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La playlist green che propone cortometraggi asiatici sulla protezione ambientale

Le operazioni di estrazione in Nueva Vizcaya, Filippine. Screenshot del film “Dagami Daytoy” (This is our Land). Fonte: Cinemata.

La playlist è disponibile su Cinemata [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], una piattaforma che raccoglie film su tematiche sociali e ambientali dell'Asia-Pacifico. Il progetto è ideato da EngageMedia, organizzazione no-profit che opera nel campo dei media, della tecnologia e della cultura. L'articolo è stato modificato e ripubblicato come parte di un accordo con Global Voices per la condivisione dei contenuti.

In occasione della Giornata mondiale dell'ambiente celebrata il 5 giugno, EngageMedia ha curato una playlist di documentari e cortometraggi sulle battaglie intraprese dalle comunità dell'Asia-Pacifico per preservare e tutelare le proprie terre dal degrado ambientale, l'industrializzazione e il cambiamento climatico. Tra titoli appena caricati e opere di archivio, i film ci portano dalla provincia di Nueva Vizcaya nelle Filippine (“Dagami Daytoy”) alla provincia di Nam Dinh in Vietnam (“Another Exodus”) fino al Sawarak della Malesia (“Melikin”) e alla città di Taunggyi in Myanmar (“Plastic Outlive Us”).

La playlist include film premiati, tra cui “Dagami Daytoy”, vincitore del Gawad CCP Para sa Alternatibong Pelikula at Video 2020, “Anak Pokok”, vincitore del Films for the Forest e del SXSW Community Screening, e infine “Kaise Jeebo Re!”, vincitore dell'International Documentary Film Festival Amsterdam 1997.

Filippine: Dagami Daytoy (Questa è la nostra terra)

Nel suo documentario, “This Is Our Land”, il regista filippino Noni Abao racconta le battaglie intraprese dalle comunità indigene locali nella provincia di Nueva Vizcaya, a nord delle Filippine, contro il degrado ambientale, tra cui la chiusura [it] di OceanaGold, una delle aziende produttrici di oro e rame più grosse al mondo. Il documentario ha vinto il premio più importante al Gawad CCP Para sa Alternatibong Pelikula at Video 2020, e ha conquistato il secondo posto allo Yale Environment 360 Video Contest 2020. Dalle fine delle riprese, decine di attivisti sono stati arrestati in seguito agli scontri nati con la polizia e i rappresentanti dell'azienda per aver organizzato un blocco della strada di accesso all'azienda.

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Malesia: Doa Seorang Nelayan (Le preghiere di un pescatore)

Zakaria Ismail crede che la sua chiamata divina consista nel proteggere i pescatori costieri da un progetto di bonifica che minaccia di sotterrare le loro zone di pesca nel sud di Penang sotto 4.500 acri di terra. Zakaria e altri membri del villaggio sono classificati con la sigla B40, rientrano cioè nel 40% delle unità familiari malaysiane con un reddito mensile inferiore o pari ai 3.900 RM, equivalenti a 949 dollari. Tra conflitti sociali, tensioni tra valori tradizionali e moderni e gli interventi machiavellici di attori della politica, Zakaria si rivolge al suo Dio per trovare la saggezza e il coraggio di ribellarsi contro uno dei progetti più ambiziosi intrapresi in Nuova Malaysia.

Indonesia: Madre Terra (Ibu Bumi)

Bagus è un contadino di 20 anni che vive nell'area fertile dei monti Kendeng, Giava Centrale. Insieme alla sua band punk, Kendeng Squad, dà voce alle preoccupazioni che lo tormentano in seguito al danno ambientale che si è verificato nella sua regione. Per registrare i suoni della natura e della distruzione in corso, ha girato il videoclip “Berani Bertani”. Bagus spera che la musica possa ispirare la nuova generazione a proteggere la natura.

Vietnam: un altro esodo

Un villaggio di pescatori in Vietnam si sveglia nel mormorio delle prime preghiere del mattino, mentre il flusso e riflusso delle onde colpiscono i frangenti. I pescatori della vecchia generazione ricordano silenziosamente i bei tempi passati, aspettando con ansia il domani. Sanno che ogni 50-60 anni deve compiersi un esodo: il cambiamento climatico li sta infatti costringendo ad allontanarsi dalle coste. Quartieri un tempo benestanti sono diventati poveri villaggi di pescatori, mentre i terreni fertili e i frutteti rigogliosi sono stati distrutti dall'innalzamento del livello del mare. “Another Exodus” è un cortometraggio del filmmaker vietnamita Le Nguyen.

Myanmar: senza

Questo film di “advocacy” è stato usato per spingere il Governo centrale del Myanmar ad aumentare il rifornimento di acqua nelle regioni del Paese colpite dalla siccità. Il film è stato prodotto dai partecipanti del workshop di Picture People sullo storytelling visivo per narrare il cambiamento, tenutosi nel 2016 a Yangon, Myanmar.

Indonesia: Dayak contro i giganti

In Indonesia, la continua industrializzazione sta mettendo in pericolo le popolazioni indigene e sta causando una gravissima distruzione ambientale e conflitti sociali. Il documentario si concentra sulla risposta della popolazione dei Dayak del Kalimantan alle minacce della regione, in particolare gli incendi boschivi e la foschia tossica.

Malesia: Melikin

Questa è la storia di Melikin. È la storia di tanti popoli indigeni di Sarawak che, a causa dei produttori di olio di palma, hanno perso la loro terra natale. Con l'aiuto di politici corrotti, circa 10.000 ettari di foresta e terreni agricoli sono stati abbattuti e, per impedire alle popolazioni indigene di entrare nelle loro terre ancestrali, sono state erette delle barriere.

Cambogia: conservazione forestale, un messaggio dalle donne indigene

“Il cambiamento climatico esiste. Per mitigare il suo impatto, dobbiamo assolutamente conservare le nostre foreste. In questo video incontriamo le donne e gli uomini dei popoli indigeni Kouy, in Cambogia, per scoprire che significato danno alla foresta e l'iniziativa intrapresa dalle donne indigene per proteggere le loro terre”.

Myanmar: la plastica ci sopravvive

Questa comunicazione sociale intende spronare gli abitanti di Taunggyi, in Myanmar, a cambiare le loro abitudini in materia di riciclo della plastica. La comunicazione è stata prodotta dai partecipanti al workshop al Picture People's Visual Storytelling for Social Change, tenutosi a Taunggyi nell'ottobre 2019. Taunggyi, capoluogo e città più grande dello Stato Shan, si trova lungo la strada di Thazi-Kyaingtong a circa 1.400 metri sopra il livello del mare.

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