In Azerbaigian, un video virale innesca il dibattito sulle molestie sessuali

Screenshot dal servizio su Lachin TV https://www.youtube.com/watch?v=oOm8ML0NaV4

Questo articolo è stato originariamente [en] pubblicato sul sito OC Media. Una versione leggermente modificata è stata ripubblicata qui secondo un accordo sulla condivisione dei contenuti.

Il 22 aprile [az, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] l'ex parlamentare azerbaigiano Huseynbala Miralamov è stato licenziato dall'università in cui insegnava dopo essere stato colto in videochiamata a toccare in modo inopportuno un'impiegata. 

Nel video, inizialmente si vede la donna sorridere ma, non appena accortasi di essere filmata, si copre scioccata il volto e lascia la stanza. Il video è rapidamente diventato virale il 21 aprile, giorno in cui i media locali l'hanno diffuso senza oscurare il volto della donna.

Il fatto è diventato talmente virale che Jimmy Killel, conduttore statunitense di un late night show, ha mostrato la clip (in cui il volto della donna era visibile) durante uno dei suoi monologhi. Da allora il monologo è stato rimosso dal canale YouTube di Kimmel, ma nonostante ciò il video è stato ricaricato da molti altri canali.

Bahruz Nazarov, direttore di dipartimento all'università del petrolio e industria dell'Azerbaigian (ASOIU) dove Miralamov insegnava, ha raccontato a Report.az che Miralamov è stato dimesso e sollevato dall'incarico di professore.

Miralamov è stato inoltre espulso dal suo incarico all'interno del partito di maggioranza New Azerbaijan, in cui era membro del consiglio dei veterani e presidente della sezione del distretto di Khatai.

In un’intervista ad Unikal.org, Miralamov ha negato di avere una relazione con la donna nel video. “Mi hanno ricattato” ha detto. “Si trattava di una riunione dell'università. Ora va trovato chi ha diffuso il video.”

Consenso

Sebbene l'accaduto sia stato accolto con grande disapprovazione all'interno dei social, non c'è un'opinione comune su che tipo di incidente il video mostrasse e di chi fosse la colpa.

Gulnara Mehdiyeva, attivista femminista, ha riferito a OC Media che l'accaduto ha innescato il dibattito su cosa venga considerato come molestia sessuale sul lavoro e sulle dinamiche di potere tra uomini anziani come Miralamov e la sua dipendente.

“La visione comune è quella secondo la quale le generazioni più anziane debbano approcciarsi a quelle più giovani come se si rivolgessero a dei bambini a cui va spiegato come si sta al mondo,” ha detto Mehdiyeva. “Ci sono state, inoltre, persone che hanno biasimato la donna e che non hanno tenuto in conto la questione del consenso.”

Coloro che hanno colpevolizzato la donna inoltre hanno definito l'accaduto come un “tradimento” e un “utilizzo dell'essere donna come un'opportunità,” ha detto Mehdiyeva. Di conseguenza, non si chiedono se “abbia acconsentito” o “perché l'abbia fatto.”

“Anche se una donna acconsentisse nel vero senso della parola, l'uomo sarebbe comunque in una posizione di privilegio. Il privilegio dell'uomo in quanto uomo è un altro argomento di cui bisogna discutere.”

Zhala Bayramova, avvocato dei diritti umani e attivista femminista, ha descritto a OC Media di come la legge azerbaigiana si occupi dell'ambito delle molestie sessuali solo in maniera superficiale. L'opinione di Bayramova è che sebbene il codice del lavoro dichiari che adottare delle misure per la prevenzione delle molestie sessuali sia di fatto un dovere del del datore di lavoro, rimanga comunque il dubbio su quali siano queste misure e se i datori di lavoro adempiano al loro dovere.

Secondo l'avvocato, la legge dell'Azerbaigian sulla parità di genere riguarda molestie sessuali, umiliazioni e insulti rivolti a una persona all'interno dell'ambiente lavorativo o di un rapporto di servizio, che nascono dall'appartenenza a un genere o dall'orientamento sessuale, che includono azioni fisiche (contatti inappropriati, schiaffi ecc.), linguaggio volgare, gesti, minacce, offerte o inviti diffamatori che possono essere definiti comportamenti immorali.

In caso di molestia sessuale, il contratto di lavoro può essere terminato solamente dal dipendente, che ha inoltre diritto a un risarcimento. I trasgressori sono soggetti ad una sanzione tra i 1,500 (900 dollari) e 2,500 (1,500 dollari).

Secondo Bayramova, le azioni considerate molestia sessuale all'interno della legge sono estremamente limitate.

“Le molestie sessuali non accadono solo nei luoghi di lavoro o nei rapporti di servizio ma anche in altre situazioni, come i rapporti tra studenti e insegnanti, tra funzionari, eccetera,” ha affermato Bayramova. “Per queste situazioni non esistono ancora delle sanzioni.”

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