti del viso; si stima che il reddito pro capite medio di una persona trans e El Salvador è insufficiente, a causa della discriminazione sul lavoro, per realizzare interventi chirurgici al volto). Le formazioni insegnano a trattare le persone tran secondo la loro espressione di genere, con rispetto, oltre a evitare di menzionare il loro nome presente nel DUI.

Tutto ciò è stabilito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani [en] (art. 1, 2, 7); dall'articolo 3 della Costituzione della Repubblica, e dal Codice Elettorale salvadoregno, i quali garantiscono che tutti gli individui sono uguali e tutti hanno il diritto di votare (art. 3, 4, 7, 9).

La stampa mentre intervista un membro trans della comunità LGBT. Foto del giornalista Raul Benitez, utilizzata su autorizzazione.

Tuttavia, nonostante l'accesso al voto sia un diritto civile di tutti i salvadoregni, e che la Corte Suprema abbia assunto membri della comunità LGBT per supportare l'accesso al voto di tale comunità, c'è stata della resistenza da parte dei membri delle ARV e della popolazione. A volte è difficile per noi che ci lascino gli spazi per impartire la formazione. Ma noi continuiamo a lavorare, andando nel maggior numero di centri di formazione possibile in tutto El Salvador, dato che la discriminazione non è stata fermata, è latente.

Lavoriamo affinché tutta la comunità LGBT salvadoregna possa votare con orgoglio, insieme, prendendoci cura gli uni degli altri. Viva la diversità!

Nell'immagine, l'autore Carlos Lara, formatore della Corte Suprema prima del suo intervento al gruppo, a Usulután. Foto del giornalista Raul benitez, utilizzata su autorizzazione.

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