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Trinh Ba Phuong: videoritratto di un attivista vietnamita per i diritti fondiari

Trinh Ba Tu e Trinh Ba Phuong (a destra) mostrano cartelli con su scritto: “Libertà per mia Madre” a una preghiera di massa per le vittime di ingiustizia. Fonte: account Facebook di Trinh Ba Phuong

Questo articolo [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] è preso da The 88 Project, un sito di notizie indipendente sul Vietnam; è stato modificato e ripubblicato su Global Voices nell'ambito di un accordo sulla condivisione dei contenuti.

Questa intervista con l'attivista per i diritti fondiari Trinh Ba Phuong è stata condotta poco prima del suo arresto nel giugno 2020. Questo video personale (?) copre diversi argomenti, dal suo background alla sua relazione con la moglie – “È molto premurosa. E non sa mentire.” scherzava lui – fino ai suoi sogni e alle sue aspirazioni per il Vietnam.

Phuong è una persona carismatica e molto dedita alla famiglia. “Credo di essere piuttosto alla mano, non un tipo schizzinoso” rispondeva a chi gli chiedeva di descriversi. Persino l'agente della pubblica sicurezza incaricato di seguirlo per anni dice di lui, scherzando con l'intervistatore, che è un bravo ragazzo. Alla domanda “Quali sono i tuoi sogni?”, Phuong fa un sorrisetto e risponde: “Sono una persona comune.” Desidera salute per la sua famiglia e un'occupazione stabile in cui possa lavorare con le mani.

I suoi genitori Can Thi Theu e Trinh Ba Khiem, come anche suo fratello Trinh Ba Tu, sono tutti attivisti. Nel video, Phuong spiega come l'arresto dei suoi genitori nel 2014 lo abbia spinto nel mondo dell'attivismo. I suoi obiettivi ruotano intorno alla giustizia per le comunità che hanno subito torti, come il distretto di Duong Noi ad Hanoi, da cui viene, e la Comune di Dong Tam, anch'essa parte dell'area metropolitana di Hanoi. “Da quando i miei genitori sono stati imprigionati ingiustamente e la gente del nostro villaggio ha subito la repressione e il furto delle proprie terre, ho voluto aiutarla a riavere le sue proprietà” spiega. Phuong aveva 19 anni quando i suoi genitori sono stati arrestati per la prima volta.

Negli ultimi anni Phuong è stato perseguitato e messo sotto sorveglianza da agenti della pubblica sicurezza, specialmente dopo aver tentato di condividere pubblicamente notizie sull’irruzione della polizia avvenuta alle prime luci del giorno nella Comune di Dong Tam nel gennaio 2020. L'irruzione causò la morte di Le Dinh Kinh, un leader locale del movimento per i diritti fondiari, e tre agenti di polizia. Il 24 giugno le autorità hanno circondato e assaltato [vi] l'abitazione di Phuong e lo ha arrestato [it]; anche Theu, sua madre, è stata arrestata ad un diverso domicilio, come pure il fratello Tu. Sono stati accusati in base all’Articolo 117 del Codice penale del 2015 per “propaganda contro lo Stato”. Tutti e tre si trovano in carcerazione preventiva al momento della pubblicazione di questo video.

Questa intervista dipinge un ritratto di Phuong più approfondito rispetto a ciò che gli osservatori possono conoscere da estratti dei suoi post sui social, articoli dei media di Stato e occasionali pezzi sulla stampa internazionale; permette a Phuong di raccontare la sua storia con le sue parole.

The 88 Project mira a mostrare le sfaccettature delle vite degli attivisti, per richiedere il loro rilascio e trasmettere la loro saggezza a un pubblico più ampio. Speriamo che gli spettatori capiranno le gravi motivazioni sociali e personali per cui Phuong e altri prigionieri politici dovrebbero essere liberati.

Altro sul background di Phuong:

Nel 2008 le autorità annunciarono l’acquisizione di terre [vi] nel villaggio di Duong Noi Village e il pagamento di un risarcimento, estremamente basso. 365 famiglie rifiutarono il risarcimento e parteciparono insieme a una protesta a lungo termine. Nel 2014 i genitori di Phuong furono entrambi arrestati e condannati [vi] rispettivamente a 18 e 15 mesi di prigione mentre filmavano il land grabbing (letteralmente ‘accapparramento della terra’) da parte del governo. La madre fu arrestata nuovamente nel 2016.

Nel febbraio 2018 Phuong venne messo sotto sorveglianza durante il capodanno lunare (che nel 2018 cadeva a metà febbraio, ndt). All'inizio di ottobre 2019 gli era stato impedito di lasciare la sua abitazione durante la Festa nazionale cinese, un periodo in cui la sorveglianza del governo viene rafforzata per via dei manifestanti che si radunano per protestare contro la rivendicazione cinese sul Mar Cinese Meridionale. Phuong è stato uno dei più ferventi sostenitori degli abitanti del villaggio di Dong Tam dopo l'irruzione nel loro villaggio nel gennaio 2020.

A febbraio incontrò dei funzionari dell'ambasciata statunitense per discutere dell'accaduto. Durante l'incontro mostrò anche una lettera scritta a mano dalla moglie di Le Dinh Kinh, Du Thi Thanh, contenente la sua personale testimonianza. Sia Phuong che Thanh chiedevano un'indagine indipendente sull'irruzione e l'applicazione di misure simili alle sanzioni attualmente previste dal Global Magnitsky Act contro i funzionari del governo vietnamita coinvolti nella pianificazione dell'attacco.

Guarda l’intervista completa:

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