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La gente di Gaza condivide sui social l'orrore e le perdite causate dall'attacco israeliano

Uno screenshot  [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] dell'ultimo post pubblicato su Facebook da Riham Al-Kolak, prima di essere uccisa, insieme alla sua famiglia, da uno dei bombardamenti di Gaza. Migliaia di utenti di Facebook hanno risposto ai suoi ultimi post con preghiere dedicate a lei e alla sua famiglia.

Tutti temono di morire, ma questa paura si trasforma in terrore quando sai che sta arrivando.

Dal 10 maggio, per 11 giorni consecutivi, più di 2 milioni di palestinesi della striscia di Gaza hanno vissuto in uno stato di terrore a causa degli incessanti bombardamenti [ar] lanciati dalle forze israeliane, fino all'annuncio del cessate il fuoco. I pesanti bombardamenti hanno lasciato i palestinesi di Gaza attendere indifesi la morte nelle loro case, nel timore di divenire, da un momento all'altro, cadaveri sepolti dalle macerie.

Almeno 248 palestinesi sono stati uccisi a Gaza durante gli attacchi israeliani, tra questi 66 bambini e 9 donne. I bombardamenti ordinati da Hamas, il movimento che governa Gaza, hanno ucciso in totale 12 israeliani. Protetti dalla Cupola di Ferro, capace di intercettare buona parte delle migliaia di razzi di Hamas, gli israeliani sono riusciti a salvarsi dagli attacchi, mentre a Gaza i palestinesi sono rimasti scoperti, senza nessun rifugio che li salvasse dalla morte e dal terrore.

Questo è lo stato d'animo di Banyas Jawad a Gaza quando il 16 maggio scrive su Twitter [ar]:

Sento che questa è la mia ultima notte. Oh Allah, sembra la nostra ultima notte

Il bombardamento israeliano di Gaza è cominciato in risposta ai razzi sparati da Hamas contro la Gerusalemme occupata, dopo che le forze israeliane e gli occupanti avevano ignorato l'ultimatum imposto da Hamas [ar] di ritirarsi dalla zona di Al-Aqsa Mosque, luogo sacro ai musulmani, e dal quartiere di Al Sheikh Jarrah, entrambi teatro di violenze da settimane. Le forze israeliane avevano impiegato proiettili veri e di gomma in entrambi i siti contro i manifestanti palestinesi che si erano rifiutati di lasciare le proprie case, provocando così il ferimento di centinaia di persone. Questi eventi hanno scatenato una escalation cominciata a metà aprile con l'inizio del Ramadan [ar], culminando in quello che è noto come l'Attacco alla Porta di Damasco.

Mentre i bombardamenti provocavano distruzione e morte, la gente di Gaza riversava su Twitter la propria sofferenza al mondo.

Il 14 maggio, Ahmed Mortaja scriveva su Twitter [ar]:

“Oh Dio, non siamo numeri o aninali destinati a morire in questo modo. Ricordate i nostri nomi, i nostri volti, le nostre qualità, le nostre storie e i nostri sogni. Ricordate che non siamo solo numeri.

Marah Elwadia, una giornalista che vive Gaza, ha ricordato la guerra del 2014 contro Gaza, durata 7 settimane e causato la morte di 2.200 palestinesi, molti dei quali civili. Nel tweet l'ha confrontata con la guerra attuale, con la differenza che, nel frattempo, lei è diventata una madre [ar]:

Nel 2014 ero con la mia famiglia e non potevo sopportare [cosa stava succedendo]. Oggi, sono una madre e mi preoccupo di mio figlio che è con me, di mio marito che lavora in prima linea e della mia famiglia che è stata assediata la scorsa notte nella loro casa, mentre dal cielo piovevano razzi e missili.

Nour, un altro abitante di Gaza, ha scritto su Twitter [ar]:

L'esperienza più difficile in questa vita è essere un genitore in tempo di guerra. Provi una sensazione di totale impotenza davanti alla paura di tuo figlio. La tua incapacità di farlo sentire al sicuro è difficile da descrivere a parole.

Il 15 maggio, Riham Al-Kolak ha scritto sulla sua pagina Facebook: “Dio, abbi pietà di noi, non abbiamo la forza di sopportare tutto questo”. Il giorno dopo, il suo ultimo post: “Allah proteggici tu”, è stato condiviso 8.300 volte, dopo che lei e la sua famiglia sono stati uccisi durante un attacco aereo israeliano.

Questo stato di terrore non riguarda solo chi si trovava a Gaza in quel momento, ma è sentito da ogni palestinese nel mondo, specialmente da quelli originari di Gaza.

Said Yacoubi, un medico di Gaza che vive nel Regno Unito, il 18 ha pubblicato su Facebook:

“Mio padre siede sulle macerie davanti casa nostra dopo che nella notte 10 dei nostri vicini (2 donne e 8 bambini) sono stati assassinati dai terroristi israeliani. Gli occhi colmi di dolore, il corpo sfinito, la mano sinistra ferita, i vestiti insanguinati e il volto disfatto dal dolore esprimono tutta la nostra condizione”.

Coesistenza, resistenza e fuga dalla morte.

Rasha Abushaban vive a Gaza e twittava incessantemente nuovi dettagli sconosciuti a chi vive fuori da Gaza, compresi gli sforzi che la gente ha compiuto per convivere con le bombe cercando di condurre una vita in apparenza normale. Un esempio è stata la celebrazione di Eid el-Fitr che segna la fine del digiuno del Ramadan, durante il quale Israele ha non ha mai smesso di bombardare. Rasha, nel suo tweet, racconta come la sua famiglia abbia rispettato lo stesso la tradizione di cucinare uno stufato di manzo per celebrare l'occasione [ar]:

I bombardamenti vanno avanti ma noi stiamo preparando le bietole per il Sumaghiyyeh. Mia madre giura che, vivi o morti, non possiamo trascorrere l'Eid el-Fitr senza preparare il Sumaghiyyeh. Ditemi se non è resistenza questa!

Ma i suoi tweet sono anche una testimonianza dell'orrore che gli abitanti di Gaza hanno vissuto, che in un altro tweet ha descritto come a una “prova del Giorno del Giudizio”:

Non so come il nostro sistema nervoso faccia a sopportare tutto questo ma so che chiunque sia rimasto vivo dopo questo attacco si porterà questo trauma per tutta la vita.

Un'altra madre ha scritto del suo tentativo di “fuggire alla morte” [ar]:

Ho sentito un forte bisogno di pulire il viso dei miei bambini, pettinare i loro bei capelli e vestirli con i loro abiti più eleganti e tenerli stretti a lungo e sentirne lo splendido profumo. Erano troppo belli per essere colpiti dalla morte. Che possano essere protetti anche questa volta.

Il tweet di Khaled Safi, dove descrive un tentativo simile di ingrannare la morte, è stato ritwittato migliaia di volte [ar]:

La cosa più strana che ho fatto oggi è stato uno scambio di figli con mio fratello. Ho preso due dei suoi figli e gliene ho dati due dei miei. In questo modo, anche in caso di bombardamenti, la nostra discendenza potrà sopravvivere. Possa Dio proteggere noi e il popolo palestinese.

Alcuni civili a Gaza, attraverso cellulari e fotocamere, hanno trasmesso in diretta sui social media gli istanti in cui alcuni palazzi residenziali sono stati colpiti, compreso l'attacco israeliano del 15 maggio alla Al Galaa Tower, sede di diversi organi di stampa internazionali [ar]:

Vista terrificante.

Il momento della caduta della torre di evacuazione e il suono.

Adesso che il cessate il fuoco ha posto fine ai bombardamenti – sebbene molti temono sia temporaneo – i sopravvissuti di Gaza condividono dettagli sull'entità della distruzione apportata alle loro anime e all'infrastruttura urbana, risultato di 11 giorni di bombardamenti inesorabili.

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