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La Germania riconosce il genocidio dell'era coloniale in Namibia, ma per i sopravvissuti non è abbastanza

Proteste in Germania per il genocidio degli Herero e dei Nama in Namibia. Immagine di Uwe Hiksch , 22 marzo 2012, (CC BY-NC-SA 2.0)

Dopo più di un secolo di silenzio ufficiale, la Germania ha ufficialmente riconosciuto come genocidio una serie di massacri nell'era coloniale in Namibia tra il 1904 e il 1908, quando i coloni tedeschi hanno brutalmente ucciso migliaia di persone dei gruppi etcnici Herero (conosciuti anche con il nome di Ovaherero) e Nama.

L'offerta della Germania di pagare 1.1 miliardi di euro (circa 1.3 miliardi di dollari americani o 18.6 miliardi di dollari namibiani) è giunta dopo cinque anni di negoziati tra il governo tedesco e quello namibiano. I pagamenti serviranno a finanziare dei progetti in Namibia lungo un periodo di trent'anni. Comunque, il governo tedesco insiste sul fatto che questi pagamenti non siano delle “riparazioni”, poiché non vi è alcuna pretesa legale per delle riparazioni, ma è solamento un obbligo morale.

Il Governo namibiano ha accettato l'offerta di Berlino. Comunque, i discendenti delle vittime del genocidio, che sono stati esclusi dai negoziati, criticano fortemente i termini di accordo secondo i quali i pagamenti saranno effettuati attraverso i programmi di sviluppo del governo e non a loro direttamente.

Questo gesto è un “riconoscimento delle sofferenze incommensurabili inflitte alle vittime. Il nostro obiettivo è stato ed è quello di trovare un sentiero comune verso una genuina riconciliazione in memoria delle vittime”, ha dichiarato il ministro degli affari esteri tedesco Heiko Maas in un comunicato stampa [de] rilasciato il 28 maggio 2021. “Ciò include il fatto di chiamare gli eventi del periodo coloniale tedesco in quella che oggi è la Namibia e in particolare le atrocità del periodo dal 1904 al 1908 senza risparmiarli e senza minimizzarli. Adesso chiameremo ufficialmente anche questi avvenimenti per quello che sono dal punto di vista odierno: un genocidio”, ha dichiarato Maas [de]:

Abbiamo solo una parola oggi per ciò che l'occupazione coloniale tedesca ha perpetrato in  #Namibia tra il 1904 e il 1908: genocidio. Spero che oggi potremo intraprendere un importante passo verso la riconciliazione. Chiederemo il perdono della #Namibia e dei discendenti delle vittime. Come gesto per loro, forniremo 1.1 miliardi nel corso dei prossimi 30 anni, per esempio per l'agricoltura e l'educazione. Non possiamo cambiare il passato, ma insieme possiamo guardare verso il futuro.

Il 4 giugno 2021, mentre si rivolgeva ai media nella State House nella capitale namibiana Windhoek, il vice-presidente Nangolo Mbumba ha dichiarato che i negoziati con la Germania sono stati molto difficili. “Non siamo fieri della somma. (…) Il pagamento delle riparazioni è stata la parte più difficile. La Germania ha accettato l'obbligo morale di pagare soldi” ma ha “rifiutato con veemenza di pagare riparazioni”, ha dichiarato Mbumba secondo un articolo [en] del quotidiano The Namibian.

Il genocidio del 1904-1908

[Memoriale del genocidio davanti all'antica fortezza di Windhoek] Image de Pemba.mpimaji via Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0).

Tra il 1884 e il 1915, la Namibia era una colonia tedesca chiamata Africa tedesca del sud-ovest. Gli storici [en,  come i link seguenti, salvo diversa indicazione] sono d'accordo nell'affermare che, tra il 1904 e il 1908, i coloni tedeschi hanno ucciso almeno 65.000 degli 80.000 Ovaherero e almeno 10.000 dei 20.000 Nama.

Il genocidio è stato scatenato [it] da una rivolta degli Herero che lavoravano nelle strutture e nelle fattorie tedesche. Di conseguenza, il comandante delle forze coloniali tedesche, il luogotenente-generale Lothar von Trotha, ha ordinato a 15 000 soldati tedeschi di reprimere la rivolta.

I Nama si sono anch'essi ribellati in solidarietà con gli Herero. Tuttavia, hanno evitato il confronto diretto con le forze tedesche, ma hanno iniziato invece una guerriglia. Dopo la morte dei leader dei Nama, Hendrik Witboi e Jakob Morenga, si sono arresi.

Alla fine della ribellione, quando le forze tedesche hanno vinto la rivolta, “gli Herero hanno praticamente cessato di esistere come entità culturale. Degli 80 000 Herero originari, solo 20 000 sono rimasti in vita”, secondo gli studiosi del genocidio Samuel Totten e Williamo S. Parsons.

Forti reazioni negative sull'accordo di riparazione

I partiti di opposizione e le comunità colpite hanno vivamente criticato l'accordo, che ha incluso una partecipazione limitata dei discendenti delle comunità colpite.

Per i popoli Nama e Ovaherero, questo accordo riflette la mancanza di volontà di una vera riconciliazione da parte del governo tedesco.

“INGIUSTO”… La tradizionale leadership degli Ovaherero e dei Nama, tra gli altri, protestano contro quello che descrivono come un ingiusto accordo tra il governo namibiano e quello tedesco. Video: Puyeipawa Nakashole

Secondo il giornale The Namibian, i capi tradizionali delle case reali Maharero, Kambazembi, Gam, Zeraeua e Mireti del popolo Ovaherero hanno rifiutato l'offerta del governo tedesco. Essi vogliono 478 miliardi di euro (circa 8.000 triliardi di dollari namibiani) a titolo di riparazioni finanziarie per il genocidio avvenuto dal 1904 al 1908, versato su un periodo di 40 anni come fondo di pensione per i discendenti delle vittime.

Ugualmente, l'1 giugno 2021, il presidente del Namibian Genocide Association, Laidlaw Peringanda, ha dichiarato in un'intervista ad Al Jazeera: “Se il governo tedesco vuole una riconciliazione, deve ridarci la nostra dignità. Ma ciò non può accadere fintanto che loro ci escludono.”

Questa utente di Twitter namibiana ha descritto i negoziati come “un disordine offensivo” che ha portato ad “una celebrazione prematura imbarazzante di misure di ‘riconciliazione'”:

Due parti importanti di questa storia:

1) L'ex presidente Khama porta avanti il riconoscimento della diaspora Ovaherero (finalmente!), cioè Baherero in Botswana che è fuggito durante il genocidio
2) Il ministro tedesco degli affari esteri Maas annulla il suo viaggio in Namibia “in modo indefinito”

Alcuni Namibiani hanno inoltre criticato la somma di denaro promessa, che, secondo loro, avrà poco impatto.

Howard Rechavia-Taylor, studioso del colonialismo tedesco alla Columbia University, ha notato che l'impatto della colonizzazione tedesca è tuttora presente, come testimonia la distrubuzione disuguale delle terre:

L'evidenza che tutto il mondo ignora: i bianchi vivono ancora su vaste distese di terre degli Herero e dei Nama – spesso stanno seduti sulle tombe dei nostri antenati per le quali gli Herero e i Nama devono ancora richiedere l'accesso. La “riconciliazione” senza tenere conto la questione delle terre non può che essere PR.

Ma le critiche non sono limitate alla sola Namibia. Delle voci dissidenti contro l'accordo si sono ugualmente elevate in Germania.

“La Germania ha negoziato principalmente con il governo namibiano, ma non con i veri rappresentanti degli Herero e dei Nama”, ha dichiarato l'attivista Herero basato a Berlino Israel Kaunatjike in un'intervista per Redaktionsnetzwerk Deutschland [de]. “Ciò che è stato deciso adesso è un piccolo programma di aiuto allo sviluppo, che non ha nulla a che vedere con il versamento di riparazioni”, ha dichiarato Kaunatjike.

Anche un'alleanza di organizzazioni nere in Germania ha chiesto una manifestazione di solidarietà a Belino [de]:

Chiamiamo a partecipare alla manifestazione contro il cosiddetto #accordo di riconciliazione tra la #Namibia e la Germania – senza la partecipazione dei gruppi di autodifesa degli #Herero e dei #Nama. Già nel 2016 era così : “Non si può agire su di noi senza di noi. Tutto ciò che è fatto per noi senza di noi è contro di noi!”

Comunque, non tutti sono contro l'accordo. Il 3 giugno, il presidente degli Ovaherero/OvaMbanderu e dei Nama, Gerson Katjirua, ha annunciato che l'intero consiglio accetta l'offerta e sarano firmatari dell'accordo:

NOI ACCETTIAMO L'OFFERTA … Il presidente degli Ovaherero/OvaMbanderu e dei Nama, Gerson Katjirua, giovedì mattina a Windhoek, ha dichiarato che l'intero cosiglio accetta l'offerta di 1.1 miliardi di euro dal governo tedesco. Video: Shelleygan Petersen

Katjirua ha dichiarato che non tutti i discendenti delle vittime erano contro l'offerta di riparazione. “Saremo firmatari di questo accordo”, ha dichiarato.

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