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Libertà di stampa in Jammu e Kashmir: intervista alla giornalista Anuradha Bhasin

Anuradha Bhasin, Executive Editor of the newspaper Kashmir Times. Screenshopt from YouTube video by VideoVolunteers.

Anuradha Bhasin, direttore esecutivo del giornale Kashmir Times. Screenshot dal video di YouTube di VideoVolunteers.

Questo post è apparso originariamente su VideoVolunteers [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], una premiata organizzazione internazionale di media comunitari con sede in India. Una versione modificata è qui pubblicata come parte di un accordo di condivisione dei contenuti.

In un'intervista trasmessa l'11 febbraio, il corrispondente della comunità di VideoVolunteers Basharat Amin ha intervistato Anuradha Bhasin, direttore esecutivo del giornale Daily Kashmir Times, per capire la situazione attuale della libertà di stampa in Jammu e Kashmir.

Il 5 agosto 2019, il governo indiano, guidato dal Bharatiya Janata Party (BJP), ha revocato l’articolo 370 della costituzione indiana che forniva uno speciale status di autonomia al conteso stato di Jammu e Kashmir. Centinaia di leader politici sono stati messi agli arresti domiciliari e l'accesso alle reti di telefonia mobile, fissa e internet è stato sospeso. Posti di blocco sono stati istituiti nelle strade, mentre le restrizioni di movimento sono state applicate e chiunque abbia protestato è stato arrestato.

In questa intervista, Bhasin parla (in inglese) della libertà di stampa durante gli anni Novanta, quando la militanza contro l'amministrazione indiana iniziò nella valle, fino alla situazione attuale in cui l'articolo 370 è stato abolito e il governo ha tolto il blocco di internet 4G dopo quasi 18 mesi.

Anuradha Bhasin ha lavorato per uno dei più antichi giornali del Jammu e Kashmir. È una forte sostenitrice della libertà di stampa e ha fatto notizia per essere una critica al governo Modi[it]. Ha presentato una petizione alla Corte Suprema per revocare le limitazioni alla comunicazione messe in atto dopo l'abrogazione dell'articolo 370 in Jammu e Kashmir. È stato grazie ad essa che il governo indiano ha ripristinato [it] i servizi internet di dati 2G nella regione bloccata del Kashmir.

“I giornali locali hanno smesso di pubblicare qualsiasi cosa che sia critica nei confronti del governo”, ha detto Bhasin parlando della sorveglianza e delle molestie subite dai giornalisti per mano dell'amministrazione. Ha ricordato ai giornalisti il loro ruolo di essere la voce del popolo, in particolare di coloro che sono oppressi ed emarginati.

L'intervista si è anche concentrata sulla nuova politica dei media formulata in Kashmir, apparentemente per contrastare la diffusione della disinformazione o delle fake news. “Quando i canali televisivi iniziano a diffondere informazioni false, non viene intrapresa alcuna azione contro di loro perché alcune di queste cose vanno a favore del governo in carica”, ha detto Bhasin.

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