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Ipocrisia contro storia: il dibattito che segue la morte dell'attrice dell'ex Jugoslavia Mira Furlan

Foto del profilo dell'account ufficiale di Mira Furlan su Twitter, usato anche in un tweet per annunciare la sua morte. Fair use.

L'attrice Mira Furlan è deceduta [en, come i link successivi, salvo diversa indicazione] nella sua casa di Los Angeles il 20 gennaio dopo una lunga lotta contro il virus del Nilo occidentale. La sua morte ha suscitato un dibattito introspettivo in tutta la sua regione natale, l'ex Jugoslavia, sulle parti della storia della vita dell'attrice che i suoi fan degli Stati Uniti e di tutto il mondo, che ricordano i suoi ruoli in opere cult di fantascienza, non conoscono.

Una notizia semplicemente terribile su Mira Furlan.

Ha trasformato Delenn in un personaggio di fantascienza diverso da tutti gli altri. Impregnato di una genuina qualità di saggezza e compassione che rifletteva chiaramente l'interprete.

Una persona davvero unica che ha lasciato un segno indelebile nella fantascienza.

Mira Furlan si presentava sul proprio sito web come una “nota attrice della ex Jugoslavia, attualmente meglio conosciuta al mondo occidentale per la sua interpretazione dell'ambasciatrice Minbari “Delenn” nella premiata serie Babylon 5″.

L’articolo di Wikipedia [it] su di lei afferma che Mira era una attrice croata con eredità croata, ebrea e slovena, nata a Zagabria. Per gran parte della vita della Furlan, queste due etichette – jugoslava e croata – non si escludevano a vicenda: si poteva essere entrambe.

Nata nel 1955, all'inizio degli anni '80 è diventata una delle principali star del cinema e della televisione nella Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, con ruoli nel film nominato all'Oscar “Papà… è in viaggio d'affari”  [it] (realizzato in Bosnia nel 1985), e nel popolare anti-patriarcale “The Beauty of Vice” (realizzato in Montenegro nel 1986), così come in diverse serie TV drammatiche sempreverdi come“Velo Misto” e“Smogovci”.

Un trailer della tragicommedia “The Beauty of Vice”, ripubblicato in suo onore alcuni giorni dopo la sua morte, dà un assaggio di come le persone che hanno avuto il privilegio di seguire la sua carriera la ricordano: prorompente di talento attoriale e bellezza naturale.

Sia attraverso i suoi ruoli di attrice che come personaggio pubblico, ha spesso sfidato l'establishment ed è stata una delle prime voci della seconda ondata del femminismo [it].

Ma quando l'unione chiamata Jugoslavia ha cominciato a dissolversi [it], e gli sciovinisti nazionalisti hanno preso apertamente il potere negli Stati successori, iniziando una serie di guerre [it], Mira Furlan è stata dichiarata una traditrice dai media della sua Croazia.

Le principali “accuse” della successiva campagna diffamatoria contro l'attrice erano che oltre a lavorare al Teatro Nazionale Croato a Zagabria, aveva anche recitato in una produzione teatrale a Belgrado e che l'amore della sua vita, il regista Goran Gajić, suo convivente dal 1986 e poi marito, era di etnia serba, anche lui nato a Zagabria.

A partire dagli anni '90, le campagne diffamatorie nei Balcani non sono più meri scambi di opinioni. Localmente chiamate “linciaggi mediatici”, possono essere precursori di veri e propri linciaggi, perpetrati da “cittadini patriottici preoccupati” avvelenati dalla propaganda alimentata dall'odio e armati di vere e proprie armi.

Nel caso di Mira Furlan, la campagna è iniziata con un assassinio del personaggio attraverso l'articolo di giornale intitolato “The Hard Life of an Easy Woman” di un giornalista e scrittore chiamato Rene Bakalović. “Donna facile” è un termine eufemistico per indicare una donna promiscua o una prostituta. Tra le varie affermazioni diffamatorie, il testo di Bakalović insinuava che Mira Furlan odiava Zagabria a causa delle sue radici ebraiche.

(Questo era in linea con il crescente antisemitismo promosso dai risorgenti nazionalisti di estrema destra che consideravano i collaboratori nazisti [it] della Seconda Guerra Mondiale i veri patrioti).

La campagna diffamatoria contro la Furlan si è rapidamente intensificata a livello istituzionale. È stata licenziata dal suo lavoro al Teatro Nazionale Croato e lo Stato ha requisito l'appartamento della sua famiglia a Zagabria. L'enorme numero di minacce di morte lasciate alla sua segreteria telefonica è stato il motivo decisivo della sua decisione di lasciare il Paese, che non le offriva più alcuna protezione.

In una sera di novembre del 1991, gli amici hanno organizzato in un appartamento a Belgrado una festa d'addio per Mira Furlan e Goran Gajić, i quali sarebbero partiti per New York la mattina seguente. Un articolo di Nova S, che ricorda l'evento [hr], cita anche la Furlan che spiegava come ci si sentiva ad essere ostracizzati da entrambe le parti del fronte. Quando le è stato chiesto chi, tra i suoi conoscenti famosi, l'avesse delusa in quel momento, ha detto:

Lista bi bila preduga. Malo je tada bilo ljudi koji su stali uz mene… Malo?! Što to govorim? Nije ih bilo. Točka. Jedini ozbiljni članak o “slučaju” napisao je hrabri i jedinstveni Viktor Ivančić. Na tome sam bila i još sam mu uvijek beskrajno i zauvijek zahvalna. Nije bilo javne podrške, ni u Zagrebu ni u Beogradu, gdje sam preko noći postala “drugi”, čiji se “slučaj” više nikoga nije ticao. Ali je u Beogradu bilo nekih ljudi koji su nam prije našeg odlaska u Ameriku velikodušno dali svoje američke kontakte da nam se nađu u stranom svijetu. Među njima bila je i najveća od najvećih, ne samo po glumačkim, nego i po ljudskim kvalitetama: Milena Dravić. U takvim kriznim trenucima shvatite to je dobar čovjek.

La lista sarebbe troppo lunga. Pochissime persone sono state al mio fianco in quel periodo… Poche?! Cosa sto dicendo?! Non ci sono state reazioni. Punto. L'unico articolo serio sul caso è stato scritto dal coraggioso e unico Viktor Ivančić. Per questo, gli ero e gli sarò eternamente grata. Non c'è stato nessun supporto pubblico, né a Zagabria né a Belgrado, dove sono diventata una degli “altri” da un giorno all'altro, una il cui “caso” non aveva alcuna importanza. Ma a Belgrado c'erano alcune persone che prima che andassi in America mi hanno dato i loro contatti americani che avrebbero potuto aiutarmi una volta arrivata là. Tra questi c'era la più grande di tutti, sia come attrice che come persona: Milena Dravić [it]. In questi momenti di crisi si capisce chi è veramente una brava persona.

Negli Stati Uniti, la Furlan ha continuato la sua carriera da attrice, con notevoli ruoli nelle serie TV di successo Babylon 5 e LOST [it].

L'annuncio improvviso della scomparsa di Mira Furlan è davvero triste. Era così accattivante nel ruolo di Danielle Rousseau. Una forza della natura in ogni scena. Ogni volta che il suo nome appariva nei titoli di testa, sapevi che sarebbe stato un buon episodio. Riposa in pace ❤

Secondo la testimonianza [bs] del suo amico e collega Rade Šerbedžija, che al tempo lavorava ad Hollywood, Mira è tornata in Croazia nel 2002 dove aveva interpretato il ruolo principale nella Medea di Euripide [it], prodotta dalla compagnia teatrale privata di Šerbeđija, Ulysses, con successo tra la critica e una calorosa accoglienza del pubblico.

Mira je bila velika i pravedna žena. Bila je levičarka i socijalista. Bila je briljantna glumica i osoba. Svi su je voleli, od publike do drugih glumaca i reditelja – što je i dokazala kada je otišla, pobegla od strašnog rata i uspela da u SAD napravi karijeru.

Mira era una donna grande e giusta. Era di sinistra e socialista. Era un'attrice e una persona brillante. Tutti la amavano, il pubblico, gli altri attori e i registi. Lo ha dimostrato quando è partita, quando è sfuggita alla terribile guerra ed è riuscita a costruirsi una nuova carriera negli Stati Uniti.

Anche se il video “In memoriam” [hr] del Public Broadcasting Service HRT (Radio e Televisione croata), che mostra momenti salienti dei suoi film e delle sue serie televisive, fa notare che il suo ultimo spettacolo teatrale è stato a Rijeka, Croazia, un anno prima della sua morte, esso cita anche Šerbedžija che afferma che “lei non è mai tornata veramente”.

Il famoso regista croato Rajko Grlić è stato ancora più schietto, e in una dichiarazione per Nova S TV ha detto  [hr] che “Mira Furlan ha vissuto un pogrom, e la Croazia non si è mai scusata”.

Inoltre, dopo la diffusione della notizia della morte della Furlan, il Teatro Nazionale Croato ha pubblicato un necrologio ufficiale [hr] sul proprio sito web, che sorvola sull'ingiustizia fatta all'attrice bandita:

Odlazak u SAD 1991. godine zbog političkih razloga je bio trenutak prestanka njezinog rada u Hrvatskom narodnom kazalištu, no njezina umjetnička ostavština živi i dalje. Obožavale su je i obožavat će je generacije publike, jer je uz ogroman talent i inteligenciju bila umjetnica koja je svojim beskompromisnim stavovima postala moralna veličina.
Zbogom i hvala ti, Miro.

La sua partenza negli Stati Uniti nel 1991 per motivi politici fu il momento di interruzione del suo lavoro al Teatro Nazionale Croato, ma la sua eredità artistica continua a vivere. Era adorata e sarà adorata da generazioni di pubblico, perché accanto al suo enorme talento e intelligenza era un'artista che dimostrava grandezza morale per le sue posizioni intransigenti.
Addio e grazie, Mira.

Questo annuncio ha portato a una raffica di commenti sui social media [hr] che accusano il teatro di bugie vergognose e ipocrisia e di tentare di “falsificare la storia”.

L'attuale direttore del dipartimento di teatro del Teatro Nazionale Croato, Ivica Buljan, ha pubblicato delle scuse personali alla Furlan in un lungo post su Facebook  [hr], che è stato rilanciato [hr] da influenti media online. Oltre a far notare che è troppo tardi per “chiedere scusa ai morti” e rendere omaggio alla sua ex collega, Buljan ha scritto:

Mnogi su objavu prokomentirali: HNK pokušao zaboraviti kako je otjerao Miru Furlan. Kao ravnatelj Drame HNK osjećam sram zbog događaja koji su Miru Furlan prisilili da napusti kazalište i Zagreb. Miro, ja te molim oprosti.

Molti hanno commentato l'annuncio [del necrologio ufficiale] come: il Teatro Nazionale Croato ha cercato di dimenticare come hanno cacciato Mira Furlan. Come capo del dipartimento teatrale del Teatro Nazionale Croato provo vergogna per gli eventi che hanno costretto Mira Furlan a lasciare il teatro e Zagabria. Mira, per favore, perdonaci.

Il trattamento mediatico della notizia della sua morte ha anche sollevato accuse di ipocrisia in Croazia. In un caso, una trasmissione televisiva post mortem dell'HRT TV su di lei includeva persino una dichiarazione di uno dei suoi iniziali “carnefici mediatici” in cui commentava positivamente la sua performance del 2002 a Zagabria.

La giornalista croata Danka Derifaj ha risposto [hr] tramite un post su Facebook:

Koliko gadljivo, patološki i zastrašujuće. Rene Bakalović, autor teksta pod naslovom Težak život lake žene u kojem je čerečio Miru Furlan početkom devesetih u Globusu, je kao “školski kolega” govorio u prilogu HRT-a povodom njezine smrti.

Del tutto disgustoso, patologico e spaventoso. Rene Bakalović, l'autore del testo intitolato “La dura vita di una donna facile” con cui ha massacrato Mira Furlan all'inizio degli anni '90 sulla rivista Globus, è stato ora invitato a parlare in un servizio sulla sua morte sulla HRT (PBS Croatian Radio Television) come “suo compagno di scuola”.

Molto poco di queste conversazioni è stato trasmesso al di fuori della regione dell'ex Jugoslavia. I ricordi di Mira Furlan da parte di fan e colleghi negli Stati Uniti e in tutto il mondo si sono concentrati sui suoi successi sulla scena internazionale. La “preistoria” della celebrità regionale è stata solo brevemente menzionata e la lotta contro il nazionalismo è stata largamente assente dai loro discorsi, compresi i necrologi nei media internazionali.

Questa assenza di consapevolezza in Occidente potrebbe riflettere l'atteggiamento dell'attrice al pubblico, che era basato sulla sua personalità complessa, forte e fragile allo stesso tempo. Sembra che si sia rifiutata di recitare sia la parte della vittima lamentosa che quella dell'esibizionista, per quanto riguarda la sua fama e lo status di celebrità nel suo “vecchio paese”, quando parlava con i media americani, a meno che non le venisse chiesto specificamente. Come sopravvissuta, si è concentrata sulla sua nuova vita e carriera e sul suo ritorno come parte del discorso pubblico nei Balcani dopo aver “sfondato” all'estero, partecipando a progetti di visita e come colonnista per il Nova S  [hr].

Tornando al mondo del palcoscenico, il profilo Twitter dello scrittore americano J. Michael Straczynski, il creatore di Babylon 5, è diventato uno dei punti focali del fandom che ha condiviso il sentimento di perdita e ammirazione per l'attrice. In questo senso, ha condiviso un video con una scena di addio della serie in cui il  personaggio di Mira Furlan, Satai Delenn, spiega perché nella sua cultura aliena non esiste una parola per “addio”.

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