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Il ricordo di Tiananmen ad Hong Kong: un atto di resistenza sempre più rischioso

La t-shirt di un hongkonghese il 4 giugno 2021. Lo slogan dice: “le persone non dimenticheranno”. Immagine di Oiwan Lam

Il 4 giugno, la polizia di Hong Kong ha schierato ben 7000 poliziotti tra Victoria Park e il resto della città, per assicurarsi che non ci fosse nessuna commemorazione organizzata in spazi pubblici a ricordo del massacro di piazza Tiananmen del 1989 [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione]:

La polizia di Hong Kong, il 4 giugno, impiegherà 7000 ufficiali tra Victoria Park e nel resto della città per fermare i cittadini dal commemorare il massacro di piazza Tiananmen del 1989. Le persone che indosseranno il colore nero, canteranno slogan o che reggeranno candele potrebbero essere arrestati.

Alle 7:40 del mattino, 4 poliziotti hanno arrestato l'attivista democratica Chow Hang-tung, fuori dallo stabile del suo ufficio, per impedirle di recarsi a Victoria Park. Non c'è nessun rapporto che indichi che sia stata rilasciata.

Da trent'anni ormai si tengono ad Hong Kong le commemorazioni dei fatti di Tiananmen con veglie accompagnate da candele.

Nel 2020, la polizia ha vietato l'evento per la prima volta [it], affermando di aver dovuto adottare delle misure di prevenzione per il Coronavirus. Victoria Park è il luogo dove queste veglie si svolgevano.

La sua colpa? Volere giustizia.

Chow è la vice-presidente della Hong Kong Alliance in Support of Patriotic Democratic Movements of China (HK Alliance) [Alleanza di Hong Kong a supporto dei movimenti democratici patriottici di Cina], il gruppo che annualmente organizzava le veglie.

Nonostante la minaccia di essere incarcerata per “incitazione ad assembramenti illegali”, aveva annunciato alla stampa che il 4 giugno si sarebbe recata a Victoria Park da sola e avrebbe acceso una candela.

L'attivista e avvocato Chow Hang Tung sta lottando per mantenere viva la memoria degli eventi di Tiananmen ad Hong Kong, nonostante la possibilità di essere incarcerata per una commemorazione pubblica.

Almeno 24 attivisti pro-democrazia sono stati accusati di aver partecipato alla veglia non autorizzata dell'anno scorso, e quattro di questi sono stati condannati a scontare fino a 10 mesi di carcere.

Gli altri stanno aspettando il processo e la successiva sentenza.

John Lee, Segretario per la Sicurezza di Hong Kong, ha avvertito che a causa dell'Ordinanza per l'Ordine Pubblico, i trasgressori potrebbero dover passare fino a cinque anni in carcere [it] per aver partecipato alla veglia, o fino ad un anno per averla promossa.

Dopo il divieto della veglia Tian Feilog, il consulente politico di Pechino per gli affari con Hong Kong, ha sollecitato [zh] i servizi di sicurezza di Hong Kong ad investigare la HK Alliance, per aver violato la famigerata Legge sulla sicurezza nazionale [it], imposta lo scorso anno dal governo di Pechino.

Ha affermato [zh] che l'obiettivo dell'organizzazione, che chiede la fine della dittatura mono-partitica, è una chiara violazione della legge, dal momento che la dittatura del Partito Comunista Cinese è scritta nella costituzione cinese.

Il 3 giugno Ronny Tong, membro dell'Executive Council, ha comunicato che [zh] le persone che avrebbero indossato abiti neri o che avrebbero ripetuto slogan come “fine alla dittatura mono-partitica”, sarebbero potute essere perseguite per aver violato sia la legge per la sicurezza nazionale, sia quella contro raduni non autorizzati.

Tong ha aggiunto anche che l'arresto sarebbe avvenuto indipendentemente dal luogo in cui i manifestanti si sarebbero trovati, poiché le loro azioni sarebbero state considerate come coordinate.

Tuttavia ha affermato che le commemorazioni individuali non sarebbero state vietate.

Gli spazi sicuri presi di mira, e chiusi

Nel momento in cui la polizia è stata mobilitata per la città per prevenire potenziali dimostrazioni, unità delle forze dell'ordine e gruppi pro-Pechino hanno attaccato le persone, per evitare che prendessero parte ad altre potenziali attività commemorative, comprese quelle tenute in luoghi privati.

Sette chiese cattoliche, che avevano intenzione di celebrare una messa il 4 giugno, sono diventate il punto centrale degli attacchi:

Mentre le chiese offrono uno spazio sicuro per ricordare il 4 giugno, gli striscioni vanno contro le proprie premesse: “Invasione di fede. Anticristo, falsi messia. Caos nel nome del culto. Sovversione religiosa, sangue sulle loro mani. Voi che andate in chiesa attenti a violare il NSL”.

Il 2 giugno, la HK Alliance ha annunciato che il Museo del 4 giugno sarebbe stato chiuso da dipartimento di Igiene Alimentare ed Ambientale, poiché accusato di operare come luogo di intrattenimento pubblico, ma senza avere le dovute licenze.

Il Museo del 4 giugno di Hong Kong è stato chiuso temporaneamente a causa di controversie riguardo a suoi permessi. Lo spazio aveva aperto dieci anni fa. Commemora le vittime della stretta militare del 1989 contro i manifestanti pro-democrazia in Piazza Tiananmen, Cina.

Nonostante tutte le minacce legali, i singoli stanno trovando i propri modi di commemorare questo anniversario pubblicamente.

Il 3 giugno, un gruppo di artisti ha messo in scena una performance a Causeway Bay:

#hk – un gruppo di artisti ha tenuto una performance in memoria del 4 giugno a Causeway Bay, la sera prima della veglia vietata.

Alcune persone si sono recate a Victoria Park per tenere “veglie singole”:

Massacro di piazza Tiananmen: alcune persone si sono trovate a Victoria Park per commemorare il massacro del 1989 alla vigilia del 4 giugno.

Oggi, un grande numero di poster dedicati al 4 giugno, sono stati visti [zh] in diversi quartieri della città.

Molti cittadini hanno indossato abiti che comunicavano messaggi politici. Sui social, hanno affermato che avevano intenzione di accendere delle candele alle 20, indipendentemente da dove si sarebbero trovati nella città.

Immagini di Stand News. Usate con permesso.

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